Soldi o Piombo


Soldi o Piombo

Sono arrivati prima dell’alba del 29 Luglio.
Erano una dozzina, forse di più.
Hanno fatto irruzione nella casa di Josè Antonio Romero Vasquez, Subcoordinador della Polizia di Veracruz e Boca del Rio, in Messico. Josè Antonio non è riuscito a prendere la pistola dal cassetto del comodino: lo hanno falciato a raffiche di AK47 e M16 insieme alla moglie, Dolores Valentina Cruz ed al figlioletto di appena 7 anni, Josè.
Ma nella casa c’erano le altre tre figlie della coppia, Barbara di 15 anni, Nahomi di 13 e Mercedes di 12, che, al momento dell’irruzione degli assassini si erano barricate in una camera.
Gli assassini avrebbero potuto andarsene. Le tre ragazzine non erano quello che si dice delle testimoni pericolose. Oppure, se avessero voluto terminare la propria missione di morte con la freddezza degli assassini professionisti, avrebbero potuto tranquillamente sfondare la porta della cameretta e uccidere anche loro a raffiche di mitra.
No.
Hanno invece preferito dare fuoco alla casa e godersi le urla delle bambine, mentre morivano bruciate vive.

Lo so. Non è una bella storia.
Dopotutto sei abituato a pensare al Messico in base agli stereotipi che parlano di un Paese assolato e polveroso popolato da campesinos sfaticati che si godono la siesta, coperti da un sombrero ampio come un ombrellone. Oppure immagini piramidi maya che fanno capolino in mezzo alla giungla e dalle quali, quando sei giunto in cima grondante di sudore, magari ti potrai godere le visioni delle magnifiche spiagge dello Yucatan . Pensi a serate di festa in qualche bel locale, dove bere tequila e mangiare cibi piccantissimi, allietati dalle musiche dei mariachis. Oddio, magari un po’ grazie alle reminiscenze dei film americani ti sei acculturato un po’ e allora immagini Zihuatanejo, la località messicana sulla costa del Pacifico dove al termine de “ Le ali della libertà” l’ex detenuto Morgan Freeman raggiunge l’ex compagno di cella Tim Robbins, evaso da un terribile carcere dove era stato ingiustamente rinchiuso per 19 anni, durante i quali non aveva mai smesso di sognare Zihuatanejo, la spiaggia per lui divenuta il simbolo della stessa libertà perduta. Oppure pensi a Puerto Escondido, dove il nostrano Diego Abatantuono, testimone fuggito dall’Italia inseguito da un poliziotto corrotto, trova scampo ed una nuova vita. Magari invece sei più acculturato ed “impegnato” e pensi agli zapatisti, forse l’unica guerriglia non corrotta dell’America Latina, ed alla loro lotta nel Chiapas.

Al di là degli stereotipi, quello che del Messico non giunge qui, nella grassa e felice Europa, è l’eco della terrificante ascesa della criminalità. Forse non sai che una serie di mafie, note come i “Carteles” (i Cartelli) hanno scatenato una spaventosa guerra per il possesso del territorio in tutto il Messico. In tre anni ( fonte http://it.peacereporter.net/articolo/16991/Messico,+ucciso+da+sicari+un+capo+della+polizia+e+la+sua+famiglia) più di 11000 persone sono state uccise in tutto il Messico nel corso delle guerre tra i Cartelli della droga, molte di più di quante sono state uccise nelle terribili guerre di mafia degli anni ’80 in Sicilia. Il 2009 promette di essere un anno record poiché sino a giugno le vittime sono state già 3600. D’accordo, molti sono esponenti del narcotraffico, ma tra le vittime vi sono centinaia di vittime innocenti, di “danni collaterali”. Basta trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato per finire ammazzati dai sicari, solitamente strafatti di allucinogeni.
E’ la guerra della cocaina, che sta devastando una intera Nazione mentre noi facciamo zapping con il telecomando tra un canale all’altro, tra un “Grande Fratello” ed un’ “Isola dei Famosi”.

Ah, sì. Ora ti sta tornando la memoria, vero? Hai visto anche tu “Traffic”, quel film sul traffico di cocaina tra Messico e Stati Uniti. Un film bellissimo, con un cast di attori di prim’ordine ma nel quale il personaggio più vero ed intenso è Benicio del Toro, l’onesto poliziotto messicano che collabora con la DEA americana, nella speranza di poter fare “qualcosa” contro il cancro che sta devastando il suo Paese.

