AutoreTopic: Richiesta e presentazione documento d'identità  (Letto 17860 volte)


Offline Pinko

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« il: 22 Maggio 2011, 21:10:09 »
Salve a tutti!!!
Perdonate se sono costretto ad aprire un nuovo thread su un argomento già presente nel forum ma non sono riuscito a trovarlo.
Ho assistito ad una scena raccapricciante sulla web tv del Corriere e facendo una rapida ricerca su Google, alla fine sono approdato qui. Trovandolo utile, per eventuali informazioni future ho deciso d'iscrivermi.
Sostanzialmente il quesito che ho da porvi riguarda l'obbligo di presentazione di documenti ad un ufficiale delle FF.OO.:
Nelle immagini riprese dal Corriere, una ragazza a Milano, al passaggio del sindaco della città, Letizia Moratti, commentava ad alta voce "Fai ridere!!! Fai ridere!!!". Dopo neanche un minuto, un ufficiale delle FF.OO., in borghese, mostrando solo un tesserino e non la placca, le richiedeva i documenti. La ragazza, facendo notare che non stava facendo nulla di male ma solo esprimendo il suo dissenso nei confronti del Primo Cittadino, consegnava il documento al P.U. Colleghi in borghese, facevano allontanare il cameraman, mentre la ragazza veniva portata all'interno di un negozio per prendere le sue generalità. Le mie domande sono le seguenti: la ragazza poteva rifiutarsi di mostrare loro il documento? Come ci si deve comportare in queste situazioni? Come va interpretato il comportamento del poliziotto ai fini di legge?
Grazie a tutti per l'attenzione

Offline dago113

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« Risposta #1 il: 22 Maggio 2011, 23:34:09 »
Benvenuto  [44]

Quando ho letto il termine "raccapricciante" ho pensato a qualcosa di sconvolgente tipo il pestaggio di Rodney King.
Poi guardo il video del Corriere e vedo una cittadina che legittimamente esprime il proprio dissenso verso un candidato politico del quale evidentemente non ha stima e, altrettanto legittimamente, un operatore delle Forze di Polizia (scusami, da che cosa hai capito che era un ufficiale? e, a proposito, mi spieghi che cosa intendi quando parli di "placca"?) che le chiede un documento d'identità. Cosa c'è di raccapricciante in questo non lo so. Raccapricciante è il filmato su un' esecuzione capitale o su qualche atroce incidente stradale. Questa invece è soltanto una normale richiesta di documenti che è terminata con l'identificazione della signorina.

La ragazza avrebbe potuto rifiutare di fornire i documenti? certamente, se voleva incorrere nel reato di "rifiuto di dare indicazioni sulla propria identità personale" (art. 651 c.p.)
Come ci si deve comportare in questi casi? se l'operatore di Polizia si è qualificato, si fornisce il documento, si attende il termine del controllo e quindi si chiede la ragione della procedura. Non vedo perchè l'operatore dovrebbe rifiutare di spiegarne il motivo.
Come deve essere interpretato il comportamento dell'operatore ai fini di legge? lui ha agito in base alla legge comportandosi in modo civile e professionale. Mi devi scusare, ma non capisco il senso della tua domanda.

Detto questo mi permetto di farti osservare un paio di cose.
La prima è che avresti dovuto postare il tuo primo messaggio nell'apposita cartella "PRESENTAZIONE NUOVI AMICI", come scritto in calce al regolamento da te letto al momento dell'iscrizione, la seconda è che la cartella dove hai scritto il tuo intervento parla di Storia della Polizia e quindi non c'entra nulla con la tua richiesta di informazioni.

