– La guerra dei Numeri –


Zero Spaccato
– La guerra dei Numeri –

 

Sempre più numeri, la sicurezza stradale si misura in statistiche decimali, Grammi/Litro, indici di incidentalità e quant’altro; un mondo di numeri il nostro che ci pervade in ogni dove, in ogni luogo e in ogni situazione. Dallo 0,5 allo 0,2, tanto per parlare dei Grammi/Litro, questo è il valore che il governo vuole assegnare all’ubriachezza tollerabile a un guidatore, assai pochi, così pochi da rappresentare una sonante presa per i fondelli che, probabilmente, vuole tutelare il Politically Correct di cui il nostro paese pare sempre più affamato.
Suvvia non prendiamoci in giro, 0,2 equivale a un messaggio chiarissimo: “Guidatori NON Dovete bere”, questo la politica vuole farci accettare, questo l’Europa sembra volerci dire, a questo gli Italiani vogliono arrivare nonostante le stragi di patenti che ogni fine settimana, e non solo, gli organi di Polizia Stradale compiono. Diciamo però un’altra cosa che se da un lato il codice della strada nasce come strumento di prevenzione contro il mal costume tutto italiano di non rispettare mai in pieno le regole, dall’altro la piega presa dal legislatore pare, con le successive modifiche degli ultimi anni, voler conferire al Codice della Strada, una connotazione molto più repressiva funzionale, probabilmente, solo alle casse di certi comuni o a quelle sempre più vuote dei nostri Ministeri.
Sarà solo una sensazione, forse è un modo errato da parte mia di valutare alcune situazioni, ma guardando i numeri la repressione “Penale” della Guida sotto l’influenza di sostanze alcoliche o psicotrope pare non sortire chissà quali grandiosi effetti forse, perché, come detto, stiamo vivendo un periodo in cui i proclami repressivi cercano di colmare quel vuoto che le istituzioni stanno materialmente creando con la “Mannaia Razzionalizzatrice” degli ultimi anni.
Ragionando a numeri, ripartendo idealmente dal principio, è difficile mantenere il ruolo preventivo del codice della strada quando la più grande e importante istituzione preposta al controllo delle strade, la Polizia Stradale, viene ogni anno sempre più mutilata di uomini, mezzi e presidi a fronte di una Polizia Locale che non pare essere, almeno su buona parte del territorio, così ben organizzata per fare Prevenzione Stradale allo stato puro forse perché continuamente ostaggio di bilanci comunali sempre più orfani di giuste sovvenzioni statali. In Europa la nostra libertà costituzionalmente riconosciuta di movimento viene garantita da un sistema viario e di trasporto collettivo che non ha nulla a che vedere con quello italiano, in alcune zone d’Italia, tanto per citarne una Il Veneto, regione tra le più esposte al problema dell’abuso di alcol, non possiede un sistema di trasposto pubblico tale da garantire a chi vuole, per piacere, per passione, per divertimento, abusare dell’alcol perché morfologicamente composta da centinaia di paesi e paesini mal collegati tra loro che costringono gli amanti del buon vino a utilizzare il mezzo privato per spostarsi nei locali della zona e non sempre si riesce a individuare l’”Autista designato”.
Uno 0.2 Gr/Lt nel sangue sono davvero una bufala, una scusa per non far rinunciare alle aziende di alcolici e alle casse dello Stato comunque buoni introiti, uno zero spaccato sarebbe assolutamente intollerabile, per la nostra economia e per il nostro Stato, che vedrebbe crollare il gettito delle imposte sugli spiriti in maniera vertiginosa, al Bar quello 0.2 sarebbe la scusa per autoconvincersi che, in fondo, non abbiamo ancora esagerato.
Un altro aspetto che probabilmente dovrebbe essere curato è il controllo delle figure professionali, tranvieri, camionisti, autisti di mezzi di soccorso, (Poliziotti, Carabinieri, Finanzieri, Vigili Urbani, Ambulanzieri e Pompieri ) che per mantenere i requisiti di idoneità alla guida di quei veicoli, periodicamente, a spese del datore di lavoro, dovrebbero essere sottoposti a test preventivi delle urine e del sangue per escludere dipendenze da sostanze pericolose per l’integrità psicofisica. E’ inutile indignarsi, stracciarsi le vesti, urlare proclami dopo il “Morto Annunciato”, è inutile e dannoso e rende ancora di più ai cittadini l’immagine di uno Stato incapace di preservare se stesso da certe tragedie ma…..costa meno qualche morto sulle strade che una seria campagna preventiva sul personale così come un’ asfaltatura nuova al posto di un buon risarcimento assicurativo nel caso in cui un ciclista subisca gravi danni a causa di una buca. Portiamo quindi a ZERO SPACCATO il tasso alcolico tollerabile di un autista ma non dimentichiamoci che la sola repressione non servirà a contenere un fenomeno tanto diffuso e tanto grave.
Servono strutture, infrastrutture, mezzi e controlli da parte di quegli operatori che sempre di più latitano sulle nostre strade per colpa di questa crisi economica dalle radici lontane e variegate.

Michele Rinelli – Poliziotto – 28/12/2008