Il Grande Fratello Rosso ??? NON ESISTE!


Il Grande Fratello Rosso ???
NON ESISTE!

Da anni siamo tutti protagonisti di un grande fratello multimediale, basta fare un giro su youtube per rendersi conto che, in fondo, nessun individuo dell’era moderna incardinato in questo sistema è davvero al sicuro dall’occhio elettronico.
Ci sono telecamere, fotocamere, cineprese ovunque e nessuno di noi può davvero sottrarsi a questa logica: ci dicono che è per la sicurezza, ci raccontano che è per rendere più fruibili i ricordi, ci dicono che fanno parte dei tempi che cambiano e, in fondo, nessuno di noi acquisterebbe più un cellulare senza una fotocamera da almeno 2 megapixel e tante volte, con questi gioielli tecnologici, viene ritratto il lavoro del poliziotto ad uso e consumo delle masse, il più delle volte, purtroppo, in maniera strumentale e faziosa.
Così accade che, dall’oggi al domani, scoprano l’acqua calda, che ci sono decine di migliaia di persone che hanno come unico scopo quello di schedarci, minacciarci, sapere la nostra identità riconoscibilissima da sempre attraverso i nostri verbali, i nostri atti e tutto quello che concerne il nostro lavoro perché, per fortuna, per certi versi, non siamo in america dove gli Agenti, usano la loro matricola per dare la paternità ai loro documenti; pratica quest’ultima che andrebbe attentaente valutata dalla nostra amministrazione.
Oggi ci raccontano che esiste il Grande Fratello Rosso, che l’area antagonista ci minaccia….. sai che novità !!??!! Succedeva negli anni di piombo, quelli veri, quelli dell’ideologia becera e assassina, quelli di Calabresi, Annarumma, di Albanese figuriamoci se non potesse continuare oggi; le intimidazioni verso di noi esistono da sempre e di questi tempi c’è solo la carta stampata ad enfatizzarli…perché senza di loro non esisterebbe nessun “Grande Fratello Rosso”.
Probabilmente è’ iniziata, già da qualche tempo in verità, una fase intimidatoria nuova, più hi-tech con l’aiuto del World Wide Web; una volta era fatta di bombe, di attentati, di gomme squartate e bossoli di pistola recapitati a casa, oggi è fatta anche di blog, server posizionati all’estero, di connessioni proxate e di comunicati che, di certo, non vengono più lasciati nella cabine telefoniche ma inviate via e-mail attraverso un provider cinese ; una nuova era, insomma, di un film già visto di cui nessuno si dovrebbe stupire.
Il Grande Fratello Rosso esiste se qualcuno crede che esista, se qualcuno ne impone l’esistenza, lo divulga, lo rende fruibile, basta costruirci sopra il caso, fare l’articolone, il pezzo in prima pagina per fare in modo che, effettivamente, sia reale. Questo allarme ha il sapore di una bufala, di un risveglio inutile, di un incapacità ancor più evidente da parte dei mass media di centrare i punti reali dei problemi puntando solo al sensazionalismo delle informazioni, aspetto questo che nuoce e non aiuta chi deve combattere l’eversione, la violenza e, senza mezzi termini, il terrorismo.
Meglio era non parlarne, far agire solo le componenti investigative su più fronti per far cessare questa inutile e dannosa schedatura, meglio era non dare in pasto alla carta stampata questa nuova frontiera dell’intimidazione antagonista ma non per paura ma solo ed esclusivamente perché certe situazioni non esistono se non esiste chi le divulga, le rende importanti e le valorizza così come hanno fatto in questi giorni i mass media.
Qualcuno potrà dire che il diritto di cronaca e costituzionalmente tutelato ma dove non arriva la costituzione dovrebbe arrivare il buon senso di chi scrive e divulga certe situazioni e notizie.
Allora basta parlarne, non ha senso, e se in piazza vedete questo nugolo di anarcoinsurrezionalisti levare al cielo i loro telefonini da 5 megapixel, prodotto della più elevate tecnologia borghese,….fate un sorriso e salutateli educatamente. Bisogna solo sperare che chi deve combattere questa inutile e pericolosa schedatura non perda tempo a tessere contatti giornalistici ma a fare semplicemente in modo, lontano dai clamori della cronaca, che la nostra privacy, la nostra identità, il nostro lavoro, ma sopratutto le nostre famiglie, siano il più tutelato e salvaguardato possibile da quelle istituzioni democratiche forti al servizio del paese, della cittadinanza e anche degli operatori di Polizia di qualsiasi grado, livello e corpo.
Solo noi possiamo tutelare noi stessi ma non con la voglia di “sparire” dal Web, ad esempio, ma lavorando quotidianamente e nelle opportune sedi per evitare che certi siti possano essere facilmente visibili a tutti….ai ragazzi della DIGOS, anche per questo prossimo e futuro lavoro, un sentito grazie!

Michele Rinelli- Poliziotto – 29/03/2009