AutoreTopic: Richiesta e presentazione documento d'identità  (Letto 17872 volte)


Offline FabioLovSky

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« Risposta #25 il: 05 Settembre 2011, 20:30:21 »
..domanda da operatore.. se doveste, per vostro piacere e cortesia, dare una giustificazione normativa della serie "in base a quale articolo fate ciò..??", cosa rispondereste..??
nessununo prevede il futuro ma tutti lo possono modificare

Offline Cleanhead

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« Risposta #26 il: 05 Settembre 2011, 21:28:21 »
..domanda da operatore.. se doveste, per vostro piacere e cortesia, dare una giustificazione normativa della serie "in base a quale articolo fate ciò..??", cosa rispondereste..??
????in base a quale articolo un poliziotto chiede i documenti a un cittadino ?
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Offline leone17

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« Risposta #27 il: 05 Settembre 2011, 21:51:24 »
....siamo su scherzi a parte vero?

Offline FabioLovSky

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« Risposta #28 il: 05 Settembre 2011, 23:44:05 »
..immaginavo.. Neanche voi sapete rispondermi..?? Senza andare a prendere leggi particolari o casi specifici (se ce ne sono), un normale cittadino che si chiedesse "ma dove sta scritto che un poliziotto mi puo' identificare come e quando vuole..??", dove potrebbe trovare la risposta senza basarsi sul buon senso e la consuetudine..?? E' da un po' che cerco, ma trovo solo articoli che parlano di doveri del cittadino, come se fosse scontato che un ufficiale o agente di P.G. possa controllare i documenti di chiunque. Ovviamente non sto facendo un problema di sostanza, di giustificazioni o motivazioni, ma solo di fonti normative. Gradirei non essere preso in giro sull'argomento, è un quesito puramente dottrinale..!!

Grazie!
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Offline leone17

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« Risposta #29 il: 06 Settembre 2011, 00:16:04 »
...... beh proveremo a non prenderti in giro...... anche se il beneficio del dubbio che tu non sia proprio un collega concedimelo,..... intanto non è un quesito dottrinale, ma normativo,

 in secondo luogo il p.u. ti chiede le generalità, non il documento, se guidi e ti chiede direttamente la patente è perché questa è un titolo autorizzatorio, stesso discorso è se in aeroporto ti chiedono direttamente il passaporto,
 non esiste nessuna norma che ti imponga di portare al seguito un documento di identità, ma esiste quella che ti obbliga a fornire le generalità ad un p.u., che se non le ritiene veritiere puo' eseguire una serie di accertamenti per appurarle, poi di fatto poiché un documento di identità serve per quasi ogni nostra azione quotidiana è naturale averlo nel portafoglio .........

questo non esclude che il p.u.  possa chiederti di esibire direttamente un documento anche se stai camminando per strada, ma se non lo hai al seguito e non stai esercitando una attività che ti obbliga di averlo non avrai nessun guaio se non, l'obbligo, di fornire nome e cognome.....




.....ah la telecamera dov'é?  [09]

Offline FabioLovSky

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« Risposta #30 il: 06 Settembre 2011, 00:40:23 »
..da buon poliziotto, non hai risposto alla mia domanda.. Tra l'altro, hai travisato, perchè la domanda base parlava di identificazione, non di documenti..

..comunque volevo intendere una questione dottrinale, il quesito è chiaramente normativo.. Infatti la norma non esiste (spero qualcuno mi dimostri il contrario), ma "il diritto comunemente inteso" certo attribuisce la facoltà di cui parliamo alle FFOO..

..ah, dimenticavo.. in effetti, non siamo proprio colleghi.. E credo che di aver capito anche il motivo per cui non mi ero iscritto fin'ora..

