C’erano una volta i Vigili Urbani…


(…a ciascuno il suo…)
di Michele Rinelli

C’erano una volta i Vigili Urbani…

Così potremo iniziare questa riflessione che in qualche modo vuole evidenziare l’assurdo a cui siamo giunti negli ultimi anni inseguendo affannosamente la sicurezza assoluta, la sicurezza percepita, la sicurezza partecipata, la sicurezza urlata o più semplicemente quella “elettorale”. Esistevano i vigili urbani, dicevamo, una figura importante, una figura vicina, forse non troppo amica ma necessaria perché sappiamo bene quanto sia importante per la collettività delle figure specializzate che si occupino di far rispettare i piccoli regolamenti delle migliaia di comunità piccole e grandi sparse lungo lo stivale.

Poi il salto, dall’oggi al domani si ritrovarono l’appellativo di “Polizia Municipale” e alcuni di loro, specie quelli facenti parte di realtà più grandi e organizzate hanno sentito un aria di rinascita, di rilancio, finalmente potevano dire di essere Agenti di Polizia (Municipale).
Credo francamente che in tanti si siano davvero sentiti rilanciati, appagati, rincuorati da questa nuova denominazione per non parlare dei progetti che la politica aveva in serbo per loro: contrasto allo spaccio, alla contraffazione, qualche indagine di un certo spessore, insomma un mondo del tutto nuovo quasi oscuro, stimolante e esaltante, qualcuno si fece così prendere la mano che si dimenticò l’utilità della vecchia denominazione, di quando il vigile urbano entrava nei negozi, nei cantieri, nelle piccole ditte, per verificare l’ottemperanza di norme, di regolamenti, di sistemi di sicurezza insomma di tutte quelle piccole e difficilissime normative che richiedono altissima specializzazione e ottima conoscenza delle materie di cui trattano. Del resto era ed è così appagante avere reparti di cinofili, di scientifica, antispaccio, antiabusivismo che i vari comuni in giro per l’italia non hanno pensato che forse era il caso di adeguare gli organici al posto di lasciare un vero e proprio vuoto alle spalle snaturando di fatto, senza porre rimedio alcuno, il ruolo per cui le Polizie Municipali, i vigili urbani sono stati concepiti. Premesso questo, anche oggi, la cronaca ci regala l’ennesima strage di lavoratori che al posto di tornare a casa con le loro gambe sono stati adagiati all’interno di comode quanto tragiche bare a causa dell’incuria dei loro datori di lavoro e di chi evidentemente, distolto dai compiti primari a cui era stato delegato in origine, non controlla più con sufficiente organico determinati aspetti legati alla sicurezza sul lavoro. Parlavo proprio ieri sera con un amico che si occupa di consulenza sulla sicurezza dei posti di lavoro e mi confidava quale crisi stia vivendo il suo settore dato che solo un imprenditore folle investirebbe migliaia di euro per rendere sicura la propria azienda a causa delle remote possibilità di controllo da parte degli organi preposti. Che senso ha quindi dotarsi di presidi e strumenti di sicurezza sui luoghi di lavoro se chi era delegato in primis al controllo di determinate legislazione è stato per volontà politica maggiormente disimpegnato a fare ciò per cui è nato ed è stato concepito?Certo, non è colpa dei corpi di Polizia Municipale se sta succedendo questo, il personale è quello che è e, come si dice in alcune parti d’Italia “Attacca il ciuccio dove vuole il padrone”…ma perché la politica, espressione del voto elettorale dei cittadini, deve continuare implicitamente ad autorizzare questa strage che genera enormi costi al servizio sanitario nazionale e provoca centinaia di vedove e orfani ogni anno?

Perché non far tornare questi utilissimi “Servizi Comunali” (Polizia Municipale) a fare quello per cui  ciascun di loro è nato? Perché cercare sempre di buttare tutto sulla politica e sul ritorno elettorale autorizzando implicitamente una carneficina con numeri che in un anno danno l’idea di una vera e propria guerra? E’ chiaro, il controllo a un cantiere edile non ha un ritorno d’immagine elettorale, anzi, è un vero e proprio autogol, una scocciatura…arrestare spacciatori, avere cani antidroga, fare la “Polizia” e non i controllori è molto più edificante ma….quante vedove e orfani porterà alla ribalta della cronaca questa irresponsabile scelta?

(Michele Rinelli – Poliziotto)