 [17]
« Ultima modifica: 23 Maggio 2011, 00:02:28 da dago113 »
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Offline Cleanhead

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« Risposta #2 il: 23 Maggio 2011, 09:03:10 »
....si veramente raccapricciante!! addirittura gli ha chiesto di mostrare i documenti!! incredibile!! ma dove siamo??? in argentina ai tempi dei generali? in spagna al tempo di franco? ...una scena da censurare!! addirittura gli mostra il tesserino, si qualifica e gli chiede i documenti!!! una cosa da non far dormire la notte!! certe scene si sono viste solo nei peggiori film di terrore, roba pesante!!!! da incubo!!! Io mi metto nei panni della povera giovane che ha dovuto sottostare a questa tortura psicologica! a questo fardello mentale!! a questa pressione straordinaria che ti manda fuori di testa!! veramente non capisco come possa aver resistito a così tanta violenza psicologica!!! Immagino sarà dovuta ricorrere alle cure dei sanitari, ad un mese di psicoterapia!!!
....scusa la mia ironia ma non potevo proprio farne a meno!! Ma le tue domande sono uno spunto interessante perchè riflettono perfettamente il clima di sfiducia verso le istituzioni e l'ignoranza catastrofica che spesso porta a fare sciocchezze. La prima tua domanda è "La ragazza poteva rifiutarsi di mostrare i documenti?" ; bene ora te la faccio io una domanda: " Perchè avrebbE dovuto rifiutarsi?" . Seconda tua domanda: " Come ci si deve comportare in queste situazioni? "; "quali situazioni? cosa è successo ? un poliziotto o chi per lui sta facenbdo il suo dovere, tu che cosa dovresti fare? sei una rapinatore? allora scappa...sei una terrorista? tira fuori la pistola e spara....insomma tu chi sei? un cittadino normale? prendi il portafogli estrai il documento e lo mostri...pensi che sia una cosa pericolosa?. L'ultima domanda è veramente ilare, "Come va interpretato il comportamento del poliziotto ai fini di legge?" ...è evidfente che il poliziotto o chi per lui conoscerà la legge meglio di te..e quindi le cose sono due, o tu studi bene la legge e contesti un comportamento diverso da questa oppure indiscutibilmente, non sapendo niente in merito, devi dare per scontato che il professionista che hai davanti la Legge la conosce meglio di te! .
Ti faccio ancora qualche domanda, tu sei certo che quella che manifestava dissenso era solo una semplice cittadina scontenta? come hai fatto a capirlo ? sei un mago? tu appena vedi una persona già sai chi è e cosa fa? Ti basi solo sul fatto che ha pronunciato poche parole e quindi "deduci" che sia solo una cittadina scontenta.....e se invece fosse qualcosa di più ? come pensi che lo si possa scoprire? attendendo che alla prossima uscita prende una pistola e fa fuori il primo cittadino? Insomma cerchiamo di avere più fiducia nelle forze dell'ordine ed essere meno prevenuti.
« Ultima modifica: 23 Maggio 2011, 11:52:53 da Cleanhead »
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Offline fatality

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« Risposta #3 il: 23 Maggio 2011, 11:20:30 »
Ho assistito ad una scena raccapricciante sulla web tv del Corriere.
Sostanzialmente il quesito che ho da porvi riguarda l'obbligo di presentazione di documenti ad un ufficiale delle FF.OO.:
Nelle immagini riprese dal Corriere, una ragazza a Milano, al passaggio del sindaco della città, Letizia Moratti, commentava ad alta voce "Fai ridere!!! Fai ridere!!!". Dopo neanche un minuto, un ufficiale delle FF.OO., in borghese, mostrando solo un tesserino e non la placca, le richiedeva i documenti. La ragazza, facendo notare che non stava facendo nulla di male ma solo esprimendo il suo dissenso nei confronti del Primo Cittadino, consegnava il documento al P.U. Colleghi in borghese, facevano allontanare il cameraman, mentre la ragazza veniva portata all'interno di un negozio per prendere le sue generalità. Le mie domande sono le seguenti: la ragazza poteva rifiutarsi di mostrare loro il documento? Come ci si deve comportare in queste situazioni? Come va interpretato il comportamento del poliziotto ai fini di legge?

tralascio sul "raccapricciante" poichè ciò che può apparire raccapricciante per te o per me o per tizio può nello stesso tempo apparire normale per caio o sempronio; dipende dalla propria sensibilità, dalla propria cultura ecc.

