Le Spese Contenute


“Le spese sono contenute… l’operazione è riuscita ma il paziente è morto!”. L’articolo 9 del Decreto Legge nr. 78 del 2010 recita: “Contenimento delle spese in materia di impiego pubblico”
1. Per gli anni 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio, previsto dai rispettivi ordinamenti delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, non può superare, in ogni caso, il trattamento ordinariamente spettante per l’anno 2010, al netto degli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva, ivi incluse le variazioni dipendenti da eventuali arretrati, conseguimento di funzioni diverse in corso d’anno, fermo in ogni caso quanto previsto dal comma 21, terzo e quarto periodo, per le progressioni di carriera comunque denominate, maternità, malattia, missioni svolte all’estero, effettiva presenza in servizio, fatto salvo quanto previsto dal comma 17, secondo periodo, e dall’articolo 8, comma 14.”.

Dal 2010 i nostri miseri stipendi sono “congelati”. Niente aumenti di anzianità, niente aumenti di qualifica, nulla di nulla. Meno che meno rinnovi di contratto: quello è scaduto da tempo immemorabile. Sarebbe bello se questo Decreto bloccasse anche il tempo e impedisse ai capelli di imbiancare e alle ossa di dolere. Purtroppo il tempo non lo si ferma, anzi, scorre inesorabile, mentre la benzina aumenta, le tasse sulla casa idem, e le spese in generale non segnano mai il passo. Il nostro stipendio però è magnificamente “congelato”. A nessuno interessa se hai vinto un concorso e passi di qualifica, se gli scatti di anzianità ti danno diritto a emolumenti contrattati anni e anni fa e di cui godono tutti quelli prima di te… Insomma, tutto resta “congelato”.

Quando il Decreto è stato emanato, i nostri valorosi sindacati non hanno battuto ciglio, in nome di una crisi già in atto e terribile. Ci hanno detto che sarebbe spettato a noi di rimboccarci le maniche e tirare fuori il portafoglio. E pertanto, consapevoli che la Patria si può pur servire anche in questo modo, senza clamore e con dignità, abbiamo subìto il famigerato “congelamento”, anche perché tale improvvida manovra era stata prospettata come percorso a termine. Un po’ come quando si fa un acquisto a rate… sappiamo che prima o poi le rate finiscono, e per quanto sarà dura arriveremo alla scadenza.

Ma intanto gli anni passano e i poliziotti che pagano di tasca propria cercano di non pensare alla crisi, e così più di qualcuno ha tentato di fare ricorso ai parrucconi… ehm, volevo dire ai Tribunali competenti, che con sentenze stravaganti e creative hanno sancito che tutto è perfettamente regolare. Per esempio, se un poliziotto guadagna X e un altro con la medesima qualifica e la medesima funzione guadagna Y, tutto rientra nella norma. Niente di strano, ma sarebbe interessante questa volta ribaltare la questione e fare dei raffronti tra lo stipendio del magistrato X e quello del magistrato Y. Probabilmente l’esito delle sentenze non sarebbe lo stesso… In proposito chissà cosa avrebbe detto il buon vecchio Andreotti!

I poliziotti di serie B, quelli che per comodità discorsiva chiameremo “Con Gelato” si sono quindi ritrovati a pagare le spesucce del Governo. Un po’ come prestare con sacrificio i soldi a un amico in difficoltà e poi vederlo su Facebook, presente a tutti gli eventi mondani mentre paga da bere ai commensali.

Un altro aspetto importante è quello prettamente lavorativo: come ben sappiamo la nostra Amministrazione ha subìto dei tagli cosiddetti “verticali” che l’hanno messa quasi in ginocchio. Per svolgere, o meglio, per tentare di svolgere decorosamente il servizio che ci compete bisogna quasi sempre mettere mano al portafoglio di cui sopra, ma tra una prevaricazione e l’altra anche la volontà di rimediare (e con le nostre risorse!) alle lacune logistico-organizzative sta via via scemando e tutto ciò ha conseguenze non indifferenti sulla resa lavorativa.

Il mio stipendio è fermo al 2010, invece le tasse sulla casa, guarda un po’, non c’è verso di congelarle: quelle ribollono a ogni manovra.
È bene specificare che nessuno meglio di chi lavora nella Pubblica Amministrazione è ben consapevole della crisi che stiamo attraversando, e lo dimostra il fatto che per anni i “Poliziotti Con Gelato” se ne sono stati zitti e buoni, e anche quelli senza gelato hanno tenuto un profilo analogo. E poco importa se il nostro contratto è scaduto da anni e percepiamo per questo 12 euro lordi: a tanto ammonta infatti la penale che lo Stato versa per le sue negligenze. Ma adesso non credo che i “Poliziotti Con gelato” e quelli senza gelato siano disposti a subire ancora a lungo questo sopruso, anche in considerazione del teatrino che l’attuale stagione politica ci sta proponendo.

A questo punto lo sblocco degli stipendi si impone come questione di assoluta priorità, anche perché l’eventuale proroga del Decreto sarebbe davvero controproducente: non farebbe altro che accrescere il malcontento e i malumori che ormai hanno preso piede e si sono accasati benissimo nei tanti uffici e nelle tante caserme sempre più trascurate da questo strano Paese che si ricorda di noi Poliziotti quando moriamo. E a essere sinceri neanche tutte le volte.

( P. Grassi – Poliziotto)