“Mai Più…”


“Mai Più…”


“Mai più….”, parafrasando una canzone della fine degli anni ’90 da qualche anno trascorsi, nessuno di noi vuole rivedere mai più le scene di sangue che hanno visto l’Italia continuare la guerra civile apparentemente interrotta il giorno dopo la Liberazione dal Fascismo passando attraverso la nascita della Repubblica Italiana.
Nessuno di noi a distanza di oltre 30 anni vuole rivedere immagini di dolore, piazze tinte di rosso sangue, di inerti cittadini che legittimamente protestano e che loro malgrado rimangono coinvolti in scontri provocati dai soliti facinorosi che trovano campo sin troppo facile in determinate manifestazioni collettive di piazza.
Non sono più gli anni 70 – oserei dire per fortuna – ma siamo nel nuovo millennio e nostro malgrado dobbiamo rilevare che nulla è cambiato.
La situazione politica attuale è apparentemente del tutto simile a quella che scatenò l’inferno degli anni di piombo e se davvero in Italia, come si dice, non cambia mai nulla, la guardia và tenuta alta cercando di rileggere attentamente la nostra storia per non inciampare clamorosamente in errori già ampiamente dibattuti e sviscerati da cui, tutti, politici compresi – soprattutto loro – dovrebbero tenere conto. La dichiarazione del Sig. Presidente Berlusconi, che vuole utilizzare la Polizia negli Atenei, appare così come da lui esposta estremamente pericolosa, troppo facile, per i soliti “Cattivi Maestri” che ancora infestano i templi sacri della nostra cultura, le università, utilizzare certe dichiarazioni ad uso e consumo di una certa politica che non vedeva l’ora di rispolverare vecchi slogan, ravvivare vecchi rancori e rivivere, – perché no – gli anni che in troppi libri vengono raccontati come eroici, romantici e assurdamente positivi.
Ogni storia, alla fine, può avere un lieto epilogo, basta cercarlo, così come ha fatto più di qualcuno appena avuto il modo; ma quando questa storia è costellata di moltissimi cadaveri e sangue nelle strade è possibile certamente utilizzare altri metodi per perseguire ugualmente lo stesso risultato. La Polizia come sempre farà il suo dovere nelle piazze, nelle strade e ovunque i cittadini, l’istituzione, la politica dovesse impiegarla a difesa degli italiani onesti che vorranno, dove meglio riterranno opportuno, manifestare democraticamente il proprio dissenso e le proprie esigenze alla classe governante ma quest’ultima non può assolutamente fare il gioco di chi vuole sfruttare ancora una volta un momento così cruciale della politica Italiana alla ricerca di nuove morti, nuove stragi e, perché no, nuovi arruolamenti tra le file di vecchie organizzazioni che, per anni, sono state considerate sconfitte come ad esempio “Le Brigate Rosse”.

Michele Rinelli – Poliziotto 
23/10/2008