Sindaci VS Prostituzione FERMATELI….


Sindaci VS Prostituzione
FERMATELI….
Prima che sia tardi….

Lo definiscono il mestiere più antico del mondo e di certo lo scontro e il fervore che suscita l’argomento è uno di quelli che scuotono le società nelle loro fondamenta: la prostituzione, specie in Italia è un argomento caldissimo dalla non facile gestione.
Ai tempi della mediaticità è fin troppo semplice utilizzare tale argomentazione per pubblicare facili proclami o ottenere un cospicuo portafoglio di voti in più in campagna elettorale poiché la demagogia utilizzabile nel trattare di prostituzione è certamente tra le più abusate e le più “ redditizie ” in termini di voti. In Italia per ragioni storico culturali non è possibile trattare l’argomento con il giusto pragmatismo perché troppe sono le componenti culturali che costituiscono la nostra strana Repubblica, la costituzione stessa, a mio avviso vero e proprio capolavoro giuridico che nessun paese al mondo può fregiarsi di avere, è intrisa di un pluralismo così elevato che, per certi versi, appare quasi dannoso: accontentare tutto e tutti, questo è il vero miracolo Italiano.
Troppo facile sarebbe parlare della Chiesa Cattolica, delle sue resistenze, della visione certamente bigotta di alcuni aspetti del nostro vivere sociale, troppo semplice addossare al vaticano, e solo allo Stato Pontificio, le nostre manchevolezze e ipocrisie culturali, la crisi religiosa del nostro paese è sotto gli occhi di tutti e forse è solo colpa della classe politico-dirigenziale se certi aspetti non vengono degnamente regolamentati. Nei mesi passati abbiamo assistito a ventate di sensazionalismi degni della migliore stampa di regime :
“Giro di vite alla prostituzione” – “Clienti di Lucciole a Rischio Galera” – “Pugno di ferro e Strade Pulite dalle Passeggiatrici Notturne”…..e ancora, e ancora….
senza però dire mai chiaramente che nulla comunque sarebbe cambiato davvero perché, in fondo, arrestare una persona non significa, per il nostro codice, carcerarla, come la Multa viene spesso associata alla Sanzione Pecuniaria – che così non è – ma, sugli equivoci giuridici ci hanno campato i migliori governi ma non starò qui a tediare con queste sottigliezze giuridiche; il fatto è che solo propaganda è stata fatta e nessuna vera misura di contenimento del fenomeno è stata veramente attuata, basta guardare le nostre strade nei periodi, come questo, in cui i media si interessano di più di EURIBOR, NASDAQ e crisi economica mondiale.
L’ultimo proclama, in ordine di tempo, è stato pubblicato a Verona dal Sindaco Tosi il quale, in nome di Dio e dei suoi concittadini, per i poteri conferitigli dal Sig. Ministro Maroni, vuole perseguire, sanzionandole amministrativamente, le meretrici che hanno deciso, per fortuna – a mio avviso -, di esercitare la professione all’interno della propria privata dimora.
In un paese che garantisce tutto sino all’eccesso, nel paese dove un ergastolo significa di fatto, si e no, 18 anni di galera, dove per avere una prova bisogna formalizzarla davanti a un giudice che alle volte riesce a sconfessare le evidenze più palesi, il Sindaco Tosi vorrebbe dimostrare, insinuandosi tra le pieghe delle mura domestiche, quante persone, talune donne, ma anche uomini, entrano in certi appartamenti desumendo che, all’interno di quella abitazione, si stia consumando il “Reato” del meretricio, che tra le altre cose reato non è.
Con quali strumenti amministrativi o penali il Sindaco Tosi intende misurare la promiscuità di un individuo??? E se promiscuità viene rilevata come farà a stabilire che quegli incontri così frequenti e variegati sono stati monetariamente concordati?? Quali sberleffi, insulti, procedimenti penali o disciplinari i suoi Vigili dovranno subire se veramente vorrà attuare una politica di questo genere??
Farà installare a spese del Comune di Verona, al posto di ben più utili e remunerativi autovelox – ad esempio -, dei rilevatori acustici all’interno delle scale dei condomini per dimostrare che qualche inquilina “Ansima” troppo per avere dei rapporti “sociali” normali???
E quale Giudice amministrativo, con le prove che si riuscirebbero a portare nel rispetto della Privacy e della legge in genere, decreterà l’esercizio abusivo della professione più antica del mondo???
FERMATELI!!!!!
Sono questi sindaci che vanno fermati prima, non le prostitute, la creatività del Ministro sembra diventata un mero esercizio di Cabaret e non buona gestione delle realtà Locali; fermare le prostitute si può, è tanto facile quanto difficile per le migliaia di problematiche sociali, politiche e culturali legate al fenomeno. Altri paesi Europei ci guadagnano milioni di Euro con le tasse delle meretrici, lo Stato Italiano, invece, gestisce il problema solo come un costo e non come una risorsa, dimostra di sorvegliare il problema – e sorvegliarlo costa – ma di fatto, con le leggi attualmente vigenti, nulla può fare davvero per arrestare il fenomeno come qualcuno vorrebbe. Dignità per il nostro lavoro, dignità per i Vigili Urbani, Poliziotti Locali, Agenti di Polizia Provinciale e affini che si ritrovano in balia di talune amministrazioni comunali che pur di apparire ciò che non possono essere li mandano, anche i situazioni come queste, allo sbaraglio, senza che effettivamente esistano strumenti normativi per raggiungere determinati scopi, strumenti che solo la politica centrale e il Parlamento Sovrano di Roma può fornire a tutti gli operatori della sicurezza.
Finiamola con i facili proclami, basta con la demagogia, il paese ha bisogno di politici coraggiosi…per il resto rimangono solo chiacchiere da Bar!

Michele Rinelli – Poliziotto 11/1/2009