…di tutto un po’…


…di tutto un po’…

Milano, Roma,Ferrara ..perchè gestire le storture della società…non è sempre facile!

Di quante cose sarebbe possibile parlare oggi ?
Ne ho lette tante, così tante in sequenza che la testa bolle: bolle di idee, bolle di parole, bolle di fatti….fatti di un Italia che in 150 anni poco ha fatto e molta strada ancora deve fare prima di diventare nazione moderna, matura e democraticamente avanzata.
Perché non è solo una questione politica (o della politica che forse ci ha anche un pò stufato) è una questione sociale, umana e culturale, sempre a cavallo tra il lecito e l’illecito, tra il gossip mediatico e lo sciacallaggio giornalistico giudiziario, un paese caotico il nostro che si scontra continuamente più con questioni morali che con quelle normative.
Nel paese delle mille leggi è stato appena concepito il testo unico contro le mafie, celebrato in mille salse diverse dal ministro Angelino Alfano, un risultato epocale, dicono loro, peccato che quel tomo non risolverà il problema mafia…del resto li paghiamo per qualcosa questi governanti no ?
Che paese il nostro, dalle mafie (mai sconfitte) ai nuovi “Poliziotti di Roma Capitale”, il sindaco Alemanno annuncia e presenta in pompa magna le nuove livree (o forse sarebbe meglio dire la nuova denominazione) del copro di polizia municipale di Roma.
Con orgoglio annuncia: “I cittadini non percepiscono ancora i nuovi poteri conferiti alla polizia municipale di Roma che si sommano a quelli abituali. Faremo uno sforzo per compiere quel salto di livello: i vigili non saranno più visti come i pizzardoni ma come un vero e proprio corpo di polizia municipale” .
I cittadini non percepiscono alcun cambiamento perché nulla è cambiato, i Poliziotti di Roma Capitale rimangono sempre i Vigili Urbani che erano prima di questa rivoluzionaria denominazione, non mi risulta infatti che nulla sia cambiato nell’assetto della gestione della pubblica sicurezza ex 121/1981 e 65/1986 le due leggi cardine del sistema.
E’ un pò come il testo unico sulle mafie: “Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia” così come non cambia la demagogia di certi amministratori locali che sulle spalle di lavoratori comunali, senza tutele e adeguate risorse, basano i loro proclami elettorali degni di un podestà.
Di morale in moralità, di capacità in tragicità la cronaca ogni giorno è un disastro perché celebra in un turbinio costante di inchiostro il continuo degrado sociale che da sempre ci attanaglia.
Perché se le regole sono scritte e le norme vanno rispettate la morale, spesso, è un concetto personale che passa dal proprio sentire e dal proprio agire.
La “Nera” di Milano ci “regala” attimi di pura follia in uno degli spazi più difficili e discussi del suo tessuto urbano: Quarto Oggiaro.
E’ infatti nella notte scorsa che accade il moralmente inaccettabile: 4 ragazzini di etnia Rom, tutti minorenni, lanciati a folle velocità a bordo di una BMW rubata, balzano su una vettura uccidendo un giovane di 28 anni, milanese, che stava rientrando a casa.
I giovani pirati avevano appena tentato un furto all’interno di una tabaccheria e tallonati a folle velocità da una volante della Polizia hanno ucciso un inerte cittadino la cui unica colpa è stata quella di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato.
Quante volte li abbiamo inseguiti questi balordi, spinti da quell’istinto irrefrenabile da “Guardia e Ladri”, lanciati a tutta velocità a costo della nostra stessa vita per tutelare il diritto di chi aveva appena subito un furto di potersi rivalere a norma di legge contro chi aveva danneggiato il frutto di un lavoro onesto ?
Quante curve, frenate, gomme fumanti, frizioni e freni finiti pur di assicurare alla giustizia chi, anche per cultura, difficilmente aderisce al patto sociale e al rispetto delle regole ?
Quante volte però sarebbe necessario fermarsi e chiedersi se ne vale la pena; in fondo quei quattro balordi in erba comunque non avrebbero mai pagato chissà quali pene detentive per un tentato furto, per quanto aggravato e una ricettazione perché a bordo di un veicolo rubato.
Forse, a seguito di fatti come questo, dovremmo chiederci se davvero “il gioco vale la candela”, se davvero ogni volta che scoviamo un reato sia giusto arrivare sempre all’obbiettivo professionale a tutti i costi….ma essere poliziotto è spesso una questione di passione, di ardore di vero convincimento: io sono lo sbirro, quello è il ladro…è davvero giusto chiederci di lasciarli andare ?
Forse è per questo, ed in quest’ottica, che progressivamente stanno abbassando le potenze delle nostre volanti…
Turbini e turbinii, morale e etica, opportunità e inopportunità…dolore e morte: la corte di appello di Bologna ha confermato le sentenze dei quattro colleghi responsabili della morte per eccesso colposo di Federico Aldrovandi.
Una sentenza che in molti ci aspettavamo, un procuratore generale che negli stralci della sua requisitoria più che un PG sembrava una madre che tutelava un suo figlio forse perché Federico è stato il figlio di molti.
E’ stato il figlio dei mass media che in quella brutta vicenda sono riusciti a rinverdire concetti tanto cari a una certa corrente politica.
E’ stato il figlio della politica che sin da subito, a torto o a ragione, si è immediatamente interessata al caso traghettando la vicenda sempre più fuori dall’aula di un tribunale e sempre più nelle piazze, nei comizi, in quei luoghi dove si fa solo opinione e non certo giustizia.
E’ stato il figlio della signora Patrizia, una donna tenace, caparbia, dura, durissima con chi secondo la giustizia ormai si è macchiato di un grave delitto.
E’ il figlio del Ministero degli Interni che per la sua morte ha riconosciuto alla famiglia un risarcimento di 1 milione di Euro a patto di chiudere il prima possibile la questione.
Non esisterà mai, secondo me, alcuna cifra che potrà mai davvero colmare il vuoto che lascia un figlio, il dolore che quella grave mancanza provoca, non sono quei soldi a rendere la vicenda giusta…ma così è andata e di formulare una morale, probabilmente, non è compito mio.
….come sempre di tutto un po’…perché il lavoro del poliziotto gestisce sempre, in ogni parte d’Italia e del mondo le storture della società e…è evidente non sempre è facile.

Commenta nel forum QUI

Michele Rinelli – Poliziotto – 10.06.2011