Rispetto e Diversità


Rispetto e Diversità

Quando la coerenza è una questione sociale

Vi sono certe situazioni dove ancora sembra non essere ben chiaro dove inizi la liberta personale, nel rispetto di quella altrui, come non è ancora ben radicato nell’italica cultura il concetto di accettazione del diverso, di tutto quello ritenuto fuori dalla norma; come se vi fosse, per taluni, un entità o un organo superiore definito per legge che possa stabilire ciò che è giusto e conforme e ciò che non lo è.
Credo che moltissime persone, a vari livelli, si siano scontrate con il problema dell’essere accettati, di riuscire ad entrare in un gruppo organizzato di individui e che questo, in qualche modo, accetti le singole peculiarità accettandone pregi e difetti senza in alcun modo isolarlo o discriminarlo per il semplice fatto di essere diverso da quella piccola massa.
Certo, qualcuno potrà pure sogghignare, specie quelli che a certi discorsi, in maniera puerile e ignorante, associano tali discriminazioni solo a quelle di natura sessuale, ma il problema della ”diversità” dell’accettazione, è un problema molto più ampio che riguarda moltissimi settori della vita di un singolo individuo, potrei cominciare a disquisire su esperienze di carattere personale ma sarebbe assai noioso.
Quello accaduto a quei due ragazzi gay di Roma, usciti da una discoteca, ritrovo di omossessuali, è uno dei tanti casi di emblematica intolleranza e di discriminazione e di “svastichelle” ne possiamo ritrovare in ogni settore sociale e culturale associati ad episodi non strettamente legati alle inclinazioni sessuali del singolo.
Anche sul lavoro, in una compagnia di amici, persino tra due persone che si professano innamorati e che condividono un rapporto duraturo alle volte è difficile conoscersi, accettarsi: la voglia di non conoscere il diverso, di rimanere confinati nei propri preconcetti alle volte supera qualsiasi sentimento.
Non crediate che chi scrive non abbia le sue distanze, i suoi preconcetti, le sue “Eterofobie” (intesa come paura di ciò che è diverso), ciascuno di noi le ha e forse bisognerebbe fare di più perché la società tutta accelleri il processo di accettazione di talune diversità.
Se su alcune discriminazioni lavorative forse non si può fare nulla perché, dicono, che la natura sia più incline verso un determinato sesso per fare certi lavori, dall’altro gli atteggiamenti contraddittori e sibillini di alcuni organi giudiziari non solo fanno in modo di far perdere credibilità alla magistratura ma da un lato fanno sempre di più percepire alle persone, al popolo, che degli organi giudicanti si può non avere rispetto.
Come si può infatti rispettare idealmente la decisione di un giudice che nell’immediatezza di fatti cruenti contestati a “Svastichella” tranquillamente non ravvede alcun tipo di restrizione applicabile al violento aggressore e dopo nemmeno 24 ore, il tempo che la notizia sia giustamente sospinta dalle associazioni gay, sull’onda dell’indignazione mediatica, quella stessa decisione di libertà venga immediatamente revocata ?
Come può quindi la nostra cultura avanzare coerentemente in un verso o nell’altro se in qualche modo chi ha la responsabilità con le proprie decisioni di accelerare lo sviluppo della cultura sociale ribalta quasi ingiustificatamente la propria decisione?
Alla luce di ciò non possiamo tranquillamente credere che nell’immediatezza dei fatti contestati all’aggressore qualcuno ha omesso qualcosa ?
O forse ora, che svastichella è “Al Gabbio” , non è che qualcuno sta compiendo deliberatamente un abuso ?
In nemmeno 24 ore come possono cambiare i presupposti della motivazione che hanno portato l’indagato a essere da uomo libero a uomo recluso ?
Come mai questo genere di ribaltamenti di giudizio, di recente, accadono così spesso?
Il problema forse è che quella scritta alle spalle del giudice “La Giustizia è Uguale per Tutti” dovrebbe essere cambiata in “La Giustizia è una questione mediatica” perché non è possibile a mio avviso che, a norma di legge, oggi sei libero e dopo qualche ora sei recluso specie se i fatti sono già stati vagliati e congelati nei verbali di polizia che comunque scaturiscono nel giudice certe decisioni…cosa mi sfugge ?
E di rispetto e di accettazione del diverso, quindi, che abbiamo bisogno, probabilmente; più rispetto del popolo Italiano che vuole credere nella giustizia, più rispetto delle persone, della loro intelligenza, della legge, delle singole e personali inclinazioni, anche fossero quelle sessuali, il tutto attraverso l’applicazione puntuale e coerente delle leggi per fare in modo che la magistratura possa essere un organo serio e rispettato da tutti i cittadini anche quelli più contestatori e anticonformisti.
Accettare le diversità, le varie anime che formano una cultura e un popolo servono a farlo crescere, a dargli una connotazione più completa e profonda, gesti di retromarcia come quelli attuati nei confronti di “Svastichella” rallentano, in qualche modo, l’accettazione delle diversità da parte della società civile, alle volte il rispetto è necessario indurlo anche con la forza della legge e delle sue sanzioni con determinazione e coerenza.
Auguri quindi di pronta guarigione ai ragazzi coinvolti in quella spiacevolissima aggressione che pur manifestando la loro discutibile diversità non stavano facendo nulla per meritare tanta gratuita e bieca violenza.

Michele Rinelli – Poliziotto 27/08/2009