Tecnologia & Polizia


Il moderno mondo tecnologico ha oramai riempito ogni spazio della nostra vita. Abbiamo forme, strumenti, oggetti tecnologici ovunque, ma questa parte materiale della tecnologia è solo una faccia della medaglia, l’altra faccia, più pericolosa è il suo aspetto meno materiale, che potremmo definire “liquido”. Di questa faccia fa parte per esempio il cybercrime Tutte le Polizie del mondo oggi si scontrano con una criminalità cibernetica ed informatica che non è meno pericolosa di quella materiale o fatta di fucili e rapine, tutt’altro.  I criminali moderni si dotano spesso di strumenti tecnologici per poter meglio compiere i loro reati ed i loro crimini, bucando la legge in moltissimi Stati del globo terrestre, stando tranquillamente seduti di fronte ad un PC, con una tastiera. I danni possono essere anche incalcolabili se non adeguatamente preventivati. Nell’ultimo episodio della saga del sempre verde agente 007, James Bond deve contrastare appunto un criminale informatico che è riuscito perfino ad entrare nella sede del servizio segreto di sua maestà britannica, e questa storia non è assolutamente lontana dalla realtà.


Oggi una scena del crimine si presenta completamente diversa da quanto si poteva presentare qualche decina di anni fa. Oggi un omicidio, una rapina, un furto hanno nella sua azione congelata sul luogo, tracce moderne di tecnologia. Un telefonino, un computer, un PC portatile, una pendrive USB, sono oggetti che pur non essendo animati, contengono dati e metadati che possono essere preziosi per i fini investigativi. Congelare la scena del crimine facendo attenzione a questi dati è più importante della rilevazione delle impronte, perché i dati custoditi all’interno degli apparecchi elettronici, sono volatili, alterabili e modificabili rendendo quindi vana ogni azione investigativa. La perdita di un dato sensibile, un file, un semplice bit all’interno di una memoria HD di un PC, potrebbe compromettere completamente tutta la fase investigativa arrivando in sede dibattimentale con nessuna prova utile.
Bisogna quindi superare quel gap informatico/tecnologico che abbiamo come società perché abbiamo “subito” l’informatica e non l’abbiamo studiata. Ogni settore investigativo deve conoscere in maniera efficace se non completa questa, oramai, non più moderna fase della nostra storia contemporanea.
Parole come cloud computing, freezing, Smishing, Fishing, macchina Zombi, acces, file di log, e tutta la terminologia che è di contorno al mondo cibernetico deve diventare il nostro linguaggio quotidiano, insieme anche quell’inglese che spesso noi italiani fatichiamo ad imparare, per via delle antiche reminescenze scolastiche.
Il mercato tecnologico è talmente veloci perché legato all’evoluzione tecnologica stessa, che rende gli strumenti forensi già inutilizzabili dopo appena sei mesi dal loro acquisto, rendendo quindi le indagini spesso inutili e costose. Per contrastare questa “velocità” l’aggiornamento costante degli operatori, siano essi magistrati che Poliziotti, deve avvenire in maniera più completa, utilizzando anche quelle risorse in outsourcing che il settore privato offre, mettendo da parte la competizione pubblico/privato, che spesso vede quest’ultimo più avanti rispetto al settore pubblico, troppe volte legato a burocratismi eccessivi.
La costante presenza della tecnologia poi, ha reso inutile anche il fattore spazio temporale, che poteva essere utile prima dell’avvento dell’era informatica. Oggi non esistono più tempi morti o di attesa nello sviluppo di una minaccia, ma l’arco temporale delle ventiquattro ore è sempre disponibile poiché molti reati avvengono appunto con un PC, per cui il criminale a qualunque ora del giorno può decidere quando agire, come avviene appunto nei reati di stalking o cybebullismo, per non parlare di quei reati economici che sono dannosi per la struttura di un paese democratico.
L’azione investigativa attraverso i suoi operatori deve quindi fare un avanzamento. Deve fare quel salto necessario per colmare quel gap che abbiamo sciaguratamente maturato per inseguire altre mete non più bisognose di essere conosciute. Dobbiamo essere più tecnologicamente pronti, altrimenti potremmo subire un KO tecnico da cui difficilmente potremmo rialzarci.