Per un pugno di impronte….


Per un pugno di impronte….

di Michele Rinelli

Nel vecchio west si uccideva per un pugno di dollari, in italia pare invece che la soluzione per tutti i mali siano un pugno di impronte; per un “Pugno di Impronte”, appunto, questo nostro governo sembra aver “Capito” quale sia la strada giusta per evitare che non si delinqua più, la vera ed unica cura contro la fobia ROM e contro tutti i problemi legati alla delinquenza. In realtà in Italia qualcuno un pugno lo usa contro le teste degli italiani per stordirli, ubriacarli e mantenerli sempre di più in uno stato di velata “ignoranza” perpetuando ancora quella sempre più spiccata volontà da parte della classe politica di non fare davvero nulla. Le cronache ci richiamano quotidianamente al gravissimo problema dei ROM, della loro cultura al di fuori di qualsiasi regola dove l’utilizzo di manodopera minore pone il nostro sistema giudiziario, che giustamente tutela in maniera forte e determinata i minori, in uno stato di maggior debolezza….come se debole non lo fosse già abbastanza. Quindi, secondo questo nostro strano paese, la soluzione è la schedatura indiscriminata sin dalla tenera età, un concetto che mi vedrebbe favorevole se non fosse semplicemente volto ad alimentare la cultura del diverso, del mostro, del male che si riesce ad identificare sempre e comunque con entità umane che nulla hanno a che vedere, secondo il messaggio di alcuni, con l’italica cultura e con l’essere italiano perché è ormai evidente che da mesi l’unica vera volontà e spostare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla paura di ciò che è diverso, come se l’italiano medio non possa essere anch’esso un delinquente e non necessiti di una schedatura sin dalla prima infanzia anch’esso. Personalmente sarei favorevole alla schedatura di tutti, ditemi dove devo andare sia come cittadino che come poliziotto, pur di aver maggiore sicurezza diffusa per tutti sarei disposto a qualsiasi cosa, del resto non ho nulla da nascondere grazie a Dio…ma allo stato attuale dei fatti a nulla servirebbe, è solo l’ennesima conferma che chi ha le redini del paese non vuole capire cosa fare sul serio.

Che senso potrebbe mai avere la raccolta di questi dati se per essere processati possono passare 10 anni ?? Che senso potrebbe mai avere poter identificare da subito pargoli che cominceranno a delinquere, secondo la cultura che si vuole andare a colpire, non prima di 5/6 anni? Che senso può avere poter identificare subito persone che non saranno imputabili per almeno 14 anni??? Perché sperperare risorse umane, già così esigue, per avviare censimenti così meticolosi e invasivi che di fatto porterebbero ad avere dati inutili e inutilizzabili nell’immediato??

Perché quindi non dirottiamo queste risorse nella giustizia, nella magistratura, nelle carceri, nella riforma di un sistema penale e giudiziario che sembra essere stato concepito per rallentare la giustizia e non per garantirla? Perché non sganciarsi da una cultura burocratico-giudiziaria che impone alle forze di polizia di impiegare ore e ore di inutili e cavillosi verbali andando verso la concezione che potrebbe tranquillamente bastare un unico verbale dove viene redatta in maniera lineare e particolareggiata tutta l’attività svolta?

Per eseguire un arresto in flagranza di reato, su strada, dal momento dell’identificazione alla conclusione della redazione degli atti stessi possono passare anche 8 ore e se il tutto avviene alla fine del turno di regolare servizio il costo per l’amministrazione della giustizia assume una rilevanza non indifferente. Questo tempo è purtroppo legato all’imperante burocrazia che vede il pubblico ufficiale impegnato nella redazione di un atto per ogni singola azione di polizia, redazione che sottrae preziosissimo tempo e denaro all’amministrazione pubblica. Invece ci ritroviamo quotidianamente ad ingolfarci su sequestri, perquisizioni, accompagnamenti, tutti atti che potrebbero essere ricompresi in uno unico con indubbi vantaggi sulla celerità dell’azione penale, sui costi della stessa e su ipotetici quanto possibili errori di redazione, proprio quelli che gli avvocati adorano cercare per rendere vana un attività del tutto legittima…e le cronache ci deliziano quasi quotidianamente di certe situazioni di mala-giustizia. Certo, siamo pagati per non commettere errori ma provate a immaginare dover procedere a un corposo arresto dopo aver trascorso un intera nottata di servizio a bordo di una volante e a pochi minuti dalla fine del turno notturno; chiedere di non sbagliare è assolutamente legittimo, pretendere che ciò possa non accadere sempre, specie in quei frangenti, è più complicato, siamo umani e non automi e proprio per evitare questo che forse  dovremmo rivedere la burocrazia legata alla limitazione della libertà personale senza nulla togliere, chiaramente, alle garanzie previste dalla nostra costituzione.

Cambiano i governi, cambiano le menti, si cercano sempre nuove risposte ma la volontà di cambiare davvero dove si trova?? Nelle piccole e indifese impronte di bambini che ancora nulla capiscono di ciò che i loro genitori hanno in serbo per loro?? Nella saturazione delle banche dati con elementi che forse utilizzeremo tra 10 anni??

Ma l’emergenza non è adesso??

(Michele Rinelli – Poliziotto)