Roma e le oche del Campidoglio


Ben vengano le proteste, l’indignazione, la rabbia e, perché no, anche le accuse. Meglio sarebbe una sana critica come conseguenza di una analisi lucida, puntuale e onesta intellettualmente: cioè l’esatto contrario della reazione scomposta, scorretta e isterica del Sindaco di Roma. Intendiamoci, non spetta certo a me fare l’avvocato d’ufficio del Questore della Capitale e poi il Sindaco Marino ha precisato da subito che le sue accuse erano rivo lte ai vertici e non alla “truppa”, ma si da il caso che le dinamiche, le modalità di svolgimento dei servizi di ordine pubblico coinvolgono tutti i Poliziotti e le Forze di polizia, non solo il Prefetto e il Questore.


Sia chiaro che a nessuno piace sapere di poter fare qualcosa per impedire che avvenga uno scempio e dover restare immobile a osservare, vigilare senza intervenire, ma così é. E perché ? Semplice. Si chiamano direttive, che discendono e sono dettate dall’Autorità Nazionale di Pubblica Sicurezza che non é il Questore ma il Ministro dell’Interno.
Direttive che vengono trasmesse dal Gabinetto del Ministro dell’Interno al Dipartimento della P.S. il quale, a sua volta, le dirama alle Questure interessate che poi devono tradurle sul piano della gestione tecnico-operativa (l’art 14 della l. 121/1981 attribuisce al questore la direzione, la responsabilità e il coordinamento a livello tecnico operativo dei servizi di ordine e sicurezza pubblica).
Occorre che mi dilunghi oltre ? Non credo.
Chiarire questo punto é fondamentale per capire come e perché può accadere quello che é accaduto (ma non facciamo finta che sia la prima volta).
Ora, per tornare al Sindaco Marino e al suo “j’accuse”, poiché non posso neanche minimamente immaginare che egli non conosca questo meccanismo ché in caso contrario offenderei la sua intelligenza, sono costretto a pensare che abbia voluto cogliere la palla al balzo per togliersi qualche sassolino dalle scarpe nei confronti del Prefetto di Roma in primis (col quale é noto che i rapporti non sono idilliaci per questioni pregresse che esulano da questioni attinenti l’ordine e la sicurezza pubblica nella Capitale).
Insomma, un pretesto per una sorta di rappresaglia istituzionale assai poco edificante e del tutto fuorviante.
Il Questore di Roma é stato chiaro: abbiamo fatto quello che andava fatto nella maniera migliore possibile date le circostanze. Bene ? Male ? Ognuno si faccia la sua idea e esprima le sue perplessità, le sue critiche anche feroci, ma le accuse di improvvisazione quelle NO; sono gratuite e infondate.
A meno che il Sindaco Marino non intenda avocare a sé i poteri del Questore, calarsi nei panni del Poliziotto e dirigere il prossimo servizio di ordine pubblico (nella Capitale c’é solo l’imbarazzo della scelta) e dimostrare di saperlo gestire meglio.
Stante le condizioni in cui le Forze di polizia operano “grazie” alla schizofrenia della politica e all’inadeguatezza di alcuni esponenti del Governo, personalmente ritengo la cosa assai improbabile; anzi, sono certo che sarebbe un disastro.
Da ultimo, un pensiero al Capo: La prego, faccia e dica qualcosa da Capo della Polizia, si faccia vivo in qualche modo.
Infine, Ministro Alfano, sia generoso, si dimetta; ha già dato ampia dimostrazione di inadeguatezza, molti Poliziotti attendono un gesto di disponibilità fin dai tempi del caso Shalabayeva.
Lei non può non sapere di non essere apprezzato né stimato nell’ambiente per gli errori commessi, non le viene riconosciuta l’autorevolezza necessaria, indispensabile per il ruolo che riveste.
Cari concittadini, criticate, polemizzate, arrabbiatevi, accusate, ma avete il dovere di informarvi per rispetto verso Voi stessi.
Le oche del Campidoglio non vi salveranno più perché sono state “ammaestrate”. Chi pagherà i danni da loro subiti ?

(Salva)Tore Baiocchi, Poliziotto
Ideatore e Coordinatore di Poliziotti.it