Quelle Volanti “a due”, senza giubbotti antiproiettile


Verona, 21 febbraio 2005. Un altro giorno da non dimenticare

Quelle Volanti “a due”, senza giubbotti antiproiettile
“L’esaltazione dell’eroismo di questi agenti bisognerebbe farla in vita perché sono protagonisti di un controllo meticoloso del territorio, molto spesso pagano in maniera eccessiva”. Prendo spunto da queste parole del ViceCapo della Polizia, Prefetto DE SENA, riportate il 22 febbraio su “Il Giornale” (pag. 7) per azzardare alcune considerazioni.
Dirò subito che condivido pienamente il concetto espresso che afferma una verità sacrosanta, troppo spesso dimenticata, elusa, ignorata per mille motivi e della quale si finisce per ricordarsi sempre e solo in circostanze tragiche.
Ma è bello sentirle pronunciare da uno dei nostri Capi, non ricordo di averne mai lette di simili in precedenza, sono parole molto significative che da tempo attendevamo di sentire e che in questo contesto assumono un significato particolarmente importante, molto più di tante altre che ormai hanno il sapore di una retorica facile e scontata, di circostanza.
Ebbene, facciamola questa esaltazione ma con i fatti oltre che a parole, cominciando a restituire dignità professionale ai poliziotti di tutta Italia, a quelli che sulle Volanti ci passano anni, a contatto con emergenze di ogni tipo.
Facciamola questa esaltazione restituendo alle Pantere della Polizia e agli uomini che si onorano di far parte delle Squadre Volanti di tutta Italia la giusta e meritata considerazione, ché troppe volte si sentono, non a torto, la Cenerentola delle Questure.
Facciamola questa esaltazione ripristinando le Volanti con equipaggi “a tre”, in cui il gregario era una componente operativa indispensabile e la cui mancanza può avere influito in maniera decisiva sul tragico esito dell’azione dei colleghi di Verona.
Lo so che col senno di poi è facile giudicare ed emettere sentenze, ma è proprio quello che non voglio fare, semplicemente desidero sollevare un dubbio che credo legittimo sull’opportunità di continuare a far svolgere questo servizio agli equipaggi composti da soli due elementi.
Come molti altri poliziotti ho sempre pensato che fosse un errore ridurre il numero dei componenti degli equipaggi e dopo la tragedia che ha visto rimanere uccisi Davide e Giuseppe, ne sono ancor più convinto.
Molti poliziotti delle Volanti, ma non solo, oggi avranno da recriminare su questo, ben sapendo che la presenza di un terzo operatore avrebbe permesso a Davide e Giuseppe di operare in condizioni maggior sicurezza e con un potenziale operativo di ben altra entità.
Forse, e ripeto forse, oggi non saremmo qui a piangere la loro tragica scomparsa.
E che dire del fatto che nel 2005 ancora siamo privi di protezioni come i giubbotti antiproiettile da indossare sottocamicia ? Quanto tempo dovrà ancora passare perché si presti la giusta attenzione a questi “dettagli” ?
Facciamola l’esaltazione dell’eroismo di questi uomini e donne adoperandoci perché possano affrontare il servizio nel modo migliore possibile, con tutti gli strumenti utili e indispensabili a ridurre il rischio al minimo e non diventiamo, invece, involontari complici del destino che è già bravo per conto suo.
Facciamola adoperandoci perché le persone che indossano questa divisa possano svolgere il proprio servizio nella massima tranquillità possibile, come non sempre accade a causa di atteggiamenti talvolta vessatori ed esasperanti di alcuni dirigenti che non contribuiscono certo a rendere il clima sereno negli ambienti di lavoro e determinano disarmonia, divisioni e contrasti ben al di là di quel limite fisiologico che è intrinseco in ogni comunità.
Credo che molti uomini e donne della Polizia di Stato ripongano molte speranze in queste parole del ViceCapo della Polizia e legittimamente si aspettano che abbiano un seguito nei fatti, pur con la consapevolezza che ognuno di noi deve fare la propria parte perché le cose dette fin qui non diventino un comodo alibi.
Salvatore Baiocchi (Ideatore e Coordinatore di “Poliziotti.it”) 6 maggio 2006