Tra la legalità e le barbarie c’è sempre troppa violenza!


Tra la legalità e le barbarie c’è sempre troppa violenza!

Tra un intervento di polizia e un altro gli strumenti di deterrenza sono sempre troppo pochi.

C’è un pericolo che striscia di cui nessuno vuole, colpevolmente, rendersi conto, è un pericolo che monta giorno dopo giorno, che si insinua con sempre più virulenza in tutte le fasce della società, quel pericolo a cui forse ci siamo tutti abituati: l’imbarbarimento.
Non si tratta solo della mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni, dell’autorità statale, che è forse la punta dell’iceberg di un male che forse si origina, sin dai primi passi che si muovono all’interno del proprio nucleo familiare, dove i giovani molto spesso considerano i genitori un prolungamento di loro stessi e non, appunto, i loro genitori e, di conseguenza, l’autorità.
Uno svuotamento quella della figura genitoriale che vede il “papà-amico”, una figura che sempre di più sta evidenziando, specie nelle continue notizie di cronaca con protagonisti i giovani cittadini, un incapacità della società stessa di fronteggiare quella che sempre più diventerà una vera e propria emergenza oltre che sociale sopratutto generazionale.
Un imbarbarimento che si acuisce nel momento in cui le istituzioni, quando arrivano al nocciolo del problema o a fronteggiarlo in maniera pratica , nulla possono perchè ingessate dalla prassi, dallo stato di diritto, dal garantismo dovuto sempre e a tutti. Un male, quello della mancata risposta effettiva delle istituzioni, che molto spesso provoca nei cittadini che ricorrono all’opera, specie delle divise, un sentimento di odio verso quella controparte che, a torto o a ragione, avversano; una contrapposizione che sempre di più rischia di vedere nella giustizia privata a e non nel garantismo dello stato di diritto, la “normale” risposta al ripristino di un “effettiva legalità”.
Ecco allora che a seguito di un intervento di polizia, prima di uscire dalle case di adirati cittadini arrabbiati, per qualsiasi abuso o sopruso subito, gli stessi ci chiedono, nel caso volessero agire “alla vecchia maniera”, cosa rischiano, perchè purtroppo, spesso a un nostro intervento non segue una risposta efficace, rapida e puntuale volta alla tutela e al ripristino del diritto del cittadino stesso.
E’ chiaro che nostro compito primario è disincentivare quella che è la concezione della “giustizia fai da te” ma quando, se pur nella ragione, i cittadini devono dare da mangiare per anni ad avvocati e al relativo sistema giudiziario che forse tra indulti,indultini, sanatorie, prescrizioni brevi e quant’altro probabilmente non ripristinerà mai il diritto leso.
Ed è in quest’ottica quindi che forse noi tutti dovremmo preoccuparci e sensibilizzare le istituzioni a intervenire sul serio non rinunciando certamente allo Stato di Diritto, caposaldo imprescindibile della democrazia ma consentendo al cittadino di potersi sentire davvero tutelato in tempi umani e accettabili.
Difficile non sentirsi colpiti da quanto l’autorità abbia abdicato al proprio potere di controllo su certe questioni di carattere sociale come se, per certi versi, la violenza “minore” (intesa nei piccoli gesti di “bullismo condominiale” o resistenza alla autorità costituita) sia quasi diventata la norma come se il sentire comune del “so ragazzi” sia semplicemente un modo per controllare meglio le schegge impazzite della società stessa a discapito non solo di chi sta svolgendo semplicemente il proprio lavoro(ossia i poliziotti) ma soprattutto per chi, subendo certe violenze, magari nella sfera privata, non ha più nessun strumento di deterrenza alla violenza….se non la violenza stessa!
Assai pericoloso è quindi abdicare a questo stato di violenza continua, innescando una escalation che non avrebbe fine se non con l’applicazione vera a e puntuale anche delle leggi considerate minori, che sono, a dire il vero, il grosso del nostro lavoro.
Condomini, famiglie, luoghi di ritrovo, associazioni sociali e culturali sono spesso preda di grandi piccoli abusi in cui troppo spesso veniamo chiamati ad intervenire da cui troppo spesso ci congediamo senza aver fornito adeguata risposta al cittadino perché, la legislazione vigente, non mette a disposizione strumenti idonei a tale scopo….e sappiamo bene quanto sarebbe importante costituire agli occhi dei più un vero deterrente anche solo con la nostra presenza…che oggi, sempre di più, costituisce solo una noia e non una garanzia di ripristino della legalità….perchè è solo nella legalità che possiamo ancora definirci uno stato democratico e un paese avanzato.

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Michele Rinelli – Poliziotto – 16.05.2011