ai sensi della normativa vigente il cittadino italiano è tenuto a "fornire le proprie generalità al pubblico ufficiale che ne fa richiesta". quindi il cittadinio italiano (per lo straniero è diverso) è tenuto a declinare le proprie generalità e non è obbligato ad avere un documento al seguito; fermo restante che se il cittadino italiano ha con se un documento è tenuto ad esibirlo a richiesta del pubblico ufficiale.
in pratica se non hai un documento al seguito puoi declinare oralmente le tue generalità al pubblico ufficiale che te le chiede.il pubblico ufficiale a sua volta ha la facoltà di fare accertaementi sulla veridicità delle tue affermazioni e se ha dubbi sulle generalità da te fornite, può accompagnarti in ufficio e fotosegnalarti (cioè prendere le tue impronte digitali e farti le foto).
quindi tornando alle tue domande:
la ragazza non può rifiutarsi di farsi identificare e se ha con se documento è tenuta ad esibirlo a conferma delle sue generalità.
in queste situazioni ci si deve comportare come nei confronti di qualsiasi altro lavoratore perchè il poliziotto ti sembrerà magari strano ma è un lavoratore e non stà là per giocare e (almeno nel mio caso) avrebbe piacere a starsene al mare anzichè lavorare con questo caldo a 800 km da casa!:D
il comportamento del poliziotto va valutato correttamente. il poliziotto in borghese non è tenuto ad esibire la placca bensì il tesserino di identificazione.
spero sia tutto chiaro, altrimenti non esitare a chiedere.

giacal

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« Risposta #4 il: 23 Maggio 2011, 11:36:48 »
Citazione
il comportamento del poliziotto va valutato correttamente. il poliziotto in borghese non è tenuto ad esibire la placca bensì il tesserino di identificazione.

Vado oltre. La giurisprudenza di merito ha ritenuto corretta e legittima anche la sola qualificazione ORALE dell'ufficiale/agente di P.G. che, per circostanze indipendenti dalla sua volontà, non sia stato in grado di esibire nell'immediatezze il tesserino di riconoscimento. In pratica, è sufficiente l'intimazione orale dell'ALT POLIZIA per attribuire al suo latore la relativa qualifica verso terzi: in un momento successivo egli sarà tenuto a confermare la sua identità mediante la relativa esibizione del tesserino. L'esempio scolastico è l'intervento di un ufficiale/agente di P.G. in abiti civili che debba sventare uno scippo. Il solo fatto di intimare: "FERMO, POLIZIA!" costituisce di per sè idonea qualificazione giuridica. Stessa cosa avviene per un medico che, nell'immediatezza di un incidente stradale, intervenga qualificandosi oralmente come tale. In entrambi i casi, l'estensore di una simile qualificazione orale si assumerà le relative responsabilità in caso di dichiarazioni mendaci, non veritiere o usurpazione di titolo.

Nel caso concreto, nulla si può eccepire nell'operato dell'agente intervenuto per identificare la giovane. Spiace continuare a leggere una simile riprovevole prevenzione nei confronti dell'operato di un qualsiasi appartenente alle Forze dell'Ordine. Ma si sa: è più facile gridare "Polizia cilena!" che ragionare con competenza sul relativo operato..... :136:

Offline hermione

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« Risposta #5 il: 23 Maggio 2011, 16:54:07 »
Da semplice cittadina.
Se non hai niente da nascondere non hai nemmeno problemi a fornire le tue generalità e a mostrare i documenti.
A me personalmente non sembra comunque che il fatto descritto sia raccappricciante.
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Offline teknoz

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« Risposta #6 il: 23 Maggio 2011, 22:28:07 »
Sono giunto anche io su questo forum dopo aver visto il video in questione.

Sono innanzitutto contento di essermi chiarito il dubbio principale e cioe' quali fossero i diritti e doveri di entrambe le parti in un normale controllo da parte delle forze dell'ordine (nota di merito a fatality che e' stato precisissimo senza farsi trascinare dai commenti piu' "emotivi" com'e' facile in queste discussioni  [04] ).

Tornando invece al video e pur concordando che il termine raccapricciante sia decisamente eccessivo, rimane comunque l'impressione netta che la richiesta di documenti alla ragazza sia una sorta di "ritorsione" (passatemi il termine) per le frasi da lei gridate poco prima.

