Squallore, Dolore, Sovraesposizione….e un Angelo Biondo


Squallore, Dolore, Sovraesposizione….e un Angelo Biondo

Sarah Scazzi un angelo biondo figlia di tutti o…(?)

Ti fermi a guardare quello schermo, incredulo, pensando che a te non potrebbe mai succedere. Morte, ipocrisia e sangue si susseguono ogni giorno in sequenze di immagini che credi facciano parte di realtà a te affini ma distanti anche se forse sai benissimo che, come recita una canzone, “gli altri siamo noi”.
I protagonisti sono spesso piccoli angeli, indifesi, appena giunti alle porte della vita che nella loro ingenuità mai si aspetterebbero di poter essere oggetto di bieche e vili crudeltà.
Questi angeli hanno molti nomi, un elenco sarebbe solo un freddo necrologio ma da quello schermo non ho ancora capito se, in fondo, diventano figli di tutti o incarnano semplicemente reali drammi che spesso superano persino le fantasie dei “peggiori” scrittori di romanzi drammatici.
Quelle sequenze di vita e di morte diventano come un morbo di cui ogni giorno, sin dalle prime luci dell’alba, ciascuno di noi si vuole nutrire per soddisfare, cosa, non lo ammetteremo mai.
L’audience parla chiaro, le “Porte&Porte” i “Matrix” e i “Quarti Gradi” raggiungono ascolti inimmaginabili sintomo che la TV dell’orrore e del dolore (percepito per vero) piace, appassiona, indigna e ci unisce.
Uniti nel dolore altrui, nel dramma familiare della porta accanto, nello squallore che si nasconde nelle mura domestiche, quasi un controsenso; una società come la nostra dovrebbe essere sempre unita e compatta sempre e non solo nel dolore, non solo nello squallore non solo quando piccole anime innocenti diventano le cloache delle più squallide perversioni o egoismi umani.
Alzi la mano chi di noi in questi ultimi giorni, alzandosi la mattina, non ha di proposito cercato notizie sulla storia della piccola Sarah ?
Quanti di noi conoscono solo oggi dove si trovi Avetrana ?
Perché cercare così morbosamente, occasionalmente e mediaticamente la condivisione del dolore e dell’orrore invece di essere solidali e uniti contro certi squallori ogni giorno ?
Quante volte ci siamo girati dall’altra parte, pur sapendo, pur vedendo, quando invece il nostro sapere e vedere avrebbe potuto evitare seri drammi se dichiarato o segnalato a tempo debito ?
Credo che ciascuno di noi a questa domanda possa dare la sua intima ed egoistica risposta avendo la piena consapevolezza che, in fondo, è più comodo e soddisfacente godere delle cronache di uno squallore reale e già consumato, come fosse la trama di un film, che adoperarsi seriamente interpellando preventivamente le istituzioni preposte prima che accada il peggio.
Un peggio, quel peggio, che sembra non avere fine, dolore, morte, perversione o forse semplicemente egoismi e malati egocentrismi che non hanno trovato un equilibrio e che hanno poi portato alle atrocità che da giorni ci costringiamo, quasi con morbosa soddisfazione, a valutare attraverso gli organi di informazione.
Che sia un modo per esorcizzare certi eventi o per dirci “ a me non capiterà mai” ?
Povero angelo, Sarah, che fiore , che bellezza in erba, chi di noi non ha pensato a quanta freschezza emanava e quanto terribile è stato il destino che ha subito …. ma se ne parla ancora di lei ?
In tutto questo delirio non si parla forse troppo solo dell’atrocità dei gesti ? Della cattiveria ? Delle Perversioni ? Non dovremmo forse parlare di più di quel visino e dei suoi sogni spezzati, di quella vita che avrebbe voluto lontano dalla piccolissima provincia pugliese?
Non si sta parlando forse troppo dell’umana perfidia….perfidi, squallidi …e famosi….così come voleva essere Sabrina Misseri protagonista di un presenzialismo squallido di cui, personalmente, avrei preferito non essere “vittima mediatica” già da tempi non sospetti.
Quando “finirà” tutto credo sarà necessario svegliarsi da questo morbo, guardare in faccia noi tutti, a cosa ci siamo costretti pur di entrare nel turbine del “vedere e sapere e a tutti i costi”.
Sarà imperativo valutare quanto e a chi questa sovraesposizione mediatica abbia giovato…perché siamo arrivati persino al punto di “gustarci” in diretta la comunicazione ufficiale del ritrovamento del cadavere di Sarah… tutto questo nel nome dello share e degli ascolti….che squallore!
Riflettere perché la sovraesposizione mediatica non aiuta MAI gli inquirenti i quali sono oggetto di pressioni istituzionali fortissime, perché il cittadino, che vede le luci dei riflettori che illuminano le scene (dei TG), vuole delle risposte rapide, veloci, certe, così come accade nei film (ma un film non è) innescando un meccanismo fatto di rapidi colpi di scena che non sempre portano all’ assoluta verità….perchè un indagine, vera, non è una fiction!
Per questo dopo tutta questa baraonda è necessario che l’Italia si fermi e rifletta perché tanto squallore, tanta sovraesposizione, tanto dolore non possono e non devono essere esibite, utilizzate, cannibalizzate per soddisfare la nostra curiosità o esorcizzare le nostre paure forse godendo, inconsciamente, di quanto gli altri possano essere peggio di noi….ma siamo sicuri che anche noi, a modo nostro, così morbosamente attaccati alla cronaca dell’orrore, non siamo altrettanto squallidi ?
Un pensiero a te angelo biondo, perdona i tuoi carnefici e proteggi coloro che come te subiscono quotidianamente i soprusi, l’egoismo e la perversione.
Ciao Sarah

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Michele Rinelli – Poliziotto 20/10/2010