Il rovescio della medaglia.


Il rovescio della medaglia.
Diciamoci la verità, Emanuele non è morto inutilmente, il suo sacrificio non è stato vano, ma alla fine rischia di essere vanificato dall’irresponsabilità di molti.
E tra questi sono compresi tutti coloro che in un modo o nell’altro contribuiscono a rendere noti i particolari delle indagini in corso, a tutti i livelli, nonchè, sia ben chiaro una volta per tutte, anche quelli che interferiscono indebitamente e senza averne titolo.
L’appello della Procura di Firenze ai media, la richiesta del silenzio stampa è caduta nel vuoto, nessuno tra i media nazionali ha ritenuto di doverlo raccogliere.
Allora, dato per scontato che il diritto di cronaca è sacrosanto e inviolabile, l’unico rimedio è quello di individuare e sanzionare pesantemente, in modo esemplare, chi si rende responsabile della fuga di notizie; ammesso che di “fuga” si tratti.
Sì, perchè è difficile immaginare che certe notizie possano giungere agli organi di informazione per caso, per imprudenza o negligenza, che sarebbe comunque già gravissimo.
La conferma di quanto diciamo sta nella sistematica regolarità con la quale giornali e tv mostrano di essere aggiornati pubblicando in tempo quasi reale ogni minimo particolare di una vicenda che, invece, richiederebbe la riservatezza più assoluta.
E se qualche addetto ai lavori tra coloro che partecipano a qualsiasi titolo alle indagini, o ne hanno conoscenza a causa del loro ufficio viola quella che, peraltro, è una norma del codice penale, dimostrando evidentemente scarsa attitudine al ruolo o all’incarico che svolge e alla funzione che esercita al punto che ne imporrebbe l’immediata rimozione, niente vieta che chi ne è dotato e ne vuole fare uso si possa attenere a quelle regole non scritte e non previste da alcun codice ma dettate dal buon senso.
Responsabilità. Questo è richiesto a tutti, altrimenti si assumano quella morale di trasformare il sacrificio di Emanuele Petri in una morte inutile e della quale non siamo degni nè meritevoli.
Abbiamo tutti il dovere di impedire che ciò accada, per rispetto verso di lui, verso la sua famiglia già duramente provata, e verso noi stessi.
Quello a cui stiamo assistendo è uno spettacolo indecente, indegno e vergognoso, che ci auguriamo possa finire al più presto, così come è inaccettabile l’atteggiamento di chi, manchevole di quel minimo di rispetto e lealtà istituzionale ha inteso arrogarsi il diritto di intromettersi in un contesto investigativo che non ne contemplava e non ne prevedeva la presenza.
E’ certamente deplorevole il comportamento di chi, non invitato, si introduce con scaltrezza e l’inganno in casa d’altri per partecipare ad un “banchetto” che, oltretutto, tale non è.
Anche queste azioni dovrebbero essere sanzionate.

11 marzo 2003 S. Baiocchi