Perche siamo liberi….LIBERI DI ESSERLO!


Perche siamo liberi….LIBERI DI ESSERLO!

Non è giusto distrarre proprie risorse economiche per sopperire alle mancanze dello Stato ma…
nessuna critica deve esserci …se si tratta di dignità!

Non so cosa abbia pensato l’amico e collega Salvatore Baiocchi il giorno che ha scelto lo slogan di questo spazio internet di cui quest’anno ci accingiamo a celebrare a Perugia i 10 anni dalla nascita però in questo slogan sono racchiusi centinaia di piccoli grandi significati quotidiani.
Liberi di esserlo in fondo sembra un concetto quasi scontato nella società moderna che si vende molto spesso per anticonformista ma che in realtà è sempre più spesso allineata e coperta, per dirla in gergo militare, su moltissime questioni umane, culturali, sociali ed economiche anche se, non possiamo negarlo, tante libertà grazie al cielo anche noi poliziotti siamo riusciti ad ottenerle… -grazie ai sindacati-
Il mestiere del Poliziotto, specie in Italia, è una filosofia, un modo di crescere, maturare e concepire un lavoro che vede pochissimi spazi di vera professionalità organizzata e acquisita dalle strutture deputate ma che troppo spesso sono profuse per la maggioranza, dall’abnegazione del singolo che quasi sempre colma gli enormi vuoti a cui questo nostro sgangherato Paese ci ha abituato.
Interviene quindi la storia del corpo, gli esempi degli uomini che ci hanno preceduto, l’alto senso di responsabilità che l’essere stati militari ancora ci consentono di attingere dalla fonte di quel “Senso del Dovere” che tutto ci fa affrontare senza pensare a quante cose dovute ci mancano.
L’Italiano è un popolo di gente che si arrangia, che sopporta storture inimmaginabili oltralpe, figlio di una cultura sociale e culturale che da sempre sopperisce alle mancanze di chi detiene il POTERE…quello che oggi chiamiamo democratico!
E se l’Italiano è figlio di questa filosofia del “Tiriamo a campare” anche la Polizia di Stato e tutti i corpi armati della Repubblica non possono che essere degni portatori di questo modus vivendi perché, al contrario di quello che ci vogliono far credere, le forze armate dello stato non sono altro che lo specchio della società in cui esse si muovono.
Ed è quindi nel “Liberi di Esserlo” che probabilmente si racchiude non solo la vera essenza del progetto di comunicazione alternativa che da 10 anni è “Poliziotti.it” nel panorama del web ma è soprattutto la libertà di ciascun Poliziotto di interpretare questo mestiere che rende unico, speciale e, se vogliamo, ancora al passo coi tempi, la capacità di questa nostra istituzione di mettere a segno colpi mortali alle piccole grandi organizzazioni criminali che imperversano lungo tutto lo stivale.
Ed è per questa enorme capacità che siamo ancora qui, nonostante tutto, nonostante il chiaro intento di talune componenti dello stato democratico di disarticolarci e rendere quello che per me è un aggettivo “STATO” una vergogna, un fardello da cancellare per sempre.
Ed è così che tra i mille “filosofi” che interpretano questo lavoro nei più disparati modi non posso che sostenere chi, ancora, nonostante tutto, mette mano al suo portafogli per dare lustro, professionalità, competenza, dignità e senso di fiducia alla nostra uniforme.
Solo grazie a loro che abbracciano quotidianamente le mille difficoltà di una risma di carta che manca, un neon bruciato, una gomma forata, un lampadina della volante fulminata mettendo proprie risorse economiche che siamo ancora qui a parlare, con orgoglio, della Polizia di Stato.
Certo non sono eroi per questo, certo nessuno dirà loro davvero grazie, chiaramente non è con questi gesti di serietà e abnegazione o ciò che rappresentano che si guadagneranno qualche punto in più sul foglio matricolare o in paradiso ma certamente se ciascuno di noi, singolarmente, non pretende dignità per se stesso e per la sua uniforme mai potrà a mio avviso dar solo la colpa a chi colpevolmente non dispone gli adeguati stanziamenti economici per fare al meglio il nostro lavoro.
Un accessorio salvavita, una scarpa comoda che non rovini i piedi, ma anche una lampadina funzionante al posto giusto non solo ci garantiscono più sicurezza per NOI operatori ma ci rendono più degni di un mestiere per cui persone hanno dato la vita con la speranza di dare un contributo a una società che ancora deve sperare di migliorare…anche grazie alle Forze di Polizia.
Nessuna condanna, certamente, per chi non sente questo desiderio e che vive questo mestiere come un semplice impiegato dello stato, a loro però chiedo rispetto per chi, pur sbagliando a metterci del proprio, persegue con anima e corpo il miglioramento umano e professionale che questa uniforme deve poterci garantire anche a costo di rimetterci denari sottratti al proprio stipendio.
Perché un uniforme bisognerebbe sentirsela cucita addosso e non essere solo un “camice da lavoro”!
….comunque siamo Liberi…come Poliziotti.it – Liberi di Esserlo!

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Michele Rinelli – Poliziotto – 04.03.2011