Professione e Protezione… Civile(???)


Professione e Protezione… Civile(???)

Yara non c’è più… tra la giungla di inutili interviste chiediamoci il perché!

Volevamo non saperlo ma alla realtà bisogna sempre adeguarsi, si è cercato di negarlo attaccandosi a ogni flebile speranza, si è lavorato nel bene e nel male per far tornare a casa viva quella piccola creatura indifesa di nome Yara…. ma non ci siamo riusciti!
Parlo al plurale perché concorrere a quelle indagini è stata una delle questioni più spinose della recente cronaca dopo l’abbaglio preso dai Carabinieri con la scarcerazione, per estraneità ai fatti, di Mohammed Fikri, un fallimento diventato presto sconfitta.
Una sconfitta che è diventata disfatta l’altro giorno quando il tam tam mediatico ci ha messo di fronte a quella realtà che in molti per carità cristiana, amore della vita, rispetto di una famiglia che soffre, non ha mai voluto accettare per davvero: Yara era li in un campo, a 10 Km da casa, cadavere, nel totale dispregio della giovane vita che ella rappresenta.
Nel momento del dolore, nel rispetto del dolore stesso che una vita spezzata merita e genera si insinuano le polemiche, le mancanze: tutto è buono, tutto fa “odiens”… pur di criticare qualsiasi cosa…perchè l’importante è parlarne.
Yara è morta ma non basta, Yara doveva essere morta perché le indagini si stavano facendo per una persona viva e non per la ricerca di un cadavere….come se gli inquirenti avessero dovuto, per un malinteso senso di onestà, considerarla solo cadavere e non prigioniera.
Un assurdo questo che ha tutta l’aria del pretesto perché, purtoppo, è stata rinvenuta di sabato e fino a lunedì, giorno dell’autopsia, non si può raccontare nulla….perchè “The Show Must Go On” e il circo mediatico e lo sciacallaggio giornalistico non può fermarsi.
Siamo arrivati al punto che il legittimo silenzio stampa dovuto e voluto dalla famiglia venga considerato un regalo agli aguzzini, come se il lavoro delle forze dell’ordine sia solo il frutto della pressione dei media.
Polemica e polemiche, accuse e farneticazioni, indiscrezioni e dichiarazioni tutti possono farle e tutti si sentono legittimati a farne perché, secondo questi guru del giornalismo moderno qualsiasi cosa va messa in piazza.
E allora ti tocca assistere alla visioni più disparate di “divise” ergersi a esperti.
Tra mille lustrini e patacche adesive su uniformi sgargianti ecco i “Protagonisti” elevare il loro pensiero e la loro “professione” davanti ai microfoni come se il “lavoro” del volontariato di protezione civile sia garanzia di vera competenza dell’analisi criminale.
Purtroppo quando non c’è nulla da dire, perché nulla si può dire se non dopo un attenta analisi vera e concreta da parte degli esperti, i signori dell’informazione giornalistica non possono fare altro che dare fiato a chi nulla sa e nulla può sapere a discredito troppe volte di chi deve fare con calma e senza commettere errori un lavoro serio e delicato perché, l’abbiamo visto con il ragazzo marocchino di cui sopra, è facile sbagliare quando tutti vogliono risposte e soluzioni rapide e infallibili.
Yara è morta e sembra che nessuno l’abbia cercata…perché l’abbiamo cercata viva: che assurdo!
Yara è morta e tutti siamo qui a chiederci come davvero sia successo … ma non vogliamo aspettare serenamente che chi ha davvero la competenza per dircelo abbia il tempo tecnico per spiegarcelo.
Yara è stata rinvenuta cadavere in avanzato stato di decomposizione in una zona ampiamente battuta dai volontari della protezione civile ma….oltre al pennacchio in testa questi volontari chi sono?
Che addestramento hanno avuto per fare le battute di ricerca ?
Ogni quanto si addestrano per essere efficienti come si mostrano nei video ?
E’ facile risultare efficienti, capaci, sempre “sul pezzo” quando si tratta solo di mostrare un uniforme o un mezzo nuovissimo con una scritta che richiama alla “Protezione Civile”, troppa facciata e troppo poca sostanza se i futuri accertamenti dimostreranno che Yara poteva essere trovata da quegli stessi volontari che ora strabuzzano gli occhi e si chiedono “com’è possibile?” .
Si rifletta sul mostro di argilla che si muove attorno a questi eventi, che si rifletta su quale debba essere il vero sistema per far funzionare queste importantissime strutture, si investa nella formazione dei componenti di questi apparati di soccorso e ricerca perché è inaccettabile che la loro inconsapevole incompetenza e la voglia di taluni di loro di protagonismo si rifletta in negativo sul lavoro delle forze dell’ordine.
Se di incompetenza si è trattato se ne prenda atto, gli errori non devono essere solo condannati e criticati ma si deve fare in modo che non si ripetano.
Troppe uniformi, troppo clamore, troppo caos e presenzialismo di talune “Civili Istituzioni” non giovano al sistema anzi, se dimostreranno che Yara non è stata trovata nonostante il dispiegamento di forze credo sia necessario riflettere quanto il nostro fiore all’occhiello, “La Protezione Civile”, necessiti di più attenzione, formazione e investimenti….quelli che nella medesima situazione forse spetterebbero anche di più e in via prioritaria agli apparati delle forze dell’ordine.

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Michele Rinelli – Poliziotto – 28.02.2011