Io sono un bastardo


IO SONO UN BASTARDO. Lo ammetto, anzi, lo dico in faccia a tutti e a testa alta: io sono un bastardo. Un bastardo ha una faccia, un nome ed un cognome: i miei. Io ho vissuto anni insieme a bastardi come me, ho imparato ad amarli, a sentirne la mancanza. L’importante è appartenere ad un gruppo, dice un personaggio di un film che parla di bastardi, di Poliziotti. Sbagliato: l’importante è essere il Gruppo, noi eravamo il Gruppo.

Io ero al fianco dei miei Fratelli e loro erano al mio fianco, sapevo che qualunque cosa fosse accaduta loro ci sarebbero stati. No, non affrettatevi a definire superficialmente tutto ciò. Non si tratta di buona colleganza o amicizia, non solo almeno, è qualcosa che trascende il tutto, lo sublima. Ciò che si è creato tra noi è qualcosa di indefinibile, difficile da definire con parole: forse neanche la parola amore potrebbe rendere pienamente ciò che ognuno provava per l’altro. Le nostre vite erano nelle mani del Gruppo, noi abbiamo superato i nostri limiti perché eravamo assolutamente consapevoli di avere dietro di noi i nostri Fratelli. Esaltati? No, persone serie. Persone vere, Uomini. Uomini che hanno sempre rischiato in onore alla Divisa che indossavano, per i suoi simboli e solo per quelli. Noi abbiamo provato quello che tanti Poliziotti, per loro grande sfortuna, non hanno mai provato, il destino con noi è stato generoso. Non temiamo i commenti, sappiamo che chi ha vissuto ciò che abbiamo vissuto noi comprenderà e questo è sufficiente. Il destino patrigno ci ha poi separati, ci ha tolto un Fratello ma i nostri sentimenti di amore non potrà portarceli via, ovunque ci porterà la strada noi saremo sempre Fratelli. Noi siamo stati le Volanti del 1 Turno della zona nord di Milano, Noi siamo stati il Gruppo, Noi saremo sempre Fratelli.Io sono diventato Poliziotto con voi, Fratelli. Vi amo, mi mancate da morire.

Fabrizio Lippo, Poliziotto