Quando l’OP è GUERRA!


Quando l’OP è GUERRA!

NO-TAV, i pacifici manifestanti non sono poi così pacifici….

Se c’è una prerogativa nella quale la Polizia di Stato è chiamata ad eccellere e a prevalere sulle altre forze di polizia quella prerogativa si chiama genericamente Ordine Pubblico.
L’OP, come in maniera abbreviata lo definiamo.
Quando si dice “vado in OP” molto spesso sai a che ora inizia il servizio ma non sai quando esso avrà fine.
Se l’OP è della sagra del paese quasi certamente finirai dopo le canoniche sei ore di servizio se invece ti capita il “Derby Caldo”…ecco che la questione potrebbe allungarsi.
Ciò che in questi giorni si racconta nelle cronache è ciò che noi volgarmente chiamiamo “OP”, il servizio che si sta svolgendo in Val di Susa, in particolare a Chiomonte, è un servizio di Ordine Pubblico anche se le immagini che passano sembrano essere più aderenti a quelle di una vera e propria guerra e non di una legittima manifestazione di protesta.
Quando la piazza è calda, e non solo per la calura estiva del periodo, i mezzi di comunicazione di massa sono ancora più roventi sempre pronti a cogliere le mille sfumature degli eventi in corso che purtroppo hanno spesso un taglio molto critico e distruttivo nei confronti degli appartenenti alle forze dell’ordine.
Ed in queste ore dove i bilanci dei feriti sembrano essere più simili a quelli di un disastro ferroviario che a quelli di una pacifica manifestazione di protesta prego solo nostro Signore Iddio e i nostri funzionari che facciano di tutto affinché non abbiano a ripetersi i tragici fatti del G8 di Genova 2001 di cui abbiamo ancora tutti non solo il vivo ricordo ma anche il pesantissimo spettro che aleggia.
La carica disumana che si sta consumando in quella valle di montagna, che per definizione dovrebbe essere tranquilla, ci sta facendo assistere a scene già viste, a film già ampiamente proiettati, a comportamenti, gesti e situazioni che potrebbero farci ricadere nuovamente nel turbine del disastro: perché se si regalasse un martire alla causa della TAV non solo sarebbe una sconfitta ma una vera e propria ed ennesima tragedia per il nostro scalcagnato paese…e per la nostra amata Polizia.
La situazione incandescente sul fronte dei “NO TAV” è una bomba che per essere disinnescata potrebbe richiedere ancora diversi giorni e ancora altri ed inutili feriti da una parte e dall’altra.
Certamente è difficile contenere la disumanità “In Guerra”, le cronache si sprecano nel descrivere manifestanti ripetutamente colpiti dagli agenti anche se inermi al suolo, non ci risparmiano certo dei lacrimogeni sparati ad altezza uomo, come non ci scontano, ma forse con meno enfasi, delle sassate, delle biglie metalliche, dei caschi e degli scudi che i pacifici manifestanti si sono portati al seguito non certo per manifestare ma per combattere.
Deprecabile la guerra come deprecabili sono gli eccessi come quelli di alcuni colleghi che, secondo alcune cronache, avrebbero urinato da un cavalcavia all’indirizzo di alcuni manifestanti.
Atteggiamenti questi assolutamente vergognosi che sviliscono il lavoro di chi cerca, nonostante tutto, di svolgere il suo servizio in maniera cosciente e dignitosa del ruolo e della funzione che ricopre; gesti così distanti dagli ideali che dovrebbero motivarci che meriterebbero seria riflessione, e forse anche “applicazione della disciplina”, da parte dei vertici che certo, ora come ora, in piena battaglia, mai si sognerebbero di applicare.
I forum, i blog, le rotonde televisive sembrano spendere inutilmente energie per chiederci ” Chi ha ragione ? ” ma in battaglia, perché di battaglia si tratta, è difficile dirlo perchè vittime e carnefice sono spesso continui protagonisti dello scambio dei ruoli.
Senza senso è quindi soffermarci su chi ha ragione, meglio sarebbe, dopo, fermarsi nuovamente e chiederci come evitare certi eccessi, certe intemperanze, certi accostamenti che più a poliziotti sembrano riferiti ad animali.
Ai benpensanti che credono che tra quelle migliaia di uomini delle forze dell’ordine ci siano solo assettati e violenti sanguinari dico che, purtroppo, in tutte le professioni esistono i NON professionisti e che certamente i poliziotti non sono immuni da questa problematica.
A quelli che invece propendono a dare ragione a una parte rispetto all’altra voglio ricordare, purtroppo, che siamo tutti vittime del sistema, che su quei campi di battaglia si giocano molto spesso future egemonie politiche e che un certo potere sfrutta entrambi i blocchi solo per proprio tornaconto personale….pertanto il mio consiglio è di guardare quelle immagini pensando a quanto sia triste essere, da ambo le parti, più o meno consapevoli burattini di un gioco per cui, alla fine, nessuna di quelle marionette guadagnerà mai qualcosa….se non qualche giorno di prognosi ospedaliera.
….e intanto pregate che non ci scappi un altro morto.

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Michele Rinelli – Poliziotto – 05.07.2011