Una buona esercitazione


La cosa più bella di questo lavoro è che ogni giorno non è mai uguale all’altro: ci sono i giorni tranquilli, quelli caotici, quelli inutili, quelli umani, quelli burocratici e quelli dove finisci il servizio e pensi che poteva andare peggio e non essere qui a raccontarlo mandando all’aria i progetti di una vita, di una famiglia regalando tanto dolore a chi ti circonda e in qualche modo ti vuole bene. 
E’ una serata come altre, una di quelle del weekend dove pensi quanto sarà fastidioso avere a che fare con i soliti ubriachi, quelli che escono solo per il gusto di intossicarsi nel corpo, perché evidentemente nell’anima lo sono già abbastanza.

E’ una serata che comincia alla mezzanotte meno qualche minuto, giuridicamente una Notte, il turno più bello, quelli che “Nottetempo” approfittano del buio e dell’oscurità per commettere i reati più tipici: i furti nei bar, nelle grosse ville, nei magazzini….quello che per noi è il “solito” purtroppo. Quelle notti di routine però esistono solo quando scoccano le 07.00, la fine del turno, solo dopo potrai dire che è passata “come al solito”. 
Inizia così, con quella frase un po’ sconsolata:”che palle stasera sarà notte di ubriaconi e drogati in cerca di rogne”, con il collega alla guida che annuisce anch’egli sconsolato cercando magari di avvistare dal sedile di guida qualcosa di più poliziesco: una macchina rubata in movimento, qualche serranda con ai piedi qualche topo da bar o semplicemente uno “spaccino” con addosso qualche dose in più per poterlo arrestare, di questi tempi purtroppo sempre più difficile. La radio Gracchia, in certe serate quella non smette mai, dall’altra parte per fortuna la voce è femminile….bhe non fatevi ingannare, solo la voce è femminile perché per il resto dovete solo provarci a farla arrabbiare…. 
Quella voce, “colonna sonora” dei nostri turni di volante annuncia la “nota” diversa della nottata :”Attenzione (!!!) a tutte le volanti sul territorio, ci chiama un collega che ha appena visto un individuo che dopo aver esploso due colpi di pistola si è allontanato con l’arma ancora in mano con una piccola utilitaria in direzione dei viali, il collega è in borghese e con la sua auto sta inseguendo la vettura con a bordo la persona armata”….(e lì pensi a quei minuti precedenti quando hai pensato alla “solita “nottata…le ultime parole famose). 
Quando senti dalla Centrale una comunicazione del genere non riesci a fare altro, anche se avevo fermato delle persone per controllare loro i documenti, dato che era gente tutto sommato tranquilla, li lascio andare, comunico alla centrale che mi sarei portato nei pressi dell’auto sospetta e attendo di ascoltare dove in quel momento il collega in borghese si trovava tallonando a debita distanza l’auto sospetta. Le comunicazioni sono ovviamente concitate, l’unica a parlare è la centrale che ci comunica le esatte posizioni, tutte le volanti sul territorio non possono che convergere immediatamente nella zona interessata dall’evento. 
La prima volante, quella di zona, dopo pochi minuti aggancia l’auto sospetta, il collega in borghese dopo averla “consegnata” alla volante si allontana, del resto lui è disarmato e in compagnia della fidanzata.(povera ragazza!!!!…magari lei non si perde una puntata di Distretto di Polizia e la Squadra ….. dopo l’ho vista un pò provata…. del resto dal vero è un’altra cosa…!!!) La prima volante comunica via radio che all’interno della vettura sospetta è occupata da cinque persone, quattro uomini e una donna. 
Io e il mio autista avevamo già provveduto ad indossare i giubbetti antiproiettile sperando Dio fosse andato tutto bene, solo chi conosce le nostre dotazioni sa quanto sia impossibile occupare l’angusto sedile della 159 o della Marea con dei dispositivi che sembrano più degli ingombranti gusci di tartaruga e non dei giubbetti “di salvataggio”. 
Non puoi fare molto con quelle armature medioevali(che forse erano pure più comode…su un cavallo) specialmente guidarci è praticamente impossibile ma, in questi casi, si fa anche questo, un minimo di protezione bisogna averla, la persona è armata e potenzialmente pericolosa e chi se ne importa se fai fatica a muoverti, in qualche modo tocca proteggersi. Non eravamo troppo lontani dalla zona dell’auto sospetta, la prima volante intervenuta era davanti a noi subito dietro quella piccola utilitaria sospetta. 
Comunico per radio che siamo dietro in attesa che il collega inizi le manovre per fermare il veicolo, nel frattempo stanno arrivando tutte le altre pattuglie di supporto. L’adrenalina è decisamente alta, troppo alta per una serata “solita” come incautamente pronunciato qualche minuto prima. 
La prima volante intima l’ALT, la vettura si accosta lentamente ma non accenna a fermarsi. Intanto si apre uno sportello posteriore dell’utilitaria mentre è ancora in movimento, le nostre pistole già in pugno, quel momento potrebbe essere quello fatale nel caso volessero tentare una reazione. La vettura avanza più di qualche metro con lo sportello posteriore lato destro aperto, si ferma, scendiamo al volo, armi in pugno, circondiamo l’auto. Il viale viene di fatto bloccato dalla presenza delle volanti che si sono schierate a ventaglio con tutti, autisti e capi pattuglia, che molto cautamente avvicinavano l’utilitaria avendo molta cura non avessero nulla in mano.(….quando le vedo nei film certe scene mi esalto, dal vivo c’è poco da esaltarsi!!!) 
I soggetti, stranieri, sembravano non comprendere i nostri ordini:”SCENDETE DALL’AUTO CON LE MANI IN ALTO”, “ SDRAIATEVI AL SUOLO, PER TERRA, LENTAMENTE!!!!”. Il fatto che non brandissero nulla nelle mani faceva ben sperare che non potessero opporre resistenza. 
In quel frangente, la tensione era alle stelle, la segnalazione era fin troppo veritiera, circostanziata, era un collega, ed era certo della presenza della pistola suffragata dai colpi uditi. Lentamente, così come ordinato, i sospetti si sono posizionati tutti al suolo. Immediatamente ammanettati per evitare qualsiasi tipo di reazione, caricati nell’auto, indosso nessuno risultava essere armato fortunatamente. 
Il capo pattuglia più anziano presente sul posto procedeva quindi, una volta messa in sicurezza la scena, a controllare il veicolo e effettivamente la pistola c’era, sotto un tappetino: una scacciacani caricata, ovviamente a salve, una Glock per l’esattezza ancora con il “colpo” in canna, fa solo il botto ma se è vera lo capisci solo dopo il “Botto” appunto. 
L’azione è stata perfetta, nessuna sbavatura, solo moltissima tensione…a giusta ragione. 
Cosa avevano fatto con quell’arma??? Perché sono stati esplosi quei colpi in pieno centro cittadino??? Le ipotesi sono tante ma la più accredita è che lo stupefacente trovato addosso a uno degli stranieri fosse stato rapinato a uno spacciatore facendo uso di quell’arma a scopo intimidatorio che era in tutto e per tutto uguale a una Glock vera. Sono solo ipotesi, quale spacciatore denuncerà mai la rapina della sostanza che stava spacciando???? 
Se fosse stata vera quella pistola sarebbe stato tutto molto diverso, avremmo avuto maggiore soddisfazione ma se avessero reagito con un arma vera l’epilogo sarebbe stato tragico…grazie a Dio è stato poco di più di una buona esercitazione.
Michele Rinelli – Poliziotto 03/02/2009