Mi rendo conto che l'agente in questione di fronte a una richiesta diretta da parte di un superiore possa fare poco e che legalmente ci siano tutti gli estremi per poterlo fare, ma il messaggio finale che traspare (esprimi dissenso e verrai identificato) mi lascia comunque un po' di amaro in bocca.

Altra cosa che mi ha lasciato perplesso e' la non volonta' di essere ripresi durante quello che dovrebbe essere un normale accertamento. E' una prassi normale?  Il cameramen e' legalmente obbligato a interrompere le riprese durante un controllo d'identita' di questo tipo?

Grazie a tutti in anticipo per le risposte.

giacal

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« Risposta #7 il: 23 Maggio 2011, 22:43:38 »
@ teknoz:

1) l'identificazione di un soggetto da parte di personale digos (e quindi nel corso di attività d'istituto che attiene la politica) o da parte di personale addetto alla scorta e tutela di un personaggio è attività ancora più delicata di una semplice identificazione per altri motivi. In questa sede non posso essere più preciso e spiegarne i dettagli per questione di segreto d'ufficio, tuttavia puoi credermi che l'identificazione non è avvenuta per ritorsione all'espressione di un semplice dissenso ma va inquadrata in un'attività info-investigativa di più ampio respiro;

2) la ripresa di agenti/ufficiali di p.g. nel corso dell'espletamento della loro attività operativa è disciplinata da apposite circolari ministeriali che ne sanciscono modalità e circostanze. Il rifiuto di farsi riprendere da telecamere da parte di personale delle Forze dell'Ordine (soprattutto se in abiti civili) rientra nelle normali disposizioni di autotutela al fine di evitare ritorsioni, soprattutto se si opera in ambito politico.

Offline dago113

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« Risposta #8 il: 23 Maggio 2011, 23:36:19 »
Mi permetto di rivolgere una domanda io, a Teknoz e Pinko, come miei ConCittadini e per aiutarmi a capire.

Prima della cittadina che aveva espresso il suo dissenso dalla candidata Letizia, un'altra Moratti, Milly, era stata apostrofata in questo modo all'ingresso del seggio elettorale


 «COMUNISTA DI M...A» - Seggio centralissimo e tipico della «Milano bene», dove infatti vota anche la cognata del sindaco, Milly Moratti, candidata al consiglio comunale in una lista a sostegno di Giuliano Pisapia: la signora si è anche beccata un insulto («Comunista di m***a») da parte di un altro elettore, in tutta evidenza simpatizzante per il centrodestra, che poi è scappato.


(dal Corriere del 15 maggio 2011, ma è disponibile anche su repubblica, Fatto Quotidiano etc)

allora.... è palese che colui che ha strillato contro la Moratti Milly è un cafone che fuggendo ha dimostrato un coraggio non proprio leonino, ma la mia domanda, rivolta a Pinko e Teknoz, è la seguente: se il gentiluomo in questione fosse rimasto sul posto e fosse stato invitato dagli agenti della scorta e/o della DIGOS a fornire i documenti, gli operatori di Polizia avrebbero

a)intimidito o represso un gesto di dissenso politico (lasciamo perdere la volgarità dell'epiteto, la politica italiana ci ha abituato a cose ben peggiori)
b) rimesso al suo posto un facinoroso
c) avrebbero fatto solo il proprio dovere, come è stato più sopra spiegato nelle altre risposte?

Vi ringrazio anticipatamente per il vostro parere

 [52]
« Ultima modifica: 24 Maggio 2011, 01:32:13 da dago113 »
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Offline harryb

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« Risposta #9 il: 24 Maggio 2011, 07:28:41 »
.... Raccapricciante...

Offline dago113

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« Risposta #10 il: 24 Maggio 2011, 14:02:27 »
.... Raccapricciante...

