Stupri, violenza e tanta professionalità


Stupri, violenza e tanta professionalità

Sono giorni di cronache allarmate quelle che si susseguono sulle pagine dei quotidiani; cieca violenza senza scrupoli si sta abbattendo su giovani vite di giovani donne che per sempre ne porteranno i segni: lo stupro è un reato tra i più odiosi e mai davvero pesantemente perseguito.
In questo lavoro dove storie di questo tenore possono facilmente essere vissute da vicino è difficile non pensare a quanto sarebbe bello poter dare seguito alle percezioni di alcuni cittadini che vorrebbero questi individui privati della loro sessualità e violati nella loro integrità fisica. Vive e forti sono le immagini dei cittadini di Guidonia che avrebbero voluto fare a pezzi quel gruppo di violentatori Rumeni e trattarli da veri animali quali, secondo alcuni, non possono che essere.
Non è facile avere per le mani individui di così bassa levatura umana e culturale ed davvero impresa difficile non essere tentati di aderire ai moti della folla considerando come la nostra giustizia è potenzialmente in grado di non trattare certi “cittadini”. Oggi parlano tutti della certezza della pena ma nessuno di chi detiene il potere ha ancora proposto in parlamento il cambio del codice di procedura penale per non consentire, nemmeno per sbaglio, ai giudici di poter essere miti verso certe “persone”.
Quando li guardi in faccia, certi soggetti, non riesci a trattenere i sentimenti di rabbia, di orrore, di schifo, fai di tutto per non pensare a ciò che hanno fatto, a come non hanno considerato il valore di una ragazzina che sta sbocciando, a quello che hanno tolto a quella futura donna in termini di serenità, dignità e possibilità di equilibrata crescita in un mondo pieno di insidie e di enormi difficoltà sociali e culturali. Non puoi pensarci perché sarebbe troppo semplice dare sfogo agli istinti più violenti e primordiali.
Non devi pensare alla sua vittima, ai suoi quindici anni, a quella serata che stava per iniziare in allegria con degli amici e che invece è diventata il peggiore degli incubi. Non devi pensare al suo volto tumefatto dalle percosse, dai graffi e dai lividi lasciati da quella violenza gratuita e cieca, non devi che pensare alla legge, al verbale di arresto, agli atti di rito, alle giuste parole per rappresentare nel miglior modo possibile a un magistrato l’orrore che quell’individuo è stato in grado di compiere. Non devi guardare nemmeno l’uniforme, quell’uniforme sporca, intrisa di sangue, un pò del tuo e un pò di quella bestia, non la devi guardare perché quella cruenza strettamente necessaria per assicurarlo alla giustizia potrebbe anche pesarti: se ci fosse stata tua sorella, tua madre, tua figlia al posto di quella ragazzina avresti mandato all’aria i sogni di una vita; un lavoro difficile ma ancora gratificante….forse gli avresti anche sparato perché certa gente non merita di stare al mondo.
Le ore scorrono via veloce davanti a una tastiera di un computer, il tuoi verbali prendono vita, le parole sgorgano da sole, l’orrore per quello schifo è così forte che vuoi ancora crederci: quello che stai facendo è il massimo della punizione infliggibile!!
Il tuo lavoro, in fondo, è nelle mani di un magistrato che, chissà, magari stavolta cercherà di non appellarsi a quelle facoltà di legge che troppo spesso vanificano le notti insonni e le lunghe ore passate davanti a una tastiera per assicurare alla giustizia bestie di quella portata e non solo…ma che sempre delinquenti sono.
Quella ragazzina forse non la rivedrai mai, non saprai mai che donna diventerà e cosa riuscirà davvero a fare per superare quel trauma, speri solo che il tuo sforzo, la tua determinazione nel prendere il suo aguzzino, nonostante la sua fuga, i tuoi graffi, i tuoi lividi, la tua divisa insanguinata possano in qualche modo restituire a quella futura donna una speranza, una nuova vita.
Jamel, 30 anni, Tunisino è ora rinchiuso nel carcere della Dozza di Bologna in attesa di un giusto processo, rispettato nella sua dignità di individuo; la sua vittima, 15 anni, deturpata nel corpo e nell’anima, violata nella sua dignità di ragazza e futura donna attende e spera di non dover sopportare ulteriori conseguenze da questa vicenda: malattie veneree o gravidanze indesiderate non accadono di rado a seguito di atti di questo tipo.
A questo punto è quindi necessario ringraziare i colleghi intervenuti L.G. e A.Z , Agenti della Squadra Volanti della Questura di Bologna, per essere riusciti con determinazione, alta capacità professionale e rispetto della dignità umana ad assicurare alla giustizia italiana questo ignobile individuo con la speranza che i giudici non vanifichino in nessun modo le lunghe ore di lavoro e di elevato coinvolgimento professionale per non farsi assalire da quei sentimenti di rabbia e violenza che certe vicende non possono che generare. A quei colleghi che hanno operato questo arresto e che mi fregio di conoscere personalmente e a tutti coloro che svolgono con professionalità e rispetto questo lavoro và un enorme Grazie!!

Michele Rinelli – Poliziotto 15/02/2009