Quali Amici ?


Quali Amici ?

Non è sempre facile capire le dinamiche di una società particolare come quella italiana, l’europeizzazione dello stivale pare non aver sortito, almeno per il momento, effetti tangibili sulla sensibilità degli italiani nei confronti di determinate tematiche del vivere civile.
In questi anni in cui tanto si è parlato, anche attraverso queste pagine, delle problematiche che affliggono l’Italia non si è mai davvero riusciti a rappresentare le mille sfaccettature di questo mondo, quello della pubblica sicurezza che apparentemente sembra essere stato abbandonato a se stesso e che anzi continua ad essere sempre di più strumento di propaganda a uso e consumo di chi, democraticamente, si alterna sugli scranni del potere perdendo di vista il fatto che la sicurezza non può e non deve avere colore politico, bandiera, simpatia o “Amici”.
Gli “Amici”, ma quali amici?
Quante volte abbiamo sentito dire tra le mura delle nostre caserme, in riferimento a certe aree politiche, che era necessario votare determinate aree di pensiero perché solo con loro saremmo stati più tutelati, meglio equipaggiati, meglio pagati, più considerati ?
Una considerazione quella delle forze di polizia, che ricordiamolo, operano a tutela di tutti i colori indistintamente presenti lungo tutto lo stivale, che è probabilmente venuta meno progressivamente, da più parti, il giorno dopo aver visto crollare lo zoccolo duro del terrorismo interno: finito il “Terrore” finiti gli “Amici” .
Appare assurdo pensare che coloro che hanno in mano le redini del paese possano ragionare nei confronti delle forze di polizia in maniera così funzionale e opportunista, appare quantomeno irrispettoso nei confronti degli Italiani che la politica, il “Potere”, finanzi, mantenga efficiente, rinnovi e esalti le forze dell’ordine solo se la parte a essere minacciata sia quella dei “Palazzi” e non quella del cittadino comune che democraticamente, quelle persone, potenti, le ha fatte diventare con la forza del voto e della democrazia. (è talmente assurdo che non può essere!)
Forse quando la “Sicurezza” era e poteva essere solo da una parte, da una certa parte, qualcosa in più veniva riconosciuto ma oggi, quegli amici, non ci sono più, la “Sicurezza” non è più figlia di nessuno perché in fondo, nessuno, ne vuole avere davvero bisogno.
Se il sistema non funziona, se il cittadino non rileva beneficio e giustizia nell’interpellare le forze dell’ordine che senso ha, ad esempio, finanziare le strutture chiamate a far rispettare la legge?
Se un processo per arrivare alla fine dell’iter impiega anni e anni per quale motivo chiamare la Polizia o denunciare un reato?
Nei tempi di Internet e della comunicazione globale tutto, e dico tutto, è immediatamente fruibile, tangibile, arrivabile, come possiamo pretendere quindi che gli Italiani chiamino con fiducia il 113 o si rechino all’ufficio denunce delle Questure quando nel mondo del “Tutto&Subito” la giustizia è “Poco&QuasiMai”?
Finisce così l’era degli “Amici”: il potere politico non ha più un enorme necessità di tutelare se stesso e il cittadino non sente nemmeno più l’esigenza di farlo davvero, completamente sfiduciato, molto spesso, subisce e, la prossima volta, cambia “Strada”.
Nella guerra dei numeri quindi, dato lo stato delle cose, si possono raccontare tante fesserie, si può raccontare che i “Militari” hanno diminuito il numero dei reati e che le “Ronde” sono la Panacea di ogni male, si può raccontare che esiste il “Governo Amico”(ora lo sono tutti!), che non esisteva miglior “Contratto Possibile” e che, ora come ora, sono tutti dalla nostra parte nonostante si stia facendo l’impossibile non solo per demolirci dal punto di vista professionale ma anche dal punto di vista umano: un pagamento in ritardo, specie per alcune famiglie, rappresenta un enorme umiliazione per chi deve, con quello stipendio accreditato in ritardo, onorare degli importanti debiti.
Dove sono quindi finiti gli “Amici” ?
Che fine hanno fatto quelli che per anni ci hanno propinato questa leggendaria amicizia ?
Può veramente avere una struttura come la nostra un colore amico ?
Ma qualcuno crede davvero che chi vota all’opposto non voglia vedere una tutela reale ed efficiente della giustizia e di tutto il suo apparato ?
Ho letto un bellissimo articolo di Riccardo Bocca sull’”Espresso” intitolato “Pubblica Insicurezza” che rappresenta un veritiero spaccato della quotidianità fatiscente a cui gli appartenenti alla Polizia di Stato devono sottostare, un esemplare e ipocrita denuncia di una testata che non è mai stata sensibile a queste tematiche ma che solo oggi, chissà perché, si può permettere di essere “Nostra Amica”, “Nostra Paladina” in un ignobile corsa verso l’ipocrisia che appare non avere ne termine ne colore politico; che coinvolge tutti, nessuno escluso!
E gli “Amici Sindacati” ?? Dove sono ? Cosa fanno ?
Come sappiamo il Sindacato è un importante fucina di politici del futuro, ne sono un esempio, per tutti Sergio Cofferati, ma anche tra le nostre fila qualcuno è già arrivato in Parlamento, anche noi abbiamo qualche “Amico”…(Amico???).
Le vecchie Guardie di P.S dicono che se esiste tutto questo scempio è colpa dei sindacati, prima del loro avvento tutto questo declino sarebbe stato impossibile – Sarà vero ? –
Io non voglio credere a questa ipotesi a 360°, tanti sono i sindacalisti sparsi lungo tutto lo stivale che mettono vero impegno e vera passione nella tutela dei “Lavoratori-Poliziotti” e che forse mai arriveranno al pieno riconoscimento dei loro sinceri sforzi e per questo mi chiedo, con tanti dubbi però, se tutti questi “Amici” della Polizia, che della “Polizia” erano parte integrante e attiva, non abbiano semplicemente preso la palla al balzo e abbiano fatto quello che fanno tutti gli “Uomini”:
– Non è che “Poco Poco” hanno “sfruttato” il loro ruolo per arrivare in alto “svendendo” la Polizia di Stato e l’enorme patrimonio umano, sociale e culturale che in oltre 150 anni di storia si è guadagnata sulla pelle dei suoi appartenenti ? –
Un solo e unico dubbio che mi assale che non può far venire meno però l’onore e la considerazione che questa nazione deve comunque, nonostante tutto, ai nostri caduti, persone che non meritano tale scempio e tale disinteresse, un declino questo che coinvolge un Corpo che tanto ha dato alla rinascita democratica e civile di questo paese che non può essere demolito così in silenzio, così come sta accadendo.

Michele Rinelli – Poliziotto 17/08/2009