Oggi in un Commissariato 


Oggi in un Commissariato
– Tratto dal forum di Poliziotti.it –

 

Questa mattina, per denunciare uno smarrimento, ero in un Comm.to di Polizia mischiato tra il pubblico in attesa, e lì ho ascoltato discussioni e visto atteggiamenti, innanzitutto ho notato che il novanta per cento del pubblico ormai è formato da cittadini extracomunitari che accedono per motivi di soggiorno, gli unici italiani presenti erano li in pratica solo per denunciare smarrimenti. Dati i tempi d’attesa, le discussioni vertevano tutte sul tempo che ci voleva per prendere una denuncia e sulla perizia dell’operatore. Il locale di neanche tre metri per tre era inidoneo all’attesa di 15 persone, di cui la metà(tutti stranieri) tossente in faccia a tutti, poiché forse la loro religione impedisce di usare fazzoletti o di mettere la mano davanti alla bocca. L’aria era malsana, i muri sporchi e la puzza proveniente da un bagno che affacciava sulla stanza, insopportabile. I tempi d’attesa sono stati biblici, in pratica una giornata persa per 7(sette) righe. Ovviamente sono uscito in un orario che non mi ha permesso di fare più nulla perché gli uffici erano già chiusi. Sarà che l’italiano è di norma lamentoso, ma era tutta una sequela d’episodi che vedevano la Polizia di Stato un’istituzione che purtroppo gli è capitata tra capo e coda. Considerazione pessima. Il comportamento dei cittadini stranieri era di tipologie differenti, c’erano degli iracheni che parlavano fitto tra loro come se commentassero uno per uno tutti i presenti, un nordafricano vestito tutto “azzimato” col capello leccato e munito di cartellina similpelle che si metteva in piedi dinnanzi a me ed un altro italiano e in sostanza ci tossiva in faccia con negli occhi un gesto di sfida. In merito ho dovuto fare uno sforzo sovrumano per convincermi che non dovevo reagire in quell’ambiente e che non ero razzista e che lui sicuramente ad ogni segno di reazione avrebbe attaccato dandomi del razzista(padre ho peccato! In quanto ho pensato che se uscivo prima di lui, lo attendevo e lo picchiavo). Una cinese di circa 20 anni, abbastanza curata che richiedeva un duplicato del permesso di soggiorno e non voleva andare via nonostante l’agente del corpo di guardia gli avesse spiegato che doveva andare in un ufficio postale per comprare un kit. Se è questo il modo con cui ci vede la gente, povera Polizia, lì tutto parlava di sfacelo, la struttura, gli arredi, gli sguardi dei poliziotti. Una cosa mi ha colpito, la quantità di lucchetti, praticamente con degli occhielli, erano posti su tutto. Fa capire che in un comm.to si asporta tutto quello che non è assicurato. E poi l’odore che ti rimane nelle narici e sugli abiti, c’è puzza! La sala d’aspetto puzzava perché gli extracomunitari lì in attesa puzzavano! Lo so che la loro è una cucina molto speziata e carica d’aglio e cipolla, che danno alla loro sudorazione un odore particolare e sgradevole, ma mi sembrava un incubo, sognavo che ero in un posto di polizia di kathmandu e pensavo che mi sarei svegliato ma così non era. Io conosco più o meno il sistema eppure tutte quelle ore in quel contesto mi hanno rovinato la giornata, mi hanno molto amareggiato perché so che cose del genere concorrono a far sì che la gente abbia una considerazione non buona della Polizia di Stato. Una coppia d’italiani che avevano espresso alcune rimostranze sul tempo d’attesa, dopo due ore e solo due persone entrate sono andati via, bene come pensate che ne parlino in ogni occasione? Pensate che cento operazioni antidroga viste in tv gli facciano cambiare idea?

Tratto dal forum di Poliziotti.it – utente Paranoid Park