Il Rosso del mio SANGUE


Il Rosso del mio SANGUE

Vallanzasca…un “Fiore del Male”…libero alla prima del suo film!

La copertina del Settimanale OGGI del 19.02.1977
– I colleghi Luigi D’Andrea e Renato Barborini trucidati da Renato Vallanzasca –

Volevo fare una approfondita ricerca, sulle imprese sciagurate e assassine di quello che lo sfavillante universo cinematografico sta per incoronare come il nuovo Robin Hood, il bandito galantuomo, il rapinatore affascinante e ammaliante, insomma il pluriomicida e pluriergastolano pluricondannato renato vallanzasca.
Dicevo, volevo fare una approfondita ricerca per elencare la lunghissima serie, quasi infinta, di reati compiuti da questo essere, che faticosamente si può definire umano, ma poi c’è stato qualcosa che mi ha fatto cambiare improvvisamente idea.
Basta parole, siamo o non siamo nell’epoca delle immagini ?
Le immagini del telefonino delle videocamere amatoriali, insomma tutti sempre pronti ad inchiodare lo “sbirro violento” ( e invece frettolosamente a dileguarsi quando a menar le mani è il “bullo” di turno, non si sa mai ci venisse a cercare a casa ! ) e allora perché non adeguarmi ?
Approfitto della foto in cui mi sono imbattuto, una foto di una giornale di più di 30 anni fa.
Nella mia carriera ho purtroppo visto immagini ben peggiori e molto più raccapriccianti, ma faccio una grande fatica a guardare questa foto, lo faccio con il rispetto, il timore e l’amore quasi che fosse una immagine sacra.
Non può non farci rabbrividire, chiedo scusa se ho urtato la sensibilità di qualcuno, ma non è colpa mia se un pazzo scatenato e assassino nel percorrere la strada della propria sciagurata vita non ha fatto altro che seminare morte e dolore, lo stesso pazzo scatenato e assassino che bellamente ha chiesto al Giudice di Sorveglianza di andare alla “prima del suo film” …..del suo film, mi si rivolta lo stomaco e tutte le interiora solo a scriverlo.
Ma si ho ascoltato tutte le voci possibili, “…ha fatto trent’anni di galera oramai ha pagato il suo debito!!”…”..altri come lui sono già fuori…!!” .
Ho riflettuto molto su quanto ho letto di lui, anzi su quanto con molto sacrificio e sforzo sono riuscito a leggere di lui.
Molti non sanno che il pluriergastolano non ha fatto trent’anni di galera perché più volte è evaso, più volte non è tornato dai permessi premio, che non ha esitato a fare le cose più terribili per riuscire a scappare per tornare a quella vita sciagurata e piena di morte che non ha mai rinnegato e di cui non si è mai pentito, nemmeno dopo trent’anni.
Altri come lui sono già fuori, può darsi, perlomeno non fanno film sulla pelle della gente che hanno ammazzato, forse hanno quel rimasuglio di amor proprio che li ha spinti all’oblio e al silenzio, lontano da ciak cinematografici e interviste voltastomaco.
Comprendo benissimo cosa sia il perdono ma non esiste perdono senza pentimento e senza oblio, lo stesso oblio che il nostro ineffabile pluriergastolano assassino ha regalato a molte persone a suon di colpi di pistola, un oblio indesiderato e senza fine.
Nella foto che vedete, ci sono i corpi di due valorosi Uomini della Polizia di Stato, non avranno interviste a Venezia per il prossimo festival del Cinema, così come non avranno il permesso di recarvisi per assistere alla prima proiezione del film scritto e girato in collaborazione con il loro assassino.
Non saranno loro gli attori principali ma dovranno lasciare spazio a colui che senza esitare, li ha privati della vita.
A colui che mai si è pentito e mai ha rinnegato la sua malaugurata e maledetta esistenza.
Non lo ha mai fatto perché non è mai cambiato, niente era prima e niente è adesso, la differenza sta solo che adesso non ha una pistola in mano.
Ecco, a questo mi oppongo con tutte le mie forze, per questo sto qui a scrivere e pensare e soffrire , l’assassino tornerà libero di sparare, non avrà la pistola ma avrà l’ottusità di un mondo in cerca solo di falsi e facili eroi, svogliato e incapace di vedere i tanti Uomini e Donne capaci di sacrificare se stessi in nome di valori assoluti e imprescindibili . Dimenticando la Storia e gli Uomini e Donne che hanno concorso ad essa, con il proprio sacrificio.
Alla prima del film non ci saranno i nostri morti, non ci saranno tutti i morti che il nostro “ladro gentiluomo…” (e poi perchè ladro se è un assassino ?) ci ha regalato nella sua inutile e deleteria esistenza. Non ci saranno non perché un Giudice di Sorveglianza non li autorizzerà ma perché una specie di uomo ha negato loro l’abbraccio di un figlio, il bacio di una moglie la carezza di una madre, aprendo voragini infinite di dolore e disperazione che come nella foto, trent’anni non hanno scalfito.

Paolo Grassi – Poliziotto 01/09/2010