Proiettili Vaganti Cronaca di una strage annunciata


Proiettili Vaganti
Cronaca di una strage annunciata

Primo gennaio 2009: tempo di auguri, buoni propositi, promesse di cambiamento, si spera sempre in meglio. Tempo anche di bilanci, primo fra tutti quello della più insulsa strage che caratterizza ogni inizio anno: la conta dei morti e dei feriti per l’uso più o meno scriteriato di artifizi pirotecnici. E di armi da fuoco. Fino a questo momento siamo a quota un morto e oltre una sessantina di feriti più o meno gravi. Ci abbiamo fatto un po’ l’abitudine a questo aspetto: fa parte della coreografia di un Capodanno nel quale ancora in tanti, troppi si ostinano a non dare ascolto ai tambureggianti inviti alla prudenza che provengono da mass media, Istituzioni, strutture pubbliche e private, personaggi del jet set. L’uso dei petardi fa parte delle tante consuetudini più o meno sensate sulle quali non mi soffermo. Ma l’uso delle armi da fuoco? Perchè oggi capita che un ragazzo di 28 anni muoia colpito da un “proiettile vagante” a Napoli mentre sta festeggiando in strada con i suoi familiari. Capita che nel Milanese e nel Varesotto altre tre persone siano state ricoverate in ospedale perchè attinte da proiettili esplosi per “fare festa”. Una ragazza colpita all’addome è ricoverata in terapia intensiva al Niguarda. E capita che nessuno dica niente. Perchè tanto abbiamo fatto l’abitudine anche a queste notizie, le mettiamo nel paniere delle veline dei vari TG. Anzi, alcuni attendono la mattina del primo gennaio proprio per vedere quanti ci hanno lasciato la pelle per questi oggetti volanti non identificati che viaggiano a velocità subsonica per le strade delle città italiane. E che finiscono inevitabilmente per mietere vittime delle quali poche potranno raccontare di averla scampata. Già il 2 gennaio queste vittime saranno già state dimenticate da un’opinione pubblica sempre più distratta e ancora frastornata dalle libagioni natalizie che ispessiscono ancora di più la sua cronica miopia con l’ennesima fetta di cotechino che si aggiunge all’onnipresente fetta di prosciutto davanti agli occhi. Il più delle volte queste vittime non hanno nemmeno la fortuna di vedere il loro carnefice individuato e condannato. Nessuno è stato. Nessuno ha colpa. Tragica fatalità, titolano i giornali: quasi a dare del cretino a chi ha avuto la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato intralciando la strada a questi pezzetti di piombo volante. Tragica fatalità: quasi fosse normale imbracciare l’artiglieria e mettersi a fare John Wayne per le strade, dai terrazzi, dalle finestre. Mi viene in mente la battuta di Beppe Grillo quando parlava delle stragi estive degli escursionisti in montagna: i giornali titolano sempre “Montagna assassina”, mai “Alpinista pirla”…. La similitudine calza a pennello…. Non si può morire così. Come non si può morire per colpa di un ubriaco che si mette al volante. E quello che fa stare ancora peggio è proprio il silenzio con cui queste notizie passano nel dimenticatoio. Perchè nessuno vuole dire che a Capodanno, in quei pochi minuti a cavallo della mezzanotte, ognuno di noi diventa un bersaglio: per strada, in auto, perfino dentro casa sua. Bersaglio dei proiettili vaganti prima. Bersaglio della stupidità umana poi. Buon anno….

Gianmarco Calore – Poliziotto – 1/1/2009