C’era una volta la Polizia…


C’era una volta la Polizia…
perché un minimo di seria autocritica ci vuole !!!
Ho ancora parecchi anni di servizio davanti prima che giunga il momento di appendere la Giacca Blu al chiodo, ma già qualcuno alle spalle trascorso come appartenente a una delle Istituzioni più preziose e amate (ma anche odiate) del Paese. Quando mi sono arruolato, pochi anni dopo la riforma della pubblica sicurezza varata nel 1981 della quale la smilitarizzazione del Corpo delle Guardie di P.S era un cardine, non immaginavo che un giorno il ruolo e la funzione della Polizia nella società sarebbe stato messo in discussione fino al punto di disarticolarla e delegittimarla. Ma allora la situazione era diversa, si faceva un gran parlare ed esultare, tutti erano entusiasti della riforma, tutti si sentivano vincitori e liberati da uno status militare che mal si addice a una forza di polizia che è per legge la prima dello Stato. I colleghi più anziani, molti dei quali avevano lottato per ottenere diritti fino ad allora negati, ammonivano i giovani e gli ultimi arrivati sui rischi di una possibile sbornia di libertà che ci si sarebbe potuta ritorcere contro e diventare un pericoloso boomerang per la Polizia e, quindi, per noi poliziotti e rimettere tutto in seria discussione. Intanto, mi guardavo intorno e osservavo con stupore la corsa al tesserato e la guerra già in corso dei due sindacati allora esistenti, il Siulp e il Sap, con lo stesso metodo che ancora oggi, 21 anni dopo osservo tristemente, quello di screditarsi l’un l’altro e non di rado con attacchi personali che poco e niente hanno a che fare con l’attività istituzionale delle organizzazioni per la tutela dei diritti dei lavoratori. Ma oggi non sono più solo loro a scagliarsi accuse e a guerreggiare, perché nel frattempo di sindacati ne sono nati altri, tanti altri e ognuno ha usato quei metodi per accreditarsi come migliore degli altri e ricavare un proprio spazio, una fetta di potere. E mentre tutto questo accadeva, i diritti dei poliziotti ne soffrivano ai tavoli contrattuali centrali e periferici e mentre loro erano impegnati a tessere alleanze con il potere politico, spesso barattando o patteggiando coi governi che si sono succeduti, a stracciarsi le vesti nell’eterna guerra per le tessere e nelle faide interne, la Polizia si avviava verso una strada pericolosa, quella di un lento declino. Esaurita la spinta propulsiva idealista, la passione per il traguardo della smilitarizzazione da tagliare, hanno finito con l’agire in maniera scriteriata e irresponsabile fino a dimenticare che senza Polizia non ci sono poliziotti né sindacati (e nemmeno sindacalisti, ovviamente). Non abbiamo mai smaltito la sbornia noi poliziotti, ci siamo presuntuosamente illusi che tutto sarebbe andato avanti da sé e sarebbe stato sufficiente seguire e assecondare gli eventi, certi che ormai nessuno più avrebbe mai potuto mettere in discussione l’Istituzione. E abbiamo sbagliato. Malamente. Tutti. Abbiamo peccato di presunzione e di qualunquismo, abbiamo creduto che tutto ci fosse dovuto per il solo fatto di “essere” la Polizia, abbiamo commesso errori su errori dimenticando che le conquiste fatte devono essere onorate e rinsaldate giorno per giorno anche con l’attaccamento all’istituzione; invece, siamo stati indifferenti a quanto ci succedeva intorno, considerando sempre che la sorte dell’”Amministrazione” non ci riguardasse, ci siamo curati meschinamente solo di curare il nostro piccolo orticello e caso mai anche irriso bollandoli come anacronistici e osservandoli con sguardo sarcastico quelli che distratti non erano. Ci siamo cullati in un mare di false certezze noncuranti di quanto ci accadeva intorno nel tempo, da perfetti egoisti senza un briciolo di sensibilità, coscienza e senso di appartenenza, basta vedere come ci mostriamo davanti ai nostri concittadini, in pubblico con la divisa indossata come fosse una gogna, qualcosa di cui vergognarsi. Non abbiamo colto i primi segnali di quella strisciante azione di ridimensionamento che oggi, mascherata nella finanziaria dell’attuale governo col pretesto di una improbabile razionalizzazione della spesa pubblica mostra il suo vero volto, quando venne decisa la dismissione dei Centri Interprovinciali Criminalpol tanto per fare un esempio. Certo, perché in fondo quel provvedimento riguardava pochi di noi e cosa mai può fregare a chi sta da un’altra parte del destino dei C.I.C. ? Poco, anzi niente. Cosa mai può interessare a chi passa il turno di servizio in un posto fisso stravaccato dentro l’auto di servizio con il giornale aperto e gli occhiali alzati sulla fronte ? Non si accorgono nemmeno, perché nemmeno gl’interessa, della gente che li guarda perplessa (tanto per usare un eufemismo) e ne ha ben d’onde. E sono solo alcuni esempi buttati lì a caso. E i sindacati ? Così come ci lamentiamo dell’Amministrazione, altrettanto facciamo con loro, generalizzando sempre e comunque, regalandoci alibi talmente assurdi nei quali siamo anche bravi a credere. Siamo quelli che “io al sindacato non mi iscrivo perché non ci credo”. Balle. Perché siamo anche quelli che “io alle assemblee del sindacato non ci vado mai perché ho di meglio da fare e tanto non cambia niente”, poi però al sindacato chiediamo “una mano” per l’assegnazione o per il trasferimento, o per evitarci una (spesso sacrosanta) sanzione disciplinare. E nel frattempo, ci sfilano la Polizia da sotto i piedi, ce la scippano o col pretesto della razionalizzazione o con quello della riorganizzazione mentre noi aspettiamo che ci piova addosso un altro riordino delle carriere grazie al quale possiamo sentirci più importanti perché cambia il ruolo in cui veniamo inquadrati e possiamo esibire i relativi distintivi di qualifica, anche qui senza però tenere presente che ci sono onori sì, ma soprattutto òneri. Ma non importa, c’è sempre qualcuno che ci risolve il problema semmai si dovesse presentare, no ?! Beh, se questa finanziaria dovesse essere approvata così com’è, facilmente in futuro non ci saranno né gli uni né gli altri con buona pace di tutti. Ci saranno, invece, qualche migliaio di poliziotti che dovranno fare le valigie per una nuova destinazione (con grave pregiudizio per l’attività della Polizia) perché qualche Questura sarà “riorganizzata” in Commissariato, molti Commissariati chiuderanno i battenti (dieci solo a Napoli ) così come SottoSezioni e Distaccamenti della Stradale, Uffici della Polfer e della Frontiera oltre alle Direzioni Interregionali. Ci sarà una Polizia sempre più ridimensionata e umiliata e noi con essa e forse cominceremo a capire che partecipare a qualche riunione sindacale in più, indossare la divisa come Dio comanda, (pre)occuparsi almeno di capire cosa ci succede intorno, ci avrebbe risparmiato oggi di doverci svegliare e sbattere il muso contro la realtà. Massì, sarà anche questa volta tutta e solo colpa dell’Amministrazione, del Capo che non si fa sentire, dei sindacati, dei politici che non ci amano e di quelli che ci odiano e via discorrendo. Tutto vero, per carità, ognuno ha la sua parte. Ma pensa tu se un giorno, tra qualche anno, mi trovassi a scrivere un libro che inizia così: c’era una volta la Polizia ! (Salvatore BAIOCCHI, Ideatore e Coordinatore di Poliziotti.it) 11 febbraio 2007