Direi di più: inquietante per la tenuta della nostra Democrazia.... [64]
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Offline celeste

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« Risposta #11 il: 24 Maggio 2011, 14:07:49 »
Scusate, ma per curiosità, cosa succede a quel punto? Una volta che la persona è stata identificata, può incorrere in una qualche sanzione?Cioè insomma cosa gli fanno?

giacal

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« Risposta #12 il: 24 Maggio 2011, 14:11:35 »
Scusate, ma per curiosità, cosa succede a quel punto? Una volta che la persona è stata identificata, può incorrere in una qualche sanzione?Cioè insomma cosa gli fanno?

Se non si deve procedere ad ulteriori atti di p.g. a suo carico, l'agente identificatore redigerà una semplice relazione di servizio in cui riferirà ai suoi superiori l'effettuata identificazione e le generalità del soggetto identificato. Tale relazione andrà ad ingrossare gli archivi. Punto.

Offline dago113

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« Risposta #13 il: 24 Maggio 2011, 14:17:47 »
Tale relazione andrà ad ingrossare gli archivi.

Occhio ad usare la parola archivi, che agli occhi di qualcuno potrebbe evocare l'OVRA fascista o le inquietanti "fascicolazioni" del generale De Lorenzo negli anni '60.
No, l'unica cosa inquietante di quella relazione è che dopo la visione distratta dei capi ufficio,verrà dimenticata in qualche faldone e finirà soltanto per contribuire alla deforestazione dell'Amazzonia.  [29]
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Offline Cleanhead

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« Risposta #14 il: 24 Maggio 2011, 14:18:50 »
Sono giunto anche io su questo forum dopo aver visto il video in questione.

Sono innanzitutto contento di essermi chiarito il dubbio principale e cioe' quali fossero i diritti e doveri di entrambe le parti in un normale controllo da parte delle forze dell'ordine (nota di merito a fatality che e' stato precisissimo senza farsi trascinare dai commenti piu' "emotivi" com'e' facile in queste discussioni  [04] ).

Tornando invece al video e pur concordando che il termine raccapricciante sia decisamente eccessivo, rimane comunque l'impressione netta che la richiesta di documenti alla ragazza sia una sorta di "ritorsione" (passatemi il termine) per le frasi da lei gridate poco prima.

Mi rendo conto che l'agente in questione di fronte a una richiesta diretta da parte di un superiore possa fare poco e che legalmente ci siano tutti gli estremi per poterlo fare, ma il messaggio finale che traspare (esprimi dissenso e verrai identificato) mi lascia comunque un po' di amaro in bocca.

Altra cosa che mi ha lasciato perplesso e' la non volonta' di essere ripresi durante quello che dovrebbe essere un normale accertamento. E' una prassi normale?  Il cameramen e' legalmente obbligato a interrompere le riprese durante un controllo d'identita' di questo tipo?

Grazie a tutti in anticipo per le risposte.


...partiamo dall'ultima questione..il cameramen deve essere autorizzato a fare le riprese ed è una cosa ben diversa! Dato che riprende la mia faccia sarai concorde con me che dovrà avere la mia autorizzazione? oppure no? pensi che tutti abbiano diritti meno che gli "sbirri" che lavorano?
I non ho bisogno di nessun superiore che mi dica quale che sia la mia attività che devo svolgere. Molti pensano, e gli fa comodo pensarlo, che tutti noi agiamo come macchine agli ordini di qualcuno altro. Io sono un poliziotto, io faccio il poliziotto e se nel corso del mio servizio vedo qualcosa che non va e nello specifico qualcuno che protesta, si agita, manifesta e quant'altro, non ho certamente bisogno di un presunto superiore che mi dica cosa fare, so benissimo cosa deve essere fatto e lo faccio, è il mio lavoro.
Quindi una ripicca al fatto che ha urlato dissenso? e se lo "sbirro" fosse d'accordo con la manifestante? Perchè lo "sbirro " dovrebbe sempre essere dalla parte sbagliata? siamo tutti di destra? tutti fascisti? quindi automaticamente difendiamo il potere? e quando c'era Prodi? eravamo tutti di sinistra? oppure non difendevamo il potere?
Una ripicca? e cosa ha comportato per la manifestante? due minuti di perdita di tempo? ma tu sai come funziona il nostro lavoro? credo di no.....credimi che quando esco la mattina ho voglia di fare tutto meno che mettermi a fare ripicche sotto le telecamere ben sapendo di quante teste "intelligenti" sono pronte a valutare ogni mio movimento...
Scusami, mi lascio prendere dell'emotività .. [42] [42] [42] ma nel tuo breve tread emergono tanti di quei pregiudizi che è impossibile evitarli! Ma quella che tu confondi con l'emotività non è altro che la passione che è cosa ben diversa.
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Offline fatality

