Telecamere e Cittadini


I recenti fatti di Roma e le altre manifestazioni che vedono coinvolti manifestanti spesso mascherati e autori di aggressioni contro le FF.OO suscitano sempre discussioni sul metodo di contrasto alle violenze utilizzato dalle stesse FF.OO, facendo scontrare nella dialettica sociale molti esponenti istituzionali e coinvolgendo i cittadini.
Cittadini che chiedono solo una cosa: Legalità! Ma come si può applicare la Legalità? Oltre al comune buon senso, occorre oggi qualcosa di più incisivo, di più efficace ma soprattutto di più concreto. Occorre una prova del comportamento illegale di qualcuno verso la società o verso i diritti di ognuno di noi.

E se la violazione dei diritti è raccontata spesso con immagini e fotogrammi che evidenziano comportamenti poco onorabili da parte delle FF.OO, il comportamento illegale dei violenti e di quei cittadini poco onesti sfugge al momento del fatto. Sfugge perché manca la prova, oppure perché quest’ultima non è nitida. Spesso in tribunale, gli avvocati difensori “giocano” sulla nitidezza di una prova fotografica per far nascere il dubbio nel magistrato chiamato a decidere sulla colpevolezza di qualcuno. Come rimediare allora?
Dotare le città di occhi elettronici non è una scelta sbagliata, come spesso sentiamo dire. Fare riferimenti al cosiddetto “grande fratello” per spaventare i cittadini su una presunta invasività delle telecamere che violerebbero la loro privacy è oltremodo sbagliato, perché aumenta quell’illegalità diffusa permettendo la costante violazione della legge che tutela la collettività e non una singola persona!
Nei paesi anglosassoni l’uso delle telecamere di sorveglianza cittadina è la causa dell’abbattimento del 20% della microcriminalità, che è quella parte violenta che più incide sulla qualità della vita dei cittadini. Contenere la microcriminalità funge da volano per la ripartenza dell’economia locale e grazie alle telecamere si facilita l’identificazione di violazioni “coperte” – i danni ai veicoli in sosta che spesso avvengono senza che ce ne accorgiamo.