– Una difficile e triste giornata –


26 Settembre 2008

– Una difficile e triste giornata –

E’ una giornata difficile per la Polizia di Stato questo 26 settembre 2008, difficile perché le cronache ci stanno ricordando in maniera prepotente che il mestiere del poliziotto è un mestiere pericoloso, non lontano da difficoltà ne immune da incidenti e tragedie.
Genova e Caserta sono state teatro di scenari di Morte, Daniele cercando di calmare uno squilibrato ci ha lasciato per colpa di una Coltellata vibrata all’addome che ha compromesso seriamente la sua integrità fisica e nulla hanno potuto i sanitari, già sul posto proprio per colpa di quello squilibrato, per strapparlo al tragico epilogo.
Francesco e Gabriele invece a bordo della loro vettura del Reparto Prevenzione Crimine, di stanza a Caserta, stavano a tutti i costi cercando di consegnare alla giustizia un pericoloso latitante omicida che senza scrupoli ha ucciso nelle settimane scorse un gruppo di nordafricani a Castelvolturno, una corsa maledetta dalla quale Francesco e Gabriele non sono potuti tornare in caserma per raccontarla ai colleghi come di solito si fa in queste circostanze in cui tra sfottò e palese scherzo si sfotte l’autista per essersi fatto seminare dalla vettura in fuga.
Di questi tre ragazzi dobbiamo ricordarne il valore, lo spirito di servizio, l’attaccamento al dovere, nessuno ha costretto loro a svolgere questo delicato compito e per loro dobbiamo continuare a fare in modo che sempre meno colleghi ci lascino in maniera così tragica ricordandoli e imparando anche dalla loro tragica esperienza. Forse Francesco e Gabriele erano lanciati in una folla corsa d’istinto, quell’istinto del poliziotto che supera qualsiasi paura, che ti prende e ti trasporta come il primo giorno di servizio ma che lascia nei tuoi cari il vuoto e il dolore di un amico, un fratello, un padre un marito che non c’è più. Per Daniele invece non è solo l’istinto del poliziotto che l’ha fatto immolare con indosso la giacca blu, per Daniele è diverso, Daniele era solo, a mani nude, “solo” con il suo assassino e con le altre valide mani dei suoi colleghi, abbandonato dalle istituzioni dalla magistratura, e forse anche dall’opinione pubblica dato che la sua dipartita non è stata celebrata se non da poche e striminzite righe in giro per il web e sparuti quanto asettici annunci telegiornalistici. Abbandonato solo con le “LORO” mani perché solo di quelle potevano disporre perché una beretta92 è troppo per una persona che ha “SOLO” un coltello di 26 cm, un colpo di Beretta sarebbe stato un eccesso da pagare amaramente se fosse andata male, con quei colpi camiciati che schizzano impazziti e non attingono solo l’obbiettivo principale; noi che sulla strada ci lavoriamo tutti i giorni quante volte, nella sua medesima circostanza, l’abbiamo raccontata, non è successo nulla, magari qualche graffio, con la consapevolezza di essere stati ancora una volta soli, senza avere alle spalle un’organizzazione che ti arma adeguatamente per affrontare certe situazioni e una magistratura che analizzando la nuda carta ti costringerebbe, con quel ipotetico colpo di pistola, a rinunciare alla serenità tua e della tua famiglia perché gli avvocati costano, così come il mutuo e i figli e troppo spesso non ne vale la pena rischiare più del dovuto: il Brutto processo è peggio del Bel Funerale di questi tempi, purtroppo. Spray urticanti, manganelli estensibili, GAP sottocamicia sono chiedere troppo nell’epoca dei tagli, armarsi a spese proprie non è possibile se non a costo di un procedimento disciplinare, nella migliore delle ipotesi. E in questo scenario di solitudine che Daniele ha operato, solo a fronteggiare con la sola forza delle sue mani e quelle dei suoi coraggiosi colleghi la furia omicida di un pazzo, di uno squilibrato, Daniele era certo dei suoi compagni, dei suoi amici, si fidava di loro ma anche loro erano soli, solo con le mani e con la paura di sbagliare….non hanno sbagliato, hanno “Solo” dato e rischiato la vita per questo paese che non riconosce più tutele da molto, troppo tempo o che troppo spesso tutela i delinquenti più del dovuto.
Ed in attesa delle parole di cordoglio, costernazione, dei funerali di Stato e delle solite promesse che nessuno manterrà onoriamo a Daniele, Francesco e Gabriele morti per la Patria e per una società migliore che, forse, non vuole veramente cambiare.

Michele Rinelli – Poliziotto – .
26/09/2008