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« Risposta #15 il: 24 Maggio 2011, 15:46:02 »
io credo che non sia colpa dei cittadini se l'immagine delle forze dell'ordine è quella di "servi del potere" ecc.
tali affermazioni sono utilizzate dalla stragrande maggioranza dei giornalisti nonchè dai politici di ogni colore (a seconda delle convenienze, infatti non dimentichiamo che per l'attuale presidente del consiglio gli agenti della polizia di stato in servizio a milano, hanno agito in modo sbagliato durante il fermo per identificazione della sua amica ruby che a suo dire era nipote di mubarak e quindi andava liberata subito al fine di non creare un disguido internazionale).
il cittadino ovviamente può studiare ed informarsi bene, non fermandosi alle apparenze ed a quanto sente dire in giro.
ecco quindi che il cittadino studiando apprende che polizia e carabinieri(insieme alle altre forze dell'ordine ovviamente) più di ogni altro nel corso dei 150 anni di storia italiano hanno contribuito al manenimento ed alla riconquista della democrazia. hanno pagato con tante vite di giovani agenti la lotta al terrorismo nero e rosso nonchè al contrasto quotidiano alla criminalità organizzata.
inoltre se studiano e si informano i cittadini sanno che la polizia di stato quando è presente durante cortei, manifestazioni, partite di calcio ecc. è presente appunto per garantire il diritto costituzionale alla libera espressione del pensiero da parte di tutti (ovviamente nel rispetto delle leggi e delle opinioni altrui).


Offline saverio.p

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« Risposta #16 il: 24 Maggio 2011, 19:51:55 »
tralasciando il caso in questione, ne approfitto per farvi una domanda da cittadino che sa poco o nulla di diritto, visto che si parla anche di ordine pubblico: è corretto secondo il vostro parere che quando il nostro premier sia presente in aula alla procura di milano, fuori per strada coloro che manifestano a favore (i cosiddetti 'pro B.') non vengano toccati e dalla parte dei 'contro' si assiste spesso ad allontanamenti coatti di persone (che non fanno niente se non rivolgere critiche, anche aspre, al personaggio politico) in nome della solita manifestazione non autorizzata (norma oltretutto creata in pieno regime fascista e sulla cui legittimità costituzionale ci sarebbe molto da discutere)? da un punto di vista giuridico anche i 'pro' sono li a manifestare, sicuramente senza autorizzazione della questura e a loro non viene detto niente... non è un po' fazioso questo modo di gestire l'ordine pubblico?
« Ultima modifica: 24 Maggio 2011, 19:54:29 da saverio.p »

Offline Cleanhead

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« Risposta #17 il: 24 Maggio 2011, 20:57:24 »
tralasciando il caso in questione, ne approfitto per farvi una domanda da cittadino che sa poco o nulla di diritto, visto che si parla anche di ordine pubblico: è corretto secondo il vostro parere che quando il nostro premier sia presente in aula alla procura di milano, fuori per strada coloro che manifestano a favore (i cosiddetti 'pro B.') non vengano toccati e dalla parte dei 'contro' si assiste spesso ad allontanamenti coatti di persone (che non fanno niente se non rivolgere critiche, anche aspre, al personaggio politico) in nome della solita manifestazione non autorizzata (norma oltretutto creata in pieno regime fascista e sulla cui legittimità costituzionale ci sarebbe molto da discutere)? da un punto di vista giuridico anche i 'pro' sono li a manifestare, sicuramente senza autorizzazione della questura e a loro non viene detto niente... non è un po' fazioso questo modo di gestire l'ordine pubblico?

