L’arresto di Provenzano e il fastidio dell’onorevole Prodi


L’arresto di Provenzano e il fastidio dell’onorevole Prodi
Lettera aperta (un’altra)
Ci sono persone che lavorano per il bene di tutti, per un ideale di giustizia e libertà caro a tutti cercando di adempiere nel migliore dei modi al loro dovere istituzionale di appartenenti alla Polizia. Sono persone normali, semplici e normalmente sconosciute, il cui unico segno distintivo è la giacca blu della divisa della Polizia che per esigenze ovvie di servizio non indossano ma che sentono addosso con il peso della responsabilità che comporta nei confronti della società. Persone che in certi frangenti calzano un mephisto sul viso non per un vezzo o per onorare le esigenze mediatiche, non per “fare scena” ma per doverosa prudenza (un investigatore il cui volto viene mostrato dalle tv di mezzo mondo rischia di suo, soprattutto sul piano personale prima che su quello professionale in casi del genere). Uomini e donne che si accontentano di poco e se quel poco è rendere un servizio reso al loro Paese è assai più di quanto altri hanno bisogno per sentirsi gratificati dalla presenza di telecamere e microfoni accalcate intorno a loro, di torme di cronisti che pendono dalle loro labbra perché il momento e le esigenze di cronaca e di informazione lo impongono. Uomini e donne che di tutto si curano in certi momenti tranne che di stare a seguire interminabili disquisizioni sull’esito delle elezioni ma non perché la cosa non riscuote presuntuosamente il loro interesse; solo sono impegnati a compiere il loro dovere che qualsiasi sia il governo in carica non cambia di una virgola. Uomini e donne ai quali, gentilissimo onorevole Prodi, dovrebbe recare più rispetto invece che indispettirsi per le interruzioni durante la Sua intervista al GR-RAI che informano la gente dell’importante risultato raggiunto con sacrificio, dedizione e impegno meritevoli di profonda ammirazione e gratitudine per cui una o più brevissime interruzioni non tolgono niente all’importanza del risultato delle elezioni per commentare i quali c’è e ci sarà tutto il tempo e lo spazio necessario. Di elezioni e politica si parla sempre, forse anche troppo e talvolta persino senza suscitare interesse nelle persone, mentre i “momenti di gloria” per chi lavora in silenzio e lontano dai riflettori a rischio della propria vita sono pochi ma significativi. Tra l’altro, non è raro che sui successi degli uomini delle Istituzioni (in questo come in altri casi che riguardano la Polizia e i poliziotti) la politica costruisca i propri successi e da essi ricavi non poche glorie. Ecco, onorevole Prodi, l’auspicio è che la (parte) politica che si accinge a prendere il governo delle Istituzioni voglia e sappia trovare il modo per dare la giusta importanza e il dovuto rispetto all’impegno e all’opera quotidiana di queste persone, invece che palesare fastidio se per qualche secondo le “rubano” la ribalta. Prenda esempio dalla partecipazione dei nostri concittadini, magari leggendo il testo del sms di seguito riportato. Grazie per l’ (eventuale) attenzione.
Salvatore Baiocchi (Ideatore e Coordinatore di “Poliziotti.it”) 6 maggio 2006