..ma quale Giustizia…(???)


…ma quale Giustizia…(???)

Chissà quale giustizia vuole per noi questa nuova compagine di governo, chissà quale futuro si prospetta per tutti coloro che dovranno, a vario titolo, entrare in contatto con il nostro elefantiaco carrozzone giudiziario nei prossimi anni. Si parla di riforme, di cambiamento, di svolta, pare una necessità impellente – strano se ne stiano accorgendo solo oggi – dato che sono decenni che centinaia di migliaia di processi finiscono solo per generare carta a causa delle lente pale della giustizia, così lente da essere capaci di auto estinguersi; nota la recente cronaca Bolognese dove per non ben precisate situazioni burocratiche oltre 25.000 (venticinquemila) processi sono caduti in prescrizione (Fonte: http://www.romagnaoggi.it/bologna/2008/12/9/110233/).
Se tutto questo verrà evitato con la futura riforma del sistema giudiziario anch’io mi sento di appoggiare idealmente questo nuovo corso della politica ma temo, purtroppo, che ben altre sono le mire dell’attuale governo non certo quelle di evitare scempi e spreco di denaro pubblico per fornire all’onesto cittadino l’opportunità di vedere ristabilito il proprio diritto alla giustizia reale e sostanziale nei confronti di chi non aderisce al corretto vivere civile.
La vicenda “Why Not”, assolutamente vergognosa per un paese, sulla carta, democraticamente all’avanguardia è, per essere sin troppo gentili, una vicenda singolare, assurda, che evidenzia il reale stato delle cose, l’ennesimo indice di quanto sia ancora lunga la strada per cambiare davvero qualcosa.
“Why Not” appunto, “Perché no”, perché non cambiare davvero tutto il sistema, riscrivere totalmente i codici, ridurre la burocrazia, diminuire sensibilmente procedure assolutamente arcaiche e superabilissime nel mondo dell’Information Tecnology?? –Why Not – ?
Le esigenze di cambiamento nessuno sembra volerle davvero palesare, le parti politiche parlano di una generica necessità senza entrare davvero nello specifico e questo modo di essere così generalisti, forse, nasconde l’ennesima volontà di non cambiare nulla se non quella di ridurre, probabilmente giustamente(???), il potere della magistratura nei confronti della politica senza, speriamo, che passi il concetto di un assoluta intoccabilità della classe politica stessa che in alcuni frangenti pare godere davvero di totale immunità nei confronti della legge.
Quindi “Why Not”, – e per usare un altro slogan – “Yes we can” ma finchè la mentalità sarà quella di voler preservare se stessi e non gli interessi della collettività tutti i proclami di cambiamento che i politici vogliono far giungere al nostro giudizio non potranno che sortire l’unico slogan concepibile “No, we can’t” perché in Italia troppe cose continueranno a non andare se non cambia radicalmente la mentalità di chi ci governa e bello sarebbe che qualcuno utilizzasse lo slogan del simpatico “Politico” Paolo Cevoli della nota trasmissione televisiva “Zelig” che da quel palco, alle volte più veritiero del nostro teatrino politico, riassume, in maniera un pò dissacrante, la sua volontà di agire nel motto: ”Fatti non pugnette”…almeno da lui non vedremo mai inutili e disgustose zuffe così come non di rado vediamo prendere vita all’interno delle aule del parlamento.
L’Italia vuole davvero cambiare, i suoi politici cosa vogliono davvero ???

(…ai posteri l’ardua sentenza!)

Michele Rinelli – Poliziotto – 11/12/2008