...diciamo che questo argomento è O.T. quindi ti invito ad aprire un tread apposito per discuterne. Ovviamente devi anche portare validi riscontri delle tue affermazioni a riguardo al fatto che certe amnifestazioni sono tollerate e certe altre invece no. Dato che a me sembra solo una tua opinione sarebbe bene per approfondire meglio il discorso che tu portassi anche fonti un pò più certe.
grazie
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Offline marco14628

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« Risposta #18 il: 24 Maggio 2011, 21:16:42 »
C'è aria di repressione in questo paese, succedono cose inaudite, allucinanti, un agente di polizia che chiede le generalità ad un cittadino, e non di notte, ma in pieno giorno di fronte a tutti, addirittura davanti alle solite 10 telecamere del grande fratello.
Non mi dilungherò nelle solite e ovvie dissertazioni di carattere giuridico, diritti e doveri del cittadino e del poliziotto-cittadino, sappi soltanto che ora fa comodo e fa notizia far apparire repressivo tutto cio che gira attorno a una certa parte politica, e quindi le ff.oo, salvo poi brontolare quando non si fa abbastanza, ma appena ci sarà il cambio della guardia tutto finirà, la notizia non ci sarà più, e le ff.oo continueranno a fare quello che hanno sempre fatto ma sotto altro "padrone".

Nello specifico, l'attività di identificazione è a tutela delle parti, l'agente non è giudice, non è suo compito stabilire chi ha sbagliato, suo dovere è raccogliere il maggior numero di elementi e informazioni, e tutelarli.
Non spetta all'agente stabilire se una esternazione è un insulto, se è lesivo, se è ingiurioso, spetta al giudice, a tutela sia della libera espressione e sia del diritto di querela della controparte.

Questa è l'attività delle ff.oo, da sempre e con qualunque governo in carica, ma ora fa comodo così.





Offline 016

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« Risposta #19 il: 19 Giugno 2011, 22:07:44 »
Se è carina, io solitamente chiedo anche il numero di telefono... :136: :136: :136:
Se un giorno qualcuno dovesse mettervelo nel c**o, non agitatevi altrimenti fareste il suo gioco...

Offline castoro

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« Risposta #20 il: 31 Luglio 2011, 17:58:31 »
L'Italia è sempre stato un paese un po' troppo scosso (e ahimé insanguinato) politicamente per pensare di poter apostrofare per la strada un politico famoso e il cui operato non c'è piaciuto senza dover poi sottostare a richieste come quelle di cui parli (identificazione) ... Sarebbe (da cittadino) bello poterlo fare ma semplicemente non esistono certe condizioni, ti hanno già giustamente risposto in molti. Diverso il caso in cui si sente un politico trattare dei poliziotti o dei carabinieri come "servi", sentir dire da qualcuno che non sa niente di ordine pubblico frasi del tipo: "identificate quella persona!". Questo è troppo effettivamente ...
"tu non commetti troppi errori", diceva il vecchio maestro al valoroso guerriero, "ma ne commetti, quindi poso guidarti ..."

Offline Lupo Solitario

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« Risposta #21 il: 31 Luglio 2011, 18:20:27 »
Secono il mio parere...scaturito da questa parateria...partend o dall'assunto che vi sono sempre gli opposti...della serie chi stà di qua( dalla perte di chi rispetta il diritto e non disturba gli altri nemmeno con frasi ingiuriose tec.etc.) e chi stà dalla parte di là( quelli che contestano Tutto ciò che rientra nelle istituzioni e che anzichè esprimere il proprio dissenzo dicendo :non sono d'accordo con il Soggetto preferisce ingiuriarlo)
E' palese che la Signora si trovi dalla parte di là. [69] [64] [63]
Suvvia...non si comporti in siffatto modo!
Se qualcuno lo avessae rivolto o alla S.V....Ellla cone si sarebbe comportata? [45] [44] [24]
Fermezza e comprensione altrui non sempre sono inconiugabili...e non è solo filosofia....Conosc enza senza esperienza è mera filosofia;esperienza senza conoscenza è mera ignoranza;l'interazione di entrambi è  viva saggezza.

