“Signor capo della Polizia me ne vado via…”


“Signor capo della Polizia me ne vado via…”

-Da una notizia del “Corriere del Veneto” –
Dice addio alla divisa dopo 18 anni: sono stanco di vedere liberi i delinquenti che arresto
Lascia la polizia: «Insulti, sputi e calci senza poter reagire»
Assistente capo si dimette e scrive a Manganelli –

“Signor capo della Polizia me ne vado via………..”
probabilmente è con queste parole che un Poliziotto di Padova ha scritto al Prefetto Antonio Manganelli, capo della Polizia, la sua amarezza accumulata in 18 anni di servizio. Un sentimento non certo interessato da denari o da guadagni lauti.
Ognuno di Noi uomo o donna della Polizia sa fin dai primi giorni quanto guadagnerà durante la sua carriera in Polizia. Un sentimento che invece è amaro molto più del fiele per come siamo trattati. Il collega di Padova scrive che in diciotto anni ha ricevuto insulti, sputi e calci senza poter reagire. Che cosa significa?
Significa che in diciotto anni la dignità di un uomo, ma anche di una donna, aggiungo io, è stata perennemente calpestata dal sistema giudiziario che abbiamo in questo paese. Sistema giudiziario che permette a criminali assassini di poter usufruire di permessi premio per sovrintendere alle riprese di un film sulla sua storia da malavitoso. Un sistema giudiziario che permette ad affiliati a cosche malavitose di ritenuto interesse mondiale, di poter uscire al mattino per far rientro – quando non evadono – la sera come si fa con una stanza d’albergo per permettere alla donna delle pulizie di riassettare il letto.
Un sistema giudiziario che prevede la fuga dei rapinatori ma non la legittima difesa da parte di chi è rapinato in casa propria dei suoi averi o per proteggere la sua famiglia, facendo passare dei cittadini che pagano le tasse per “bounty killer” di “Fordiana” memoria.
Un sistema giudiziario insomma che nessuno ha il coraggio di riformare, di cambiare veramente né a destra così come a sinistra dello schieramento politico. La lotta per questa riforma si concentra solo su quei temi lontani dai cittadini e dai Poliziotti che ogni giorno sulla strada devono essere custodi d’inermi cittadini ed insieme a loro spettatori di una criminalità sempre più spavalda.
I criminali in questo paese sono consapevoli che qui tanto “non succede niente”, se vi fate un giro tra le persone oneste che ogni anno vengono in Italia da paesi extracomunitari e non e chiedete cosa ne pensano dell’Italia i loro criminali, rispondono tutti alla stessa maniera: i malavitosi vogliono venire in Italia perché tanto non gli fanno niente.
Pensate che in Romania la legge sia favorevole per un criminale come la nostra? Provate a chiedere a dei tifosi di calcio quale il trattamento che subiscono quando hanno solo intenzione di fare casino durante una partita in Bulgaria? Provate a chiedere perché un Poliziotto della civilissima Svezia può girare da solo in auto mentre da noi per fare degli interventi semplici ne servono almeno quattro se poi, pur usando i “guanti bianchi” vengono addirittura indagati per abusi veramente mai commessi.
Chiedete cittadini, informatevi presso le ambasciate, i media di nazioni europee, chiedetevi perché e con che mezzi in Inghilterra hanno sconfitto la piaga degli “Hooligans”, permettendo così alle famiglie di tornare a vedere le partite di calcio.
Chiedete cosa rischia un malvivente in Olanda – la patria della libertà secondo tanti – che è trovato in possesso di piccole quantità di droga fuori dai locali dove ne è consentito l’uso. Chiedete informatevi e poi avrete la risposta perché vogliono venire tutti qui in Italia.
Lo sfogo del mio collega è legittimo, dettato da un’amarezza che vilipende l’essere umano, psicologicamente lo rende un’ameba, ci si ritrova a casa guardando la moglie ed i figli e ci si sente un fallito, un inetto, ed in molti casi quest’amarezza ci porta a prendere una decisione estrema, decisione che tanti di noi, non sorretti dallo Stato cui abbiamo giurato fedeltà per l’applicazione delle leggi, lascia solo vedove ed orfani.
Questo Stato che come una compagnia di teatranti conduce uno spettacolo di rimbalzi e di responsabilità da circa venti anni, lasciando in mano a criminali, assassini, spacciatori il paese che ha dato i natali a personaggi come Leonardo da Vinci, Michelangelo, Guglielmo Marconi, personaggi che tutto il mondo ci invidia ma che non conosco certo il mio collega di Padova che oggi ha deciso di andarsene dalla Polizia.
A voi cittadini onesti, chiedo pregandovi di non lasciarci soli a noi Poliziotti, perché il collega è stato lasciato solo. E come un innamorato tradito, tradito dalla Giustizia, il suo grande amore, mestamente se ne va.

Salvatore Rugiada – Poliziotto 23/04/2010