Un bel tacer non fu mai detto. Riservatezza, questa sconosciuta


In un Paese normale il Presidente del Consiglio e il Ministro dell’Interno si asterrebbero, anzi si guarderebbero bene dal rendere pubblici i nomi di due Poliziotti che hanno appena ucciso un pericolosissimo pluriomicida stragista, per ovvie ragioni che é persino superfluo spiegare.

In un Paese normale, appunto. In Italia, invece, é la prima cosa che fanno, incuranti dell’altissimo rischio al quale espongono quei due Poliziotti e anche le loro famiglie. In un Paese normale i Poliziotti sarebbero dotati di mezzi e strumenti idonei per la loro sicurezza (vedi, ad esempio, giubbotti antiproiettile da indossare sotto la divisa). In un Paese normale, appunto. In Italia, invece, no. In Italia la sicurezza sul lavoro dei Poliziotti é delegata allo Spirito Santo, il Ministro dell’Interno e il Dipartimento della Pubblica Sicurezza semplicemente se ne fregano da un tempo infinito. In un Paese normale probabilmente il Presidente del Consiglio e il Ministro del’Interno si dimetterebbero dopo aver commesso una fesseria di tale portata, un errore gravissimo che a quei livelli non é tollerabile. In un Paese normale, appunto. In Italia non si scusano nemmeno, ma d’altra parte é lo stesso Paese in cui un altro Ministro nei giorni scorsi si é espresso in termini indegni nei confronti dei giovani che scelgono e un pò sono anche costretti di andare all’estero per trovare delle opportunità di lavoro, vero Ministro Poletti ? però poi piangono ipocritamente la morte di una ragazza, Fabrizia Di Lorenzo, vittima della strage commessa da quello stesso terrorista ucciso dai due Poliziotti (che se fossero stati dotati di una pistola taser avrebbero potuto neutralizzare il criminale e oggi avremmo una preziosa potenziale fonte da interrogare). In un Paese normale i media sarebbero meno isterici e anche loro meno ipocriti, non inflazionerebbero il termine “eroe” (assai poco gradito e a ragion veduta, a suo tempo, a Capo Parisi). In un Paese normale noi stessi Poliziotti dovremmo riflettere sul modo in cui usiamo i social, spesso esponendoci e rendendo facile l’identificazione e persino l’individuazione da parte di potenziali attentatori alla nostra incolumità, altrimenti é inutile prendersela col Presidente del Consiglio e col Ministro dell’Interno, i quali comunque non hanno attenuanti. In un Paese normale, appunto. Dove i media non chiamerebbero ipocritamente per nome le persone come se fossero dei loro amici o familiari per enfatizzare e autocelebrarsi. Ministro Minniti, lei é riuscito a superare persino l’ineffabile suo predecessore Alfano che rivendicava sistematicamente ogni buona azione e operazione compiuta dai Poliziotti twittando ossessivamente e “tempestivamente”. Era difficile, quasi impossibile, ma lei in pochi giorni é riuscito a fare di peggio. Complimenti.

Salvatore Baiocchi, Ispettore Superiore della Polizia di Stato Ideatore e Coordinatore di Poliziotti.it