Presidente Camera : Goliardici ma fedeli al Giuramento


http://www.asca.it/news-Omofobia__Boldrini__forze_dell_ordine_non_sottovalutino_aggressioni-1278540-POL. (ASCA) – Roma, 17 mag – ‘Molte donne vittime di violenza di genere hanno paura a denunciare. La stessa cosa accade, e qui anche in misura maggiore, per le persone colpite da violenze omofobe: c’e’ la resistenza a denunciare. E’ necessario che le forze dell’ordine sviluppino un’adeguata formazione e sappiano rispondere in maniera efficace anche alle vittime di questo tipo di aggressioni e di minacce, perche’ troppo spesso le si sottovaluta, le si riduce a qualcosa di goliardico’.

La sollecitazione arriva dalla presidente della Camera Laura Boldrini in occasione del suo intervento al Senato alla giornata mondiale contro l’omofobia. Preso per buono (pur con il dovuto beneficio del dubbio) che tali affermazioni sono state riportate esattamente come espresse, mi chiedo e soprattutto chiedo a Lei, Signora Presidente della Camera On. Boldrini: quali sono gli elementi in base ai quali esprime questi giudizi ? Quali le prove che formano il suo convincimento ?
Intanto, é noto che nessun agente delle Forze di polizia può obbligare alcuna persona a presentare denuncia/querela ma solo invitarla ove il reato non é perseguibile di Ufficio (e questo Lei dovrebbe saperlo).

Non mi é chiaro, poi il concetto di ridurre a “qualcosa di goliardico” (ammesso e non concesso che la goliardia sia da condannare e sia espressione conclamata di indifferenza e conseguente inadempienza ai propri doveri -quindi omissione di atto di Ufficio- come si lascia intendere).

Signora Onorevole Presidente della Camera, La prego di dare uno sguardo al Forum di questo sito (che da molti anni nel suo piccolo si occupa anche di “femminicidio”, veda il link al sito delle donne di Ciudàd Juarez in Mexico, nonché della gravissima questione dei bambini-soldato in Africa).

Signora Onorevole Presidente della Camera. mi pregio informarla che le Giacche Blu della Polizia sono da sempre a stretto contatto con le persone appartenenti alle fasce sociali più deboli, coi derelitti.

Mi onoro informarla che se c’é qualcuno con cui costoro hanno modo di stabilire relazioni sociali e umane é grazie alle Giacche Blu della Polizia che vivono la strada.

Mi onoro informarla che le goliardate sono momenti significativi e formativi assolutamente inclusivi e affatto negativi tra lo Stato e i suoi derelitti.

Signora Presidente della Camera, le sue appaiono parole in libertà che possono essere prese per quel che valgono se a pronunciarle sono io umile cittadino di questa Repubblica, “incidentalmente” Poliziotto di professione da 29 anni.

Diversamente, inaccettabili se fossi Presidente della Camera dei Deputati della Repubblica, terza carica dello Stato.

Il Presidente della Repubblica e il Presidente del Senato che ne pensano ?Tore “WebCop” Baiocchi – Ideatore e Coordinatore di Poliziotti.it 17 Maggio 2013 – 13:49

(ASCA) – Roma, 17 mag – ‘Molte donne vittime di violenza di genere hanno paura a denunciare. La stessa cosa accade, e qui anche in misura maggiore, per le persone colpite da violenze omofobe: c’e’ la resistenza a denunciare. E’ necessario che le forze dell’ordine sviluppino un’adeguata formazione e sappiano rispondere in maniera efficace anche alle vittime di questo tipo di aggressioni e di minacce, perche’ troppo spesso le si sottovaluta, le si riduce a qualcosa di goliardico’. La sollecitazione arriva dalla presidente della Camera Laura Boldrini in occasione del suo intervento al Senato alla giornata mondiale contro l’omofobia.

