OBBEDISCO SIGNOR MINISTRO !


Storie tra il serio, il semi serio e il tragicomico.

 

All’indomani di un tentativo di attentato finito con il decesso dell’attentatore il Superiore Ministro convoca l’unico agente di polizia che si trovava fuori servizio, presente al momento dei fatti tra la tanta gente rimasta incolume. L’eroico collega viene convocato in tutta fretta al Superiore Ministero perché sua Eccellenza l’ineffabile Ministro desidera esprimere i suoi più sinceri ringraziamenti a questo eroe.


Nella grande Sala dei Ricevimenti, piena di affreschi e mobili settecenteschi,  l’ Immarcescibile Ministro riceve insieme al suo codazzo burocratic-medievale il nostro eroe. Strette di mano, pacche sulla spalla, selfie e foto ufficiali, tutti in fila per fare una foto con l’agente che ha salvato tante vite, l’uomo che a rischio della propria è riuscito a fermare un terrorista armato e pericoloso. Dopo i saluti, le foto e le pacche sulle spalle Sua Eccellenza il Ministro rivolge all’uomo la domanda che tutti hanno in testa. “Suvvia adesso che tutto è finito bene ci racconti cosa è successo veramente ?” . Immediatamente è calato il silenzio nella sala, l’interesse generale ha preso il  sopravvento sul superfluo dei discorsi e i convenevoli e l’attenzione è subito scesa sull’uomo, tutti attenti ad ascoltare ogni singola parola. “Signor Ministro, signori della corte…ops volevo dire signori presenti, è stata una cosa che non vorrei augurare a nessuno, ringrazio San Gennaro che nessuno si è fatto male e credo proprio che sia stato un miracolo !” . Il Ministro interrompe: ”su non sia modesto, il suo è stato un vero atto di eroismo e sprezzo del pericolo, riuscire a colpire un terrorista armato non è cosa da tutti ! “.
L’uomo un po’ sorpreso:  ”ma quando mai signor Ministro ! Io a quel terrorista non l’ho colpito neanche con una penna ! “
Ministro : “ ma come ? Sappiamo perfettamente che è stato colpito da alcuni proiettili ‘” ;
Agente:” certo signor Ministro..” ;
Ministro :” cerchiamo di essere seri, lei non era armato ?” :
Agente “ certo signor ministro avevo la mia pistola d’ordinanza, ho seguito alla lettera il suo invito scritto …”:
Ministro :” quindi era armato e ha fatto fuoco contro il terrorista …” :
Agente : “ signor Ministro io sono un poliziotto e prima di me mio padre e prima di mio padre mio nonno, siamo tre generazioni di poliziotti, che abbiamo nel dna il senso delle Istituzioni e il rispetto della Legge, appena Lei,  Immarcescibile ha emanato questo invito io ho subito risposto OBBEDISCO ! Pensi che ho portato la mia arma anche in viaggio di nozze, l’ho tenuta sempre al mio fianco e ci sono andato anche a cena fuori !;
Ministro:”..con sua moglie ? “
Agente:” no no con la mia arma e non si è lamentata mai !”;
Ministro:” la sua arma non si è lamentata ?”;
Agente: “ no no mia moglie, lei si che è una donna tutta di un pezzo”;
Ministro:” su su ..non divaghiamo torniamo ai fatti per cortesia..”;
Agente: “Sua Illustrissima Degnissima Eccellenza ma questi sono fatti, la mia arma non mi ha mai lasciato un minuto da quando Lei mi ha invitato a portarla con me !”;
Ministro:” allora l’avrà estratta ed avrò fatto fuoco sul terrorista” ;
Agente: ”ma quando mai ! Signor Ministro Eccellente, non penserà che vada in giro con la pistola infilata nei pantaloni ! Abbia pazienza Sua Eminenza ma se qualcuno mi vede armato e poi chiama la Polizia finisce che mi scambiano per un terrorista e finisco in malo modo ! Per queste cose bisogna stare attenti, non si può scherzare con le armi !:”
Ministro:” va bene, l’avrà estratta dal borsello e avrà fatto fuoco “;
Agente: “  Abbia pazienza Sua Sovranità ma nel borsello non si tengono le armi è la prima cosa che insegnano al corso di poliziotto sarebbe un errore gravissimo e se poi ti fregano il borsello ? Io finisco dritto dritto in purgatorio e poi all’inferno…no no non ci tengo…”;
Ministro:”questa storia sta diventando infinita…insomma. ..mi dica come ha fatto ….cerchi di essere sintetico …ooohhhhh”;
Agente: “ Sua Pregevolezza capisco il suo interesse ma sto cercando di raccontarle i fatti ! Certo che avevo con me l’arma di ordinanza, ovviamente non potevo portarla alla cintola e neanche in un borsello, avevo all’uopo acquistato uno zaino corazzato con doppia chiusura ermetica a combinazione, non era possibile neanche strapparmelo di dosso, né tanto meno aprirlo senza aver avuto la doppia combinazione, è un prodotto che ho acquistato in Giappone mi è costato un occhio ma per la mia sicurezza val bene spendere qualche soldo anche se, Sua Reminiscenza, il nostro povero contratto è scaduto da tempo immemorabile …”;
Ministro:” finalmenteeee , quindi ha aperto lo zaino a doppia combinazione e poi ha fatto fuoco con la sua arma d’ordinanza ?”;
Agente: “ma quando mai !! Abbia pazienza Sua Preminenza ma per aprire lo zaino dotato di doppia combinazione ci vogliono almeno cinque minuti ! E li ci stava un pazzo che sparava da tutte le parti ! “;
Ministro:”…bastaaa non ce la faccio più !! mi dica per favore come ha fatto a neutralizzare il terrorista ?”;
Agente: “ Io ? Credo che sparando sparando verso l’alto qualche proiettile sia rimbalzato e si è fatto secco da solo, che ne so io Dottò, io  mi sono buttato  dietro a una colonna ! ;
Ministro:” ma come ???? io faccio un invito a portare l’arma d’ordinanza anche fuori servizio e poi lei non la usa quando serve?????”;
Agente: “ Ah ! Fermo un attimo Dottò ! Io la circolare sua l’ho letta e riletta, l’ho quasi imparata a memoria, li c’è scritto di “portare” l’arma di ordinanza anche fuori servizio, ed io ho ottemperato con disciplina e professionalità ma se poi mi dice che la devo anche usare allora fermi tutti,  Dottò, sarà il caso che scrive altre due righe e ci annota bene che l’arma di ordinanza si può anche adoperare, ovviamente ci faccia una postilla,  “senza che finisco in galera io”.

 

Paolo G. – Poliziotto