Una persona di “Pace”…


Una persona di “Pace”…

– Arrestato Giovanni Tegano…“Poverino”! –

Una persona di “Pace”, così viene difeso Giovanni Tegano, da una donna, all’uscita della Questura di Reggio Calabria mentre viene tradotto in carcere dagli agenti della Squadra Mobile del capoluogo reggino.
Giovanni Tegano, pluriomicida, condannato sin dal 1993 per associazione mafiosa, ricercato a livello internazionale come uno dei 30 latitanti più pericolosi in circolazione….un vero e proprio pacifista, non c’è nulla da dire!?!?
L’ennesimo successo della nostra amatissima e bistrattata Polizia di Stato che ancora una volta si dimostra efficiente e “spietata” contro questi “uomini” di altissima levatura criminale; un durissimo colpo che fa proseguire quella campagna “politica” di cui questo governo si vede protagonista: la lotta a tutte le mafie.
Una ferma volontà di redenzione (??) che ha sempre di più il sapore di una beffa, un modo per farsi vedere puliti e lontani da quelle logiche, ormai chiaramente conclamate, che vedono politica e mafia due mondi affini e distanti allo stesso tempo ma che con questi arresti eccellenti vuole fare in modo di far intendere alla gente che, la politica, se fosse davvero mafiosa, non arresterebbe mai certi personaggi di spicco come Tegano: sarà vero ?
Per i poliziotti l’unica verità, aldilà delle polemiche o delle reali strumentalizzazioni politiche, che non mancano mai, è che c’è del marcio in meno in circolazione e tanta soddisfazione in più da condividere nei corridoi della questura.
Fatica e sudore costate notti insonni, moglie e figli “dimenticati” a casa, compleanni, natali, cresime, feste a cui non si è potuto partecipare, tante ore di sonno in meno che nessuno restituirà più e, forse, anche qualche ora di straordinario che non verrà mai liquidata….ma pazienza: Tegano è in carcere!!!!
A margine di questa vicenda, però, qualche noiosa riflessione, forse, è necessario farla perché credo sia indicativo rilevare il “coraggio” di chi liberamente, perché in democrazia, ha senza vergogna gridato sostegno a un individuo di tale caratura criminale.
Non si può semplicemente chiedere alla parte buona di Reggio Calabria di far sentire la propria voce e limitarsi solo a quello, così come richiesto dal Procuratore Capo Dott. Pignatone; bisogna pensare perché quelle persone, si parla di centinaia di supporter, senza alcun ritegno, si siano sentiti legittimati a sostenerlo.
Perché se da un lato la volontà di redenzione(??) di chi politicamente sta al governo spinge per mettere in gabbia gente come questa, dall’altro perché non investire altrettanto impegno socio culturale nel fare in modo che quelle 500 persone – come evidenziato da un sommario conteggio – diventino giusto qualche decina o anche meno ?
Come si può assestare vero e duro colpo alle mafie quando, è evidente, vi è un importante cultura alla base della società mafiosa stessa che rende assolutamente vano qualsiasi tipo di arresto eccellente ?
Se non si rende agli occhi della società deprecabile il modus vivendi mafioso un arresto eccellente diventa solo un occasione per far emergere qualcun’ altro all’interno delle associazioni mafiose stesse: domani avremo un Boss in più da ricercare!
Non è con il palesarsi di certe dicotomie sociali che si può pretendere una rinascita, certe manifestazioni generano solo sterili polemiche; non è con la sola volontà di arrestarli tutti che si potrà cambiare il corso della storia e non è nemmeno con un maggior investimento sui settori delle forze dell’ordine che si occupano di criminalità organizzata che miglioreremo questa società malata.
Ci vuole cultura, ci vogliono strumenti di contrasto che passino da esempi, collanti sociali che utilizzino legalità e cultura come vero motore di sviluppo umano e culturale….esempi che servono tanto al Nord Italia quanto al Sud…in barba a certe politiche scissioniste.
Le spinte federaliste, che spesso hanno un sapore secessionista, ci vogliono far credere a un maggior efficienza degli apparati statali, io credo invece che sta proprio nell’unione dell’unità nazionale e della sane componenti sociali che l’Italia tutta può e deve rinascere.
Non è però con l’incoerenza di uno Stato come questo che possiamo pretendere un cambiamento ne che la gente capisca.
Perché se oggi festeggiamo un “Tegano” arrestato, tessendo le lodi di chi vuole perseguire i reati, domani dovremmo fare i conti con l’incoerenza di chi vuole scontare le pene di qualche anno, per svuotare le carceri, o di chi libera i pluriergastolani, come Vallanzasca perché, poverino, non potrà mica stare tutta la vita in carcere!!!???!!!
La Mafia?? La Delinquenza ?? Non è un problema di giustizia ne di ordine pubblico e neanche di insicurezza… ma, evidentemente, solo di cultura….malata!

Michele Rinelli – Poliziotto 28/04/2010