Pochi ma buoni. Le avventure della Volante 5


Se non fosse tutto vero, potrebbe essere una favoletta.
Sera qualunque, città qualunque.

Monta il turno volanti 19-00: sulla carta, 4 auto compresa quella del commissariato. Il coordinatore scende in piazzale e distribuisce le schede di controllo agli equipaggi… tranne a 2 volanti che vengono tenute dentro per vigilare l’ormai cronica presenza dei soliti fermati della solita inutile retata che ormai è stata denominata “operazione smoke in your eyes”… Vanno fuori le tre volanti di zona, la 1 la 2 e la 5. La sala operativa comincia subito a tempestare l’etere con le richieste di intervento: un allarme in oreficeria… una lite condominiale…. una persona sospetta nei pressi di un supermecato: insomma, tempo un quarto d’ora e sul territorio non c’è più una volante operativa.

L’allarme in oreficeria si rivela fortunatamente una ciofeca. Ma le due volanti mandate sulla lite e sul sospetto sono costrette loro malgrado a rientrare con ulteriori tre fermati che vanno ad arricchire la già cospicua “fauna” nelle camere di sicurezza. Risultato: sul territorio resta un’unica volante.
La sala operativa sollecita nuovi interventi: zona 5, zona 2, zona 1, poi ancora zona 5… La volante corre avanti e indietro rimbalzando come una pallina da ping-pong in giro per la città: non ha ancora finito un intervento che la radio gracchia: “A che punto siete?”…. I colleghi di pattuglia si guardano allucinati: sono sull’ennesima lite familiare, tre nigeriani inca**ati come le jene e i tentativi di ricondurli alla calma sembrano ogni volta naufragare. Solo l’esperienza, l’uso sapiente del bastone e della carota li fanno recedere dai loro sbraitamenti… La volante si allontana consapevole di avere fatto il suo dovere e che la calma apparentemente ristabilita durerà ancora poco. Ma ci sono altri interventi in coda, altri cittadini che hanno bisogno della rassicurante presenza della “celestina”. Cavolo, sembra che tutto voglia succedere quella sera, in quella città!
Passano le ore ma non c’è verso che le cose si calmino: la centrale “screma” il più possibile gli interventi ma alcuni sono davvero importanti. I controlli ad iniziativa degli operatori inevitabilmente saltano: la 159 corre, corre, corre… Spacciatori sottocasa, due figuri che hanno saltato una cancellata di un’abitazione e sono ancora in giardino, in casa solo una ragazzina terrorizzata…. Devi fare in fretta, sbirro: in fretta, ma bene. Il controllo in giardino dà esito negativo, non vengono trascurati nemmeno i pozzetti di scarico delle acque piovane: la ragazzina viene tranquillizzata, sta aspettando i genitori che sono usciti a cena e non vorrebbe che andassimo più via… Ma la radio impietosa continua il suo monologo: “Volante 5… Volante 5… Volante 5…..” Già, ci siamo solo noi… Ci sono quattro balordi in motorino che stanno inseguendo una persona a piedi, pare abbiano anche bastoni in mano: la bitonale squarcia l’aria della città per l’ennesima volta: chiedo l’ausilio dei CC ma anche loro stasera sono ridotti all’osso…. E allora, vai! 140, 150 km/h con le case che diventano tutt’uno con la strada, con gli specchietti delle altre auto che fanno il “pelo” ai tuoi… ma corri, sbirro, corri! Il quartiere viene perlustrato fin sotto i ciotoli delle sue strade, ma dei quattro non c’è traccia: “61 da 5, nulla di quanto segnalato” “Bene 5, portati in via….” Altro giro, altra corsa, altro regalo. Le lancette dell’orologio sono sulle 23, ancora un’ora… e la radio che non smette di “cantare”, ma la canzone è sempre la stessa… Le pagine dell’agenda non bastano più, devo scrivere anche in quelle dei giorni successivi… Arriva fine turno, ma per la volante 5 non è ancora finita: c’è una rissa vicino alla stazione, marocchini armati di bottiglie, qualcuno ha visto anche un paio di coltelli. Giubbetto antiproiettile, non chiedo ma ESIGO l’ausilio delle pattuglie dei militari. “Ma loro non possono essere impiegati, volante 5…” Il “NON ME NE FREGA UN CXXXX!!” rimbalza poderoso nell’etere e nelle radio di chiunque fosse in ascolto…. Arriva la cavalleria, tutto è già finito: in terra solo qualche coccio di vetro, ultimo segno del passaggio dei barbari… “61 da 5, riusciamo ad andare a fare gasolio?….” “Sì, ma in fretta..” Per i montanti, altri due interventi in pendenza…. L’autista chiude il modello 106: chilometri percorsi: 207…………
Ecco. Questa è stata la cronaca di una serata qualunque in una città qualunque. Una volante su quattro che ha lavorato per otto: la normalità, in questa scriteriata Italia rondaiola e soldatesca.
Ma in sezione, ci siamo guardati in faccia: fieri di avere lavorato al meglio, fieri di avere portato la Polizia di Stato laddove ne veniva richiesto l’intervento. Bestemmie, tante; ma acceleratore sempre pigiato, senza neanche lontanamente pensare: “Non vado”. Sarebbe stato comodo, vista la malparata, raccattare un paio di “extra” da fotosegnalare e passare così la serata in ufficio, tra lazzi, frizzi e schiamazzi…. E invece no. “Cani da strada” siamo, “cani da strada” resteremo. In barba alla “sicurezza partecipata” che il nostro povero Capo è costretto a propinare, anch’egli ostaggio di una politica avulsa da ogni realtà e condotta da un “ministrello” che meglio avrebbe fatto a dedicarsi a collezionare francobolli. Perchè noi siamo pochi: ma siamo buoni! Siamo davvero buoni!!
Ronde? Neanche l’ombra. Ieri sera in città c’era solo la Volante 5…..
Gianmarco Calore – Poliziotto 24/02/2