La Sicurezza Stradale deve essere un valore da condividere


La Sicurezza Stradale deve essere un valore da condividere anche in maniera dura e cruda, girarsi dall’altra parte serve solo ad aumentare il numero dei morti!

Non sono solito trattare temi di Prevenzione Stradale ne di Polizia Stradale poiché, lavorativamente parlando, è una materia che tratto poco, faccio parte di un reparto che se ne occupa in maniera assai marginale e per evitare di incorrere in macroscopici errori non mi permetto di entrare nel merito di un argomento che andrebbe trattato con enorme competenza e senso di responsabilità.
L’epoca dei social network, però, aiuta a spendere qualche minuto in più della propria attenzione per avvicinarsi comunque alla piaga della sinistrosità stradale e degli eventi tragici ad essa collegata.
Così dopo aver “cliccato” su un “link” di un amico mi imbatto nella visione del filmato sopra inserito e mi chiedo quanto si faccia effettivamente per evitare davvero le immani tragedie che ogni giorno vedono coinvolte centinaia di persone; eventi da cui moltissime persone vedranno la propria vita stravolta, radicalmente cambiata, distrutta e, non di rado, negata.
I dati sono allarmanti, sulle strade ordinarie morti e feriti continuano ad avere numeri annuali degni di una vera e propria guerra, sulle autostrade, fortunatamente, i dati sono in confortante calo ma bisogna fare di più.
Nel paese che esporta i motori in tutto il mondo, dalla penisola che vede sul proprio territorio la nascita di marchi epici come Ferrari e Lamborghini, ci si aspetterebbe maggiore sensibilità al problema. Ci si aspetterebbe in primis un impegno maggiore nella prevenzione e nella sensibilizzazione alle tematiche della sicurezza stradale specie da quelle importanti aziende che dovrebbero mettere il loro marchio non solo su quei “Sogni a Quattroruote” ma anche finanziare più spesso campagne di sicurezza stradale che eleverebbero ancora di più lo standard di “Protezione attiva” dei loro magnifici prodotti. In Italia questo non si può, non abbiamo la cultura, non abbiamo l’interesse nonostante negli ultimi anni la politica tutta sia in fibrillazione per diminuire i costi generati da tutta la società civile ponendo, a mio avviso, pochissima attenzione ai costi sociali e sanitari che taluni incidenti stradali provocano.
Anche lo stato delle nostre infrastrutture, in talune realtà fatiscenti e paragonabili a quelle dei primi anni ’70, giocano la loro fondamentale parte: strade sconnesse e piene di avvallamenti, Guard Rail taglia gole, asfalti posati con tecnologie superate da almeno 30 anni, fanno venire il dubbio che, probabilmente, sulle strade si vuole far morire le persone: i morti non costano che il tempo di un funerale…a carico delle famiglie. Scorrendo le immagini potrete notare anche un logo assicurativo ben in vista, sintomo che altrove – il filmato è australiano – la sicurezza stradale è un valore condiviso e necessariamente condivisibile, che non bisogna girarsi dall’altra parte e che le compagnie assicurative non sono in grado solo di aumentarti il premio a fine anno, in caso di sinistro, ma anche di investire somme di denaro ingenti per fare in modo che i propri assicurati vengano sensibilizzati ampiamente verso i danni che i loro atteggiamenti pericolosi possono provocare, il miglior investimento è sempre la prevenzione, per lo meno all’estero.
Questo in Italia, con queste stesse modalità, non potrebbe mai accadere, l’Italiano al semaforo spera che qualcuno lo tamponi per poter lucrare sul risarcimento assicurativo e quando accende la tv non vuole assolutamente guardare scempi di quel genere, troppo perbenista, meglio fare gli struzzi!!!
Quando accade una tragedia immane, quando la strada ci porta via i nostri cari, fratelli, amici, genitori, cerchiamo di dare la colpa a qualcun’altro: lo Stato, l’Azienda costruttrice il veicolo, l’infrastruttura stradale inadeguata, la velocità di chi ci ha rovinato la vita; difficilmente ci faremo un esame di coscienza, difficilmente ci metteremmo in discussione, difficilmente ammetteremmo che l’Organo di Polizia Stradale ci sta comminando una sanzione giusta, equa e preventiva ma sta solo facendo “Cassa”.
Certo qualcuno farà anche “Cassa” ma la coscienza dell’Italiano medio deve cambiare, deve cambiare il rapporto con la sicurezza stradale, deve maturare lo spirito alla base della cultura e ben vengano non solo le sensibilizzazioni attraverso strumenti quali i social network ma anche e soprattutto la nascita di associazioni, una per tutta l’Asaps a cui sono particolarmente vicino, che stimolino lo Stato, le coscienze ma soprattutto i giovani di ieri, quelli di oggi e gli uomini di domani a cambiare il loro rapporto con la strada che, come recita la denominazione di un’altra Associazione Bolognese che tratta tematiche di sicurezza stradale con “Meno Velocità c’è più vita”.
…Buona Visione…. 🙁

Michele Rinelli – Poliziotto – 12/05/2009