Non sono clandestini, sono semplicemente i nuovi italiani


Non sono clandestini, sono semplicemente i nuovi italiani

– Immigrati, l’ennesima occasione persa! –

Li chiamano nuovi Italiani, sono immigrati o figli degli stessi di seconda generazione che a pieno titolo sono motore traente della società odierna.
Mi capita spesso di incontrarne nel mio lavoro, certo non tutti sono nuovi italiani degni di tale nome ma è chiaro che questa generazione di individui costituisce in tutto e per tutto il futuro della penisola.
Sono sud africani, arabi, asiatici, cingalesi, sud americani, est europei, in un miscuglio di culture, razze e colori che se ben sfruttate possono costituire un opportunità importante per tutti i “Vecchi Italiani”.
Già, perché se non fosse per loro gli Italiani sarebbero ancora un popolo di vecchi, se non fosse per loro molte delle pensioni d’oro che alcuni italiani percepiscono non potrebbero essere pagate, se non fosse per loro, i nuovi italiani, avrebbero tanta e importante manovalanza in meno.
Vi è un problema cronico in questa povera Italia; le occasioni buone troppe spesso non si colgono e se proviamo a coglierle spesso i risultati sono disastrosi.
Siamo un popolo vecchio di mentalità e troppo perbenista, troppo poco incline ad essere davvero pragmatico e l’ordinarietà la trattiamo come ciclica emergenza in base a come si comportano i signori della comunicazione di massa.
Si passa dall’emergenza stupri a quella rifiuti come se rifiuti e stupri fossero fenomeni nuovi mai affrontati in precedenza, un concetto quello dell’emergenza all’Italiana grottesco e assolutamente assurdo.
Di emergenze reali, in verità, questo paese nella sua storia ne ha avute poche o forse mi viene da considerarne poche, visto che qualsiasi cosa è un emergenza.
I nuovi italiani, o quelli che diventeranno tali, stanno sbarcando in massa a Lampedusa innescando un meccanismo perverso dove sembra che nessuno sappia davvero cosa fare.
Le vediamo le immagini, spesso anche troppo critiche, di alcune testate giornalistiche, che dipingono dei veri e propri lager in un degrado così vario e variegato che definirla emergenza vera è un dato di fatto incontrovertibile.
Quei nuovi Italiani sono un ‘occasione, un’opportunità, quanti di loro verranno qui con l’intento di rispettare le nostre leggi ?
Quanti di rispettare la nostra cultura ?
Quanti di non delinquere andando ad arricchire il tessuto umano e culturale del nostro paese ?
In quella folla di nuovi Italiani ci sono tante occasioni che, la storia ci insegna, non riusciremo a prendere.
Non le prenderemo perché non saremo in grado di annichilire le mele marce, di rispedire al mittente definitivamente i delinquenti, di far passar loro la voglia di venire ad imporre con la violenza alcune loro mentalità anche in relazione al rispetto dell’essere donna, ad esempio.
Ci faremo sorpassare culturalmente perché non in grado di preservare le nostre tradizioni favoriti a loro volta da uno Stato che fa leggi inefficaci e inattuabili.
Aspettiamoci quindi dalla parte cattiva dei nuovi Italiani la recrudescenza di alcuni reati legati allo spaccio di droga ma anche in relazione ai reati predatori: se entrano sul suolo Italiano questi “Italiani” dovranno pur mangiare….e sappiamo bene come gira il mondo del lavoro di questi tempi.
A Lampedusa l’isola scoppia e i Lampedusani protestano sapendo già che la prossima stagione balneare è compromessa.
Danni ne faranno tanti questi nuovi italiani, non tutti, per carità, più di qualcuno ci farà certamente diventare un paese migliore ma non è in quei pochi o tanti di loro che non ho fiducia, non ho fiducia in questa classe politica che farà di tutto per fare in modo che questi disperati rimangano tali e non una risorsa da sfruttare in maniera sana.
Ci sarà molto da fare nei prossimi 5 anni, questa onda umana spalmata su tutto il territorio nazionale occuperà moltissime risorse del “Sistema Sicurezza” sul territorio ma sarà ancora un’occasione persa per cambiare le cose, per far capire a chi arriva che l’Italia non è un osso da spolpare ma una nazione che se rispettata può offrire ancora oneste possibilità.
Senza risorse, mezzi, uomini, leggi e sentenze certe, carceri adeguatamente capienti e serietà le occasioni si perdono perché è troppo comodo, ogni volta, invocare alla calamità…senza mai risolvere onestamente e pragmaticamente nulla….ma di onesto e pragmatico in questa Italia cos’ è rimasto ?

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Michele Rinelli – Poliziotto – 24.03.2011