L’Unità”. Con la verità fa solo la rima.


L’Unità”. Con la verità fa solo la rima.
(- da alcuni articoli di Susanna Ripamonti -)

1) Giovane ucciso a Milano. Violenze della polizia in ospedale.
2)”E adesso la procura di Milano dovrà occuparsi anche dell’altro versante dell’inchiesta. La Digos ha presentato un rapporto sui pestaggi della notte del 16 marzo, all’ospedale San Paolo, che potrebbe sfociare in denunce nei confronti dei giovani massacrati a mazzate: in questi casi, Genova insegna, è quasi rituale la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale.”

Il primo è il titolo di un articolo, il secondo è un passaggio di un altro, successivo.
La conclusione ? sempre la stessa, scontata, evidentemente preconfezionata in maniera ideologicamente pregiudiziale, in obbedienza al dogma ideologico di chi proprio non ne vuole sapere di guardare un pò più in là.
Non si sa mai, va a finire che magari si scopre che la verità con “l’Unità” ha in comune solo l’accento finale che le serve per farci la rima e stop.
La brava giornalista scrive di “violenze della polizia in ospedale” e di “giovani massacrati a mazzate”, su tutto il resto tace.
Tace sui poliziotti feriti (si sono feriti da soli ?), tace sul poliziotto con la mandibola fratturata (se la sarà fratturata da solo ?), tace su tutto ciò che non gli piace scrivere o non vuole scrivere.
E se lo fa lo fa a modo suo, precisando che in certi casi “Genova insegna”.
Ha ragione da vendere. Genova insegna, ma non a tutti.
Noi, ad esempio, abbiamo imparato da quando l’allora direttore del quotidiano, in diretta tv sul tg3, seduto su una comoda poltrona in studio, disse che la sensazione che ricavava dalle immagini trasmesse era di assoluta inettitudine della polizia.
Anche la gentile signora Susanna, evidentemente, ha imparato presto e bene dal suo ex direttore; e come la tradizione vuole, da buona allieva ha anche finito per superare il maestro.
Che volete farci, sarà che facciamo fatica a farci l’abitudine, sarà che le generalizzazioni e le accuse di stampo ideologico proprio non riusciamo a mandarle giù, che abbiamo deciso di dedicarle queste poche righe senza nemmeno la pretesa che le legga.
In fondo, non ce ne importa un granché, c’è di peggio a questo mondo, molto peggio.
C’è la guerra, ci sono le pulizie etniche di cui nessuno parla e nessuno si interessa se non quando fanno “notizia” e audience e regalano un pò di notorietà e vanagloria.
C’è persino chi muore in modo assurdo assalito a coltellate e perchè, sempre secondo quanto la verità in rima de L’Unità “dal vicino commissariato Ticinese è partito un corteo di volanti che hanno circondato la zona, al punto che le stesse ambulanze hanno fatto fatica a superare la cintura di sicurezza”.
Insomma, va a finire che quel povero ragazzo è morto perchè le Volanti hanno ostacolato i soccorsi.
Che dire di più ? potremmo andare avanti per ore a commentare, ma ci sembra a questo punto di aver dedicato già troppo tempo e spazio che, per quanto umili, sono per noi preziosi.
Aggiungiamo solo che il “coro” è ben assortito con la partecipazione per niente straordinaria di Cgil e Uil che come i lupi perdono il pelo ma conservano il vizio e con una acrobazia degna di miglior ribalta, da un lato parlano di «gravissimi episodi di violenza all’interno del Pronto soccorso» e dall’altro, ma non troppo, esprimono “solidarietà alle vittime dei pestaggi, ai lavoratori coinvolti in questo ennesimo episodio di brutalità che non rientra certo nei criteri di ordine pubblico”. Si sa, le tessere dei poliziotti del Silp-Cgil e della Uil-ps gli fanno sempre comodo. Quando si dice l’onestà intellettuale !

6 aprile 2003 S. Baiocchi