Che esista una diffusa (e deprecabile) “resistenza a denunciare” è notorio, è quanto sono giornalmente costrette a constatare le forze dell’ordine, che troppe volte hanno avuto cognizione di situazioni degradate, degenerate, ma mai denunciate prima. Ed è anche quanto, più volte, hanno scritto e detto gli organi d’informazione, veicolando un chiaro messaggio di sensibilizzazione: parlate, scrivete, denunciate, date allo Stato la possibilità di aiutarvi, prima che sia troppo tardi.
La disarmante ovvietà del concetto appena espresso cede, però, subito dopo il posto a considerazioni, ictu oculi, poco avvedute e, oserei dire, supponenti, per null’affatto sorrette da risultanze oggettive, documentali o, perlomeno, statistiche. Affermazioni sicuramente precipitose e, spero involontariamente, poco rispettose della sensibilità e professionalità di decine di migliaia di uomini e donne che, con tali argomenti, si confrontano in prima persona da decenni, tutti i giorni.
L’auspicio che essi “sviluppino un’adeguata formazione” sottintende (anzi, afferma decisamente) che la loro formazione è, a tutt’oggi, inadeguata. Può darsi. Di sicuro, i ministeri responsabili (interno e difesa) profondono fior di risorse, umane e materiali, nel costante adeguamento dei processi e percorsi formativi (in quello delle strutture non più, essendo queste da parecchio tempo destinatarie di tagli e “razionalizzazioni” imposti dalle notissime esigenze di bilancio). Ma mi risulta anche, per esperienza diretta, che, alle inevitabili carenze e lacune istituzionali, decine di migliaia di poliziotti suppliscono, ogni giorno, con doti di umanità, sensibilità e disponibilità che, in moltissimi casi, rasentano l’abnegazione.
Augurarsi poi che essi “sappiano rispondere in maniera efficace anche alle vittime di questo tipo di aggressioni e di minacce” presuppone che le risposte da essi fornite, tutti i giorni, efficaci non siano affatto e rivela una poco approfondita conoscenza di una realtà ben più complessa. Sarei curioso di sapere quali autorevoli fonti di cognizione l’illustre Presidente abbia doverosamente consultato, prima di lanciarsi in simili affermazioni. Pare di intuire che la “risposta” inadeguata sia quella dello Stato, dell’intero sistema penale e di prevenzione che, da tempo immemore, è sotto accusa. In definitiva, le dichiarazioni in esame assumono il sapore già troppo sentito di un esercizio dialettico artatamente volto a scaricare tutte le falle di un complesso di organi istituzionali (giudiziari, penitenziari, amministrativi e sociali, ma soprattutto politici) sulle spalle dell’apparato mediaticamente meno tutelato e storicamente più propenso a incassare reprimende da qualsiasi parte.
Ma la ciliegina deve ancora arrivare: “perche’ troppo spesso le si sottovaluta, le si riduce a qualcosa di goliardico’. Sinceramente, stento a comprendere l’esatta valenza della frase. E vorrei respingere con forza l’interpretazione più immediata, cioè che, nei pochi casi in cui la vittima si rivolge alle forze di polizia, rappresentando il suo dramma e le sue angosce, venga bonariamente congedata con una pacca sulla spalla da un cameratesco ispettore che minimizza e riconduce tutto ad espressioni “goliardiche” di buontemponi in vena di scherzi. Una superficialità ed un’approssimazione che non dovrebbero trovare diritto di cittadinanza neanche in un giornalino a fumetti o nei film commedia ai quali siamo pur abituati. Purtroppo temo che, anche se il concetto, maldestramente espresso, voleva essere diverso, nell’immaginario collettivo quelle due righe avranno rievocato una scena di questo tenore.
Credo però che la Presidente abbia parlato con cognizione di causa e sia in possesso di accurate rilevazioni statistiche dei (quanti?) casi in cui situazioni palesemente drammatiche sono state oggetto di deliberata o colpevole sottovalutazione da parte DELLE FORZE DELL’ORDINE e ad esse non siano state dedicate tutte le attenzioni professionali che era lecito attendersi.
– Francesco (Pacotom ) Scinia poliziotto