Il Coraggio…degli infedeli


Il Coraggio…degli infedeli

16 Arresti a Lecce, è ora di dire basta!!

La legalità è un valore assoluto, nessuna persona che vesta un uniforme può prescindere da questo valore, rispettare le leggi e farle rispettare è un dovere sacrosanto, un principio che il cittadino dovrebbe egli stesso curare per primo ma ancor di più chi è votato a farlo per scelta di vita e professionale.
Quando la cronaca riempie le pagine a cinque colonne dell’infedeltà di un appartenente a un Corpo di Polizia la sconfitta è cocente per tutti e non importa che sia poliziotto, carabiniere, finanziere o vigile urbano, quello che importa è che il giuramento che hai prestato ai cittadini onesti che popolano questa repubblica davanti alla bandiera è stato tradito
Non ci abitueremo mai a quelle cinque colonne che sempre più spesso fanno parte della cronaca quotidiana, non ci abitueremo mai perché quando ci credi, quando ogni giorno ci metti anima e corpo nel mestiere che svolgi sulle strade non lo vuoi immaginare che, magari, quello della pattuglia che esce con te , nel tuo stesso turno di servizio, sta taglieggiando, si fa facilmente corrompere e si comporta al pari di chi, quando riesci a prenderli, carichi con le manette ai polsi sui sedili posteriore della volante.
Quando poi scopri la sua infedeltà non ti puoi capacitare, se riesci ad avere il coraggio e il dovere poi di indagare tu stesso per fare luce su certi scempi e fughi quelli che erano solo dei sospetti la delusione e l’imbarazzo diventano duri macigni da affrontare e superare per fare in modo che quel tuo stesso collega salga anche lui sulla volante…. ma con i “Bracciali” ai polsi.
Ed è dura quindi accettare che al comando Polizia Stradale di Lecce su 36 persone in organico 16 siano state arrestate per concussione e altri reati satellite.
E’ difficile immaginare lo stordimento di quegli stessi colleghi che erano convinti della fedeltà, al pari della loro, di quelle persone della “scrivania” a fianco; imbarazzante forse per altri che avevano qualche dubbio e per paura di sbagliarsi non hanno mai cercato di fugarli e che oggi, dopo anni e anni di reati – si parla di 20 anni di concussioni – forse si vergognano un po’ per non aver approfondito, capito, guardato dentro….ma criticarli a priori e in questo contesto sarebbe inutile e troppo irrispettoso, certe situazioni vanno vissute per essere davvero capite.
Sono episodi che lasciano sgomenti tutti, che ci fanno pensare che, forse, dobbiamo buttare via tutto, che più di qualcosa non sta funzionando all’interno di questo nostro sistema, che si è persa una guida, si è perso il reale controllo e polso della situazione: se analizziamo la cronaca non passa mese che non scoprano un corrotto, un infedele, un traditore, sono troppi!
Non sono nessuno per dire o capire che cosa sta accadendo davvero, mi pagano poco meno di un operaio specializzato e di certo non ho compiti di responsabilità per potermi permettere il lusso di giudicare e sviscerare con competenza certe situazioni; è chiaro però che un “giochino” si è rotto se tanti e così frequenti sono gli scandali che ci riguardano.
Non mi si venga a dire che è solo una questione di soldi, non mi si venga a dire che è colpa della crisi, non mi si parli che è un problema di basso stipendio, o per lo meno solo di questo, perché la dignità personale, la fedeltà di un poliziotto, la rettitudine morale di un appartenente alle forze dell’ordine può essere scalfita da queste problematiche non distrutta come le frequenti cronache ci dimostrano.
La mela marcia comincia essere un abitudine e se le mele marce sono così frequenti siamo per forza di fronte a un epidemia e come tale va trattata; ci vogliono i diserbanti, è evidente.
Ci vuole coraggio a uscire da questa situazione, ci vuole coraggio a guardare dentro questo vaso, ci vuole fegato e stomaco a traghettarci fuori da questa situazione ma è ora che i vertici, in barba a quello che ne possano dire i sindacati, ci devono portare in salvo perché io, da Poliziotto onesto, voglio vestire la mia divisa senza essere guardato con sguardo compassionevole o dispregiativo, non voglio essere ne il corrotto ne il poverino di fronte a nessuno.
Ci vuole coraggio a tornare indietro, ci vuole coraggio a spiare nella vita dei colleghi, alla macchina parcheggiata nel piazzale delle caserme, alle case che si comprano e si vendono, alle frequentazioni che si hanno, alle abitudini e ai locali frequentati, a riproporre vecchie ingerenze tipiche di quel periodo antecedente alla riforma del 1981…ma che più lontani ci tenevano da certi problemi… e chi non ha nulla da nascondere nulla dovrà temere.
Potrà sembrare antipatico ma non abbiamo altri mezzi, non ci sono altre soluzioni e probabilmente i sindacati dovrebbero farsene una ragione e farsi da parte; da questi scandali così frequenti ne stiamo pagando tutti amarissime conseguenze e non solo di immagine ma anche di operatività.
Ci vuole coraggio, doveroso coraggio per rimettere in piedi la baracca e deve essere d’esempio per i nostri vertici il collega Leccese che ha denunciato il meccanismo, che forse era appena arrivato in quel reparto dopo tanti anni d’attesa e che per questo atto di dovere professionale dovrà fare i conti, forse, con un trasferimento per incompatibilità ambientale….che beffa che sarebbe.
Se quel collega però per qualche motivo fosse un “pentito” e non un “pulito” vi sarebbe un ulteriore sconfitta nella sconfitta e, perdonatemi, ma di sconfitte sul fronte sicurezza pubblica, francamente, non se ne può proprio più.
Ci vuole coraggio ad andare avanti, ci vuole coraggio a “Comandare un Sistema”…che qualcuno profumatamente addestrato e pagato per farlo lo trovi per favore: senza clamori, senza patemi di dimostrare al mondo che siamo puliti, senza sovraesposizione mediatica, questo non ci serve… ma lo si faccia per favore… . ne abbiamo bisogno!

Michele Rinelli – Poliziotto – 14/05/2009