Articolo 31 Come (r)aggiro le norme del T.U.I.


Articolo 31
Come (r)aggiro le norme del T.U.I.
No, non ha niente a che vedere con i rappers dell’omonimo duo disciolto anni fa (che ho anche apprezzato per alcune produzioni davvero pregevoli).
“Il Tribunale per i Minorenni, per gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico e tenuto conto dell’età e delle condizioni di salute del minore che si trova nel territorio italiano, può autorizzare l’ingresso o la permanenza del familiare, per un periodo di tempo determinato, anche in deroga alle altre disposizioni della presente legge” (art. 31 del D.Lgs. 286/98, c.d. Legge Bossi/Fini e successive modifiche).
Facile: arrivo in Italia in stato di gravidanza, ai limiti temporali della scadenza del “visto” d’ingresso per turismo (per chi proviene da quei Paesi per i quali ancora vige ancora questo obbligo, per gli altri é sufficiente il passaporto), inoltro richiesta di permesso di soggiorno per “cure mediche” (gravidanza), successivamente al parto reitero la domanda sempre per “cure mediche” (post partum) e tiro avanti per almeno un anno.
Alla scadenza, ricorro alla Procura presso il Tribunale per i minori per ottenere l’autorizzazione in deroga a permanere nel territorio dello Stato.
Più o meno le motivazioni addotte sono un copia/incolla, sempre le stesse, la “Convenzione di New York sui diritti del fanciullo”.
Ora, mi chiedo (giuro, ogni giorno leggendo i ricorsi), ma questa benedetta (sempre sia) “Convenzione di N.Y.” é Vangelo ?
Mi spiego: é ragionevole concedere il permesso di soggiorno in deroga a chiunque utilizzi questo escamotage ? una deroga dovrebbe essere l’eccezione, non la regola.
E’ coerente sul piano strettamente giuridico (ma non solo) che un genitore pluripregiudicato, pluricondannato per reati che sono ostativi al rilascio e/o rinnovo del permesso di soggiorno (esempio, traffico di stupefacenti), magari (non di rado) intrattenutosi illegalmente nel territorio dello Stato, sia “regolarizzato” perché ha messo al mondo un figlio (magari strumentalmente, sapendo che male che vada c’è sempre l’Articolo 31).
Di più (e peggio), é normale che un Tribunale per i minori decreta il rilascio di un permesso di soggiorno, intimando l’Ufficio Immigrazione, per “lavoro subordinato”, quindi pronunciandosi molto oltre le competenze e il merito del ricorso ?
Col dovuto rispetto, nel tempo ho maturato il dubbio che…in certi ambienti il “Manuale delle Giovani Marmotte” é più popolare del Dlgs 286/98.
No, non ce l’ho con gli avvocati, né con i furbastri che utilizzano questa falla nella legge o i giudici, è solo una riflessione tra me e me.
Ok, onestamente ammetto che trattare queste pratiche è quasi frustrante, ma “cela va sans dire”, così é.
Tore Baiocchi, Ispettore Superiore della Polizia di Stato
Ideatore e Coordinatore di Poliziotti.it