Offline fatality

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« Risposta #22 il: 31 Luglio 2011, 18:32:49 »
L'Italia è sempre stato un paese un po' troppo scosso (e ahimé insanguinato) politicamente per pensare di poter apostrofare per la strada un politico famoso e il cui operato non c'è piaciuto senza dover poi sottostare a richieste come quelle di cui parli (identificazione) ... Sarebbe (da cittadino) bello poterlo fare ma semplicemente non esistono certe condizioni, ti hanno già giustamente risposto in molti. Diverso il caso in cui si sente un politico trattare dei poliziotti o dei carabinieri come "servi", sentir dire da qualcuno che non sa niente di ordine pubblico frasi del tipo: "identificate quella persona!". Questo è troppo effettivamente ...

ma se lei viene "apostrofato/a" con epiteti ed aggettivi ingiurisiosi come si comporterebbe?
a prescindere da questo, le leggi della Repubblica Italiana prevedono il diritto per ogni citatdino (parlamentare,operaio,contadino ecc.) di vedere tutelata la propria immagine e di poter querelare chiunque lo offenda.
nella giungla il cittadino si fa giustizia da se.in Italia ringraziando il Signore il cittadino chiede alle forze dell'ordine l'identificazione della persona da cui si sente offeso, riservandosi il diritto di fare querela entro i termini di legge.

le forze dell'ordine non sono serve di nessuno e credo in particolare la polizia di stato lo abbia dimostrato una bella sera di maggio allorchè da un importante palazzo governativo è giunta una telefonata alla questura di milanodove si chiedeva l'immediata liberazione e la non denuncia e fotosegnalamento di una cittadina marocchina che a dire di questa importante personalità politica era la nipote di un presidente di stato africano.
uomini e donne della polizia di stato quella sera come sempre hanno fatto il proprio dovere incuranti delle pressioni ricevute assoggettati esclusivamente alla legge e all'autorità giudiziaria.

Offline castoro

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« Risposta #23 il: 31 Luglio 2011, 23:01:20 »

in Italia ringraziando il Signore il cittadino chiede alle forze dell'ordine l'identificazione della persona da cui si sente offeso, riservandosi il diritto di fare querela entro i termini di legge.

le forze dell'ordine non sono serve di nessuno e credo in particolare la polizia di stato lo abbia dimostrato ...

La frase che ho portato come esempio è abbastanza nota e non pronunciata da un cittadino qualsiasi ma da un politico ... Difatti non mi pare di aver mai sentito un cittadino qualsiasi dire a un agente: "identifichi quella persona!" Sì, in teoria.  Forse hai frainteso il mio post non ho parlato di atteggiamento servile degli appartenenti alle forze dell'ordine, anche se il campo è vasto, ma del modo in cui alcuni politici pretendono che la polizia o i carabinieri siano eserciti privati ai loro ordini.
"tu non commetti troppi errori", diceva il vecchio maestro al valoroso guerriero, "ma ne commetti, quindi poso guidarti ..."

Offline fatality

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« Risposta #24 il: 01 Agosto 2011, 00:40:54 »
gentile utente castoro ti possso assicurare che spesso cittadini "normali" (appartenenti alle sfere più altolocate della società ovvero avvocati,grandi imprenditori manager ecc., mentre la classe operaia e basso-impiegatizia è sempre gentile e comprensiva nei nostri confronti forse perchè comprende che siamo nient'altro che lavoratori come loro) utilizzano termini e modi ben peggiori di quelli usati dal politico che lei ha menzionato.
ma insegnare la buona educazione individuale e l'educazione civica sono compiti dei genitori e della scuola dell'obbligo. non delle forze dell'ordine, quindi queste ultime fanno il proprio dovere (che è quello di identificare e rendere edotte le parti dei rispettivi termini di legge) a prescindere dei modi e delle parole usate.
se poi tali parole trascendono nel reato (es. offesa personale nei confronti dell'agente o dell'istituzione polizia di stato) allora si identificano comunque le parti come richiesto, ma nello stesso tempo si fa una bella elezione di domicilio anche all'utente che ha violato la legge.
ma finchè parliamo di buona educazione e buone maniere, non sono cose che competono a noi.