Già. Solo che la realtà è molto peggio. I “Carteles” sono diventati un vero e proprio potere non solo alternativo allo Stato ma a volte collegato ad esso, che il governo locale, sul quale gravano comunque pesantissimi sospetti di compromissioni, combatte soltanto perché spinto dal Grande Vicino del Nord, gli USA, preoccupati dalla situazione caotica e dal continuo arrivo di stupefacenti negli Stati Uniti. L’intervento è condotto comunque in maniera arruffata e pasticciona. E’ stato mobilitato l’Esercito, cosa mai accaduta in Messico dalla fine della Rivoluzione di inizio ‘900 , provvedimento contestato da molti cittadini perché considerato molto pericoloso, ma ugualmente il crimine dilaga, favorito dalla corruzione in ampi strati delle istituzioni. Recentemente nel Nord del Messico un blitz della Polizia ha portato alla scoperta di una lista contenente i nomi di numerosi politici e membri delle Forze dell’Ordine a libro paga dei narcos. Eh già, purtroppo la corruzione delle Forze di Polizia messicane è molto estesa, a livelli inconcepibili anche per l’europeo più antisbirro. Per farti un esempio, a luglio di quest’anno nella regione meridionale del Tabasco ben 64 agenti sono stati arrestati per corruzione e non si tratta degli unici, purtroppo. A favorire la corruzione sono principalmente le paghe da fame e anche (parliamoci chiaro) il fatto che le Polizie latinoamericane non hanno mai goduto di una gran fama di onestà, oltre che di rispetto delle regole democratiche. Vero…. uno stipendio di m***a non è quel che si dice un incentivo al rispetto della Legge, e difficilmente chi comincia ad accettare una mazzetta come agente di pattuglia perderà il vizio se farà carriera. E comunque ci sono anche altri “incentivi”. Immagina: sei di pattuglia e ricevi una chiamata di routine. Una volta giunto sul luogo dell’intervento ti ritrovi a terra con la bocca di un AK47 che ti preme alla nuca e una voce che ti urla “Plata o plomo?” (“denaro o piombo?” )…. credo che siano in pochi a scegliere la seconda opzione.
Nonostante ciò esistono moltissimi poliziotti onesti in Messico, uomini e donne perbene che, anche con una paga schifosa cercano di fare qualcosa di buono per il loro Paese. Da quello che ho potuto leggere il comandante Romero era uno di questi. Proveniva dall’ Esercito, dove si era fatto notare come un “duro e puro” al quale venivano affidati gli incarichi di pulizia interna contro le mele marce in divisa. Transitato in Polizia si era fatto notare anche qui per il suo zelo sino a che, circa un mese prima del suo omicidio, era stato destinato al comando della Polizia di Veracruz, incarico rifiutato da un altro ufficiale, forse più prudente e magari più informato. Non è l’unico poliziotto vittima dei narcos: sono tantissimi. I corrotti vengono ammazzati dalle bande rivali di quelle che li tengono sul libro paga, gli onesti vengono ammazzati perché non accettano compromessi. Ci sono storie atroci, come quelle dei quattro agenti della Polizia federale (tre uomini ed una donna) scomparsi nel Nord del Paese e, a quanto pare, sepolti vivi dai narcos della regione. Altri quattro federales, rapiti da agenti corrotti di una polizia cittadina e consegnati ai narcos, vennero salvati per il rotto della cuffia da agenti onesti, intervenuti appena in tempo, sul filo del rasoio.
Non è facile fare lo sbirro, a certe latitudini, soprattutto quando ti batti contro gente più armata, più protetta e più ricca di te, mentre cerchi di difendere il tuo Paese prima che precipiti nel baratro ma….ma avrei da farti una piccola domanda. Una domanda semplice semplice: chi ha ucciso il comandante Romero e la sua famiglia, i quattro federales sepolti vivi e gli altri 11000 assassinati in questi tre anni. I narcos? Risposta troppo facile. E’ ovvio che a premere il grilletto sono stati loro…. No, dimmi, chi li ha uccisi davvero? Proverò a dare una risposta io: i narcos esistono soltanto perché dal ricco Occidente c’è la richiesta di cocaina, in qualità sempre più elevate. E’ una legge dell’economia, l’offerta esiste in proporzione alla domanda e in questo caso la domanda è colossale e il denaro ottenuto dai narcos ritorna indietro, nelle mani dei Cartelli, e scatena una guerra atroce e una corruzione senza precedenti.
Vedi, ho una teoria piuttosto sgradevole e temo impopolare: i responsabili di questo che è di fatto un genocidio di un intera Nazione, non sono i narcos e i loro sgherri, noti come “los Zetas”, ma risiedono qui in Occidente. Non mi riferisco a chi lava il denaro sporco nelle banche europee o nordamericane, ma al consumatore. Il ragazzino che pippa coca con gli amici nel cesso di un liceo prima di tornare in classe, l’imprenditore che sniffa durante la piacevole serata tra amici, il muratore che si fa la sua brava sniffatina prima di riprendere il lavoro dopo la pausa pranzo come se si trattasse di un digestivo, il medico che prima di entrare in sala operatoria assume cocaina, il virtuoso politico che pippa la polverina bianca per poter reggere l’assalto erotico di qualche entraineuse di lusso pagata con il denaro del contribuente, l’appartenente alle forze di Polizia che disonora se stesso e la propria Divisa prendendo la coca e i tanti, troppi altri che credono faccia “figo” infilarsi nelle narici la magica polverina. Sono loro i responsabili di quanto sta accadendo ora in Messico, in Colombia ed in tanti altri Paesi che però hanno la sfiga di essere popolati da gente con la pelle un po’ più scura della nostra. Sono coloro per i quali tu provi pena e commozione e ai quali pensi come vittime i principali responsabili di questo orrore. Vedi, un tempo il genocidio si perpetrava con campi di concentramento ed esecuzioni di massa, ora ci siamo modernizzati. Basta andare in discoteca, chiedere al tipo “giusto” e in cambio di cento euro ricevere la magica bustina, fregandosene se quella polvere è costata la vita a tre ragazzine bruciate vive e ad almeno altre 11000 persone. Mi chiedo se possiamo considerare ancora Hitler il peggior genocida della Storia.
Oppure credi davvero che il tossico del 2009 sia ancora una vittima della droga e non un consumatore consapevole?

Fabrizio Gregorutti – Poliziotto 16/08/2009