…Povera Pantera…


…Povera Pantera…

Fu davvero un bel giorno, quel 13 aprile del 1963. Quel giorno l’idea pensata pochi mesi prima da un grande Sottufficiale della Questura di Milano, il Maresciallo di Pubblica Sicurezza Scapiti, venne finalmente istituzionalizzata diventando l’icona del pronto intervento in Italia: era nata la nostra “Pantera”!
Il Maresciallo aveva passato mesi a concepire un simbolo che potesse rappresentare ai cittadini italiani come si stava evolvendo il controllo del territorio nelle città: un simbolo che infondesse fiducia nella gente perbene e timore nei delinquenti. Aveva passato interminabili notti a disegnare e perfezionare la bozza di quel felino che tanto lo aveva affascinato e che così bene si stava adattando alle mutate esigenze della Polizia italiana. Finchè un bel giorno un disegno gli riuscì meglio degli altri. Ne venne fatto addirittura un calco in legno che oggi troneggia in una bacheca della Scuola del Controllo del Territorio di Pescara. Subito la “Pantera” divenne sinonimo di rapidità di intervento, di risolutezza nell’agire, di garanzia di sicurezza. La gente si abituò ben presto a questi pazzi scatenati sulle “Giulietta” verdi che scorrazzavano a sirene spiegate in giro per la città, con quel berretto d’ordinanza sempre calzato e con quel vecchio mitra a tracolla. Non c’era angolo di quartiere che non fosse presidiato o comunque raggiungibile in brevissimo tempo.
A Milano il numero di “Pantere” passò da 10 nel 1963 a 34 nel 1967, a 57 nel 1973. A Roma, anche di più. Ogni macchina aveva quell’adesivo riportato sulle fiancate: un bel felino nero visto di profilo nell’atto di spiccare un balzo: sotto di esso, la scritta “Pronto Intervento” prima e “Squadra Volante” poi. Erano anni tormentati, quelli: il turno in quinta non esisteva e inizialmente i turni di volante duravano 24 ore: cominciavi alle 13 e smontavi alle 13 del giorno dopo, con il diritto al riposo di 48 ore. La “Pantera” fu subito associata ai primi numeri di emergenza: a Milano, il 777; a Roma, il 555. La risposta data dai cittadini fu immediata. Perfino Ornella Vanoni cantava: “Il 777 fa le 21, arriva la Volante ma non c’è nessuno”. Furono girati tantissimi film, si inaugurò un nuovo filone cinematografico: quello del “poliziottesco” con un instancabile Maurizio Merli scatenato commissario. Titoli come “Milano violenta”, “Napoli calibro nove”, “Roma a mano armata”, “La banda del Gobbo” furoreggiarono sulle locandine dei cinema italiani. Pantera….. quanto lustro e quanto onore hai dato alla Polizia italiana! Quanti Fratelli sono morti per te! Ma gli anni passano. Lo fanno per tutti e anche la “Pantera” non fa eccezione. Traversie ne ha passate tante, in 45 anni di onorato servizio: gioie, dolori, successi, smacchi… nulla che potesse scalfirne però quel manto lucido e nero, quegli occhi verdi che sapevano di giustizia e di fiducia. Ma che un bel giorno proprio lei si vedesse tradita da chi le aveva dato i natali, questo proprio non se lo aspettava nessuno. Eppure, è successo. Sta succedendo. Giorno dopo giorno.
Ce l’hanno azzoppata “dimenticandosi” di lei in uno dei nostri recenti calendari, quello con le foto di Toscani. Ci siamo tutti, ma proprio tutti, eh: celere, cinofili, poliziotti di quartiere, stradale, perfino la banda musicale e la squadra mobile. Ma lei no. Non una foto della “Pantera”, non un cenno al suo onorato servizio che giorno dopo giorno diventa sempre più difficile.
Ce l’hanno bastonata “tagliando” quotidianamente il numero di esemplari in tutte le città. Negandole quel nutrimento che invece viene indirizzato verso militari, sindaci-sceriffo, sicurezza creativa….
Ce l’hanno sbeffeggiata mettendo la sua nuova effigie sulle volanti, le poche che sono rimaste: un felino di colore BIANCO, come la lanugine di un vecchio animale buono solo per il giardino zoologico. Nessuno che ha protestato. Nessuno che ha capito come una pantera bianca sia come dire un sole nero. Una caricatura della sua essenza che non ha mai smesso di essere quella di un animale selvaggio.
Ce la continuano a martirizzare ogni giorno considerando la sezione volanti alla stregua di una vasca biologica in cui convogliare tutti i liquami più sordidi e puzzolenti. Servizi di inutile piantonamento in sezione, posti fissi che una volta venivano disimpegnati da apposite sezioni o dal reparto, tutto tranne che effettivo controllo del territorio. Che non importa più a nessuno. Sapete cosa ha detto il nuovo boss appena arrivato da noi? Incrementiamo il numero di nominativi fatti alla radio, incrementiamo i controlli presso gli alberghi, incrementiamo il controllo ai phone center. Incrementiamo… incrementiamo….
Con cosa, signor Questore?
Con una “Pantera” azzoppata?

Gianmarco Calore – Poliziotto – .
15/09/2008