Le Ronde…un pericolo in più!!!


Le Ronde…un pericolo in più!!!

Gli Italiani sono, probabilmente, un popolo di struzzi o, forse, dobbiamo rassegnarci a decretare il fallimento, per motivazioni varie, del sistema sicurezza.
Leggo sul QN (Quotidiano Nazionale) che il 76 % dei cittadini è favorevole all’ istituzione delle ronde: il dato mi lascia basito e pieno di dubbi al riguardo. Il 76% è una percentuale altissima che, presa con le dovute cautele, evidenzia lo stato di difficoltà delle istituzioni preposte alla salvaguardia della sicurezza pubblica, un sistema efficiente non avrebbe mai far potuto rilevare un dato di questo tipo. La perplessità aumenta ancor di più quando un analoga percentuale, nelle settimane passate, ha visto l’utilizzo dei militari quale buona soluzione per il contrasto alla criminalità comune, come se il presidio del territorio in tuta mimetica, degno delle migliori “democrazie” sud americane, sia la soluzione all’ondata di violenza e degrado che da anni sta investendo il nostro stivale.
Oggi, 20 febbraio 2009, il governo ha approvato il decreto legge che, oltre a rimodulare –apparentemente in maniera adeguata ed efficace – il percorso processuale delle persone accusate di reati sessuali istituisce, niente meno, le ronde: ex appartenenti alle forze dell’ordine che dovrebbero continuare, se ancora in salute, a servire lo Stato. Gli ultimi governi in carica hanno probabilmente registrato un record, a memoria non ricordo Governi così attivi nel produrre Decreti Legge; dispositivi questi che in caso di necessità e urgenza “scavalcano” il parlamento il quale solo successivamente li dovrà convertire in legge. Una consuetudinarietà questa che si sta sempre più evidenziando e che, forse, rende necessario una revisione dell’iter legislativo poiché è impensabile un uso così smodato dei decreti legge “eliminando parzialmente” il potere legislativo del parlamento e partorendo, spesso e volentieri, tamponi inefficaci che forse un iter più cauto all’interno delle camere potrebbe evitare.
Sull’onda emozionale si autorizzano quindi veri e propri scempi, le ronde non possono che essere l’ennesimo scempio che si vuole perpetrare nei confronti delle forze di polizia le quali, indirettamente, vengono così accusate ancor di più da parte dei cittadini di inefficienze ancor maggiori che nella realtà. Il mondo del volontariato, di cui faccio parte, è un mondo utile, variegato e allo stesso tempo pericoloso e dispendioso. Vi sono probabilmente categorie di volontari, come quelli del soccorso, che nel bene e nel male possono in qualche modo, con adeguata formazione, essere utili, a costo zero per la collettività anche se non di rado accade, purtroppo, che tra le loro fila vi siano degli esaltati che, sull’onda emozionale di serie televisive come “ER – Medici in Prima Linea –“ scambiano la realtà di un ambulanza con quella della fiction mettendo a rischio l’incolumità delle persone che sono loro affidate.
Un sistema, quello del volontariato, che se applicato in toto al sistema sicurezza potrebbe determinare seri problemi di gestione. In veneto, terra piena di “Volenterosi” e grandi lavoratori, le ronde sono una realtà da anni, appoggiate dalla politica locale; in quelle realtà sarei curioso di sapere quanto la proditoria incompetenza nel mostrare una pettorina o un abbozzo di tesserino durante il loro servizio sia stato davvero utile alla collettività o non abbia semplicemente ulteriormente oberato di lavoro le procure poiché denunciati, dalle stesse forze dell’ordine, per presunti abusi commessi durante il servizio di ronda. Per non parlare delle associazioni d’arma dei colleghi in pensione (polizia e carabinieri et simila) che spesso e volentieri raccolgono tra le loro fila gente che non ha mai vestito la divisa, che semplicemente avrebbe voluto e simpatizza fortemente per il corpo: chi controllerà che queste associazioni, così come prevede il decreto, impiegheranno per i servizi di ronda personale dei corpi in quiescenza???
Chi controllerà che i nomi forniti alle prefetture siano davvero di ex agenti??? Sapranno le associazioni tenersi lontane, nel caso non dovessero avere un numero congruo di ex agenti da comunicare, dalla tentazione di usufruire dei fondi che di solito i comuni mettono a disposizione dei sodalizi per questo genere di servizi??? Per non parlare dei pericoli insiti all’interno di questa tipologia di “lavoro”, la tutela del territorio fatta da avventurieri è, come per chiunque si avventura, piena di pericoli.
Cosa accadrà se quel telefonino o ricetrasmittente, tanto esaltate dal recente decreto, diventerà motivo di dura aggressione nei confronti dei “Volenterosi Cittadini” ???
Chi pagherà per le lesioni??? Le associazioni??? Che spesso vivono di esigui fondi e che mai troveranno compagnie assicurative disposte a coprire la rischiosità di certi servizi così come difficilmente coprono quelle del personale in servizio.
Faranno pagare gli aggressori??
Per la maggioranza extracomunitari inesistenti per tutti, molto spesso anche per lo stato italiano e che non hanno alcun mezzo di sostentamento??? Non crede forse questo governo di prendersi una responsabilità morale nei confronti di questi “Volenterosi Cittadini” troppo grande mettendo a rischio la stessa incolumità di quei cittadini che dovrebbe difendere ???
Costa troppo, per le esigue casse, rinforzare Polizia e Carabinieri, è evidente; gli uomini di rinforzo promessi per il prossimo biennio sono un “normale” turn over, nulla di eccezionale, nessuna iniezione di personale in aggiunta considerando anche che quasi il doppio matematico del personale neoassunto promesso andrà a breve in pensione. Apprezzabilissima la spinta dell’opinione pubblica, dei cittadini, a voler contribuire alla sicurezza ma nei modi previsti da questo decreto si mette solo ulteriormente a rischio la sicurezza stessa di centinaia di volontari; se la cittadinanza vuole essere vicina ai Poliziotti meglio farebbe a non defilarsi quando accadono fatti reato, a fermarsi fiduciosa con una pattuglia e dichiarare per iscritto, senza timori, i fatti a cui si è assistito senza fuggire via o dire senza mezzi termini ”Io non dico nulla, non voglio rogne, ho paura!!”.
Non hanno paura di fare “Ronde” e spesso hanno “Paura” della Polizia…che assurdità!
La collaborazione parte da queste cose, le ronde sono solo l’ennesimo modo per non fare davvero nulla e di accontentare quella parte politica del paese così tanto esausta da non comprendere quale sia il bene quale il male. L’Italia è stanca ed esaurita e i media non riescono davvero a centrare il punto della situazione, speriamo qualcuno faccia capire loro, cittadini e media, quale sia davvero la strada da percorrere.

Michele Rinelli – Poliziotto 20/02/2009