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6 milioni di morti dal 1996 a causa della guerra. Omicidi di massa, persecuzioni, violenze sessuali come arma di guerra su donne e bambini. Dopo il genocidio dei Tutsi in Rwanda, i criminali Hutu che ne furono autori si rifugiarono in Congo.

Il FPLR di Kagame che aveva preso il potere a Kigali inviò gruppi armati col pretesto di dare la caccia a quei criminali, ma in realtà fu per partecipare allo sfruttamento minerario del nord-est.
Le forze armate Congolesi del regime di Mobutu non furono in grado di far fronte alla situazione, inoltre molti disertarono e si unirono alle milizie di Laurent Kabila che con l’appoggio dei Rwandesi nel 1997 pose fine alla dittatura ultratrentennale di Mobutu Sese Seko.
Laurent Kabila tempo dopo fu assassinato da alcuni suoi ex sostenitori, gli subentrò il figlio Joseph oggi al termine del suo secondo e ultimo mandato.
Lo scorso novembre avrebbero dovuto tenersi le elezioni presidenziali, ma Kabila non intende lasciare il potere.
Nelle ultime settimane ci sono state decine di morti a Kinshasa a seguito delle manifestazioni di protesta.
Durante i suoi due mandati J.Kabila ha svenduto le concessioni minerarie del Katanga a prezzi ridicoli a varie compagnie estere.
La guerra nel nord-est continua, le violenze non si sono mai fermate dal 1996, la missione ONU (MONUC) non impedisce le stragi di civili (talvolta alcuni militari dei Caschi Blu sono rimasti implicati loro stessi in atti di violenza nei confronti di donne e atti di pedofilia) perpetrate dalle varie milizie irregolari Rwandesi, Ugandesi e Congolesi.
Il Congo sta morendo nell’indifferenza del resto del mondo, le compagnie minerarie continuano a sfruttare le sue risorse e ad accumulare enormi profitti.
Se Kabila si ostina a non lasciare il potere come la Costituzione prevede, la guerra civile sarà il risultato e le conseguenze facilmente (in)immaginabili.
6 MILIONI DI MORTI dal 1996 a oggi. Quanti ancora prima che si intervenga a porre fine a questa ecatombe ?