L’attenuante della “Legittima Difesa”


L’attenuante della “Legittima Difesa”

 

Ventinove anni e non l’ergastolo, questa è stata la sentenza irrogata a Mailat, Cittadino Rumeno, colpevole di aver ucciso la Signora Reggiani per strapparle via la borsetta e, non pago del magro bottino, il signor Mailat si è visto costretto a violare il corpo della sua vittima, già provato dalla colluttazione, per soddisfare barbari e animaleschi istinti generati, probabilmente, da quella malsana cultura che invade le nostre periferie sempre più ricche di importato degrado: Romania, Polonia, Bulgaria, Moldavia ma anche Marocco, Tunisia Algeria etc etc.
La signora Reggiani stava rientrando a casa e durante il tragitto si è trovata suo malgrado a doversi difendere dalla ferocia di Mailat, cittadino della rispettabilissima Repubblica di Romania che tanti delinquenti ci ha “regalato” così come in passato, probabilmente, abbiamo regalato noi ad altri paesi che hanno subito fortissime ondate migratorie dovute alle emergenti economie e al diffuso benessere raggiungibile anche da chi, disperato, cercava riparo dalla fame, dal freddo, dalla carestia.
Ciascun paese gestisce come meglio può l’onda migratoria, Francia, Stati Uniti, Inghilterra sono paesi all’avanguardia che certamente potrebbero insegnare molto con il loro modello, dovremmo mandare seriamente gruppi di studio per capire il meglio della loro esperienza per esportarla in Italia ma, ahimè, in Italia siamo solo in grado di far fuggire oltralpe gli Italiani perché tutto è troppo macchinoso, difficile e stranamente dispendioso; altrove l’integrazione è possibile in Italia, evidentemente, molto meno.
Mailat, figlio del degrado, della carestia, del disagio e della pochezza umana però ha capito anche lui una cosa del nostro paese dopo questa sentenza: in Italia c’è un modo di essere sempre e comunque giustificati, cosa che altrove, anche nella sua stessa Romania, fortunatamente, non accade.
La signora Reggiani, probabilmente, verrà anch’essa incriminata per concorso morale nel suo stesso omicidio, addirittura verrà spiccato nei suoi confronti un avviso di garanzia per Favoreggiamento in Omicidio Volontario poiché la stessa ha avuto l’ardore, l’arroganza, la tenacia di difendersi nei confronti di un ubriaco che la stava massacrando. Povero ubriaco, povero figlio del degrado, cosa avrebbe dovuto fare se non ucciderla ??? Se non avesse reagito, la Sig.ra Reggiani, magari sarebbe ancora viva, vilipesa nel orgoglio, distrutta nella psiche e nel fisico, violata nella sua intimità e, in ultimo, privata del naturale diritto inviolabile di possedere le sue cose, di difendere se stessa e i suoi affetti.
In Italia tutto si può, anche giustificare la morte di una persona e alleggerire la situazione di un assassino perché ci siamo dati il diritto di difenderci con le unghie e con i denti, perché abbiamo utilizzato tutta la forza che avevano in corpo per non rinunciare alla nostra dignità, all’integrità del nostro fisico e al diritto naturale di poter girare liberamente anche in una strada buia e senza illuminazione senza temere la violenza di nessuno. Per questo quindi la Sig.ra Reggiani non merita l’ergastolo del suo assassino, per il suo coraggio, per il suo sacro santo diritto di difendersi la signora Reggiani, secondo questi giudici, ha favorito la sua morte, da oggi in poi, quindi, ubriachiamoci e droghiamoci se vogliamo delinquere, sarà sempre un attenuante. Lasciamoci quindi distruggere la vita nel fisico, nel corpo e nella mente, lasciate che siano gli altri a sopraffarci altrimenti saremmo tutti incriminabili per favoreggiamento e concorso morale in quello stesso reato che ci vedrebbe parti lese.
A quei giudici auguro non solo Buon Natale e Felice anno Nuovo ma alla luce di quella sentenza anche di non subire mai la morte violenta di un proprio congiunto e che non siano giudici come loro a valutare i carnefici dei loro cari….perchè sono certo che se la signora Reggiani fosse stata una loro Moglie, Mamma, Figlia non si sarebbero mai permessi di utilizzare certe giustificazioni addossando alla povera vittima parte della responsabilità della sua morte.

Buon Natale a tutti i Giudici e Cittadini coscienziosi di questa nostra Povera Italia.

Michele Rinelli – Poliziotto – 24/12/2008