Buona Serata..!!
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Offline leone17

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« Risposta #31 il: 06 Settembre 2011, 15:33:21 »
ti ringrazio, con un po' di presunzione penso di essere un buon Poliziotto.....

intanto la discussione verteva, come si puo' chiaramente capire dal titolo, sul documento di identità e non sulla identificazione,

premesso questo e considerato però che le cose sono strattamente correlate,  ti rispondo: art. 651 c.p. - dove chiunque è tenuto a fornire le proprie generalità al p.u. - reato comune contravvenzionale dove non esiste dolo o colpa -

poi se vuoi qualche risposta piu' specifica, chiedi pure...

in quanto al  resto mi dispiace per te, qui tutti sono i benvenuti e sono liberi di andare via , saluti  [70]

Offline FabioLovSky

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« Risposta #32 il: 06 Settembre 2011, 19:10:18 »
.. quindi anche voi siete del parere che noi FFOO possiamo, in qualità di pubblici ufficiali in servizio 24h su 24 su tutto il territorio nazionale, quindi sempre nell'esercizio delle nostre funzioni, identificare chiunque quando vogliamo e dove vogliamo e chi se ne rifiuta incorre nel reato di cui all'articolo che hai citato..??  [23]
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Offline leone17

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« Risposta #33 il: 06 Settembre 2011, 20:30:11 »
il Codice Penale così dice.............. e poi giusto per puntualizzare, i Poliziotti rispondono alle domande, ma non possono sostituirsi alla Legge, né sopperire alle sue eventuali carenze,  né essere la panacea di tutti i mali.

Offline Cleanhead

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« Risposta #34 il: 07 Settembre 2011, 08:41:51 »
Certo che puoi identificare tutti ! Ma poi della tua attività ne devi rendere conto per iscritto ! Del perché hai proceduto e soprattutto quale importante motivo ti ha costretto ad intervenire fuori servizio .
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« Risposta #35 il: 07 Settembre 2011, 08:44:51 »
Ah ! La questione dottrinale l abbiamo risolta ? Perdonami ma ci sono certi articoli di codice penale che sono talmente noti e assimilati che sono diventati consuetudine per tutti !
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« Risposta #36 il: 07 Settembre 2011, 18:49:19 »
Certo che puoi identificare tutti ! Ma poi della tua attività ne devi rendere conto per iscritto ! Del perché hai proceduto e soprattutto quale importante motivo ti ha costretto ad intervenire fuori servizio .

Nella mia amministrazione non c'è nessuna norma o circolare che impone il rapporto di servizio, qualora negativo, nel caso per esempio di una identificazione.. Nella vostra c'è..??
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« Risposta #37 il: 07 Settembre 2011, 20:03:07 »
Ma guarda sinceramente credo che sia la tua che la mia amministrazion facciano riferimento alle leggi di questo paese. L attività d iniziativa deve sempre essere messa nero su bianco altrimenti prima o dopo ti ritrovi indagato per abuso d ufficio . Se chiedi i documenti lo farai per un motivO ben preciso di cui renderai contezza all ufficio compete te o all a. G . Al contrario se chiedi i documenti così per passare la serata di certo prima o poi ci rimetti le penne
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« Risposta #38 il: 08 Settembre 2011, 08:45:47 »
L'ultimo che mi ha detto che non mi esibiva il documento in base alla legge sulla privacy me lo sono portato in questura e non solo l'ho fotosegnalato ma l'ho anche denunciato per resistenza perchè in maniera pretestuosa mi impediva di assolvere a un mio preciso dovere d'ufficio (era coinvolto in una lite e avevo il dovere d'ufficio di identificarlo). Il pensiero comune  che permea nella popolazione è spesso quello che noi non possiamo, che noi dobbiamo sempre riferire i motivi per il quale procediamo a chiunque e non solo alla magistratura vero organo competente a controllare il nostro buon operare. Chi si sente leso nella propria libertà di circolare e di essere il signor nessuno è libero di fare tutte le denunce che vuole ma di certo non è libero di opporsi così come viene descritto da taluni estensori di certi post di questa discussione. [72] [72]

Offline WebCop

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« Risposta #39 il: 08 Settembre 2011, 23:52:33 »
@FabioLovSky: Beh, faccio molta fatica a capire il senso, la logica e il fine di questo quesito. Ancor più perché posto da un appartenente a una Forza di polizia, almeno asseritamente. Qualsiasi atto di un Agente o Ufficiale di P.G. e/o di P.S. é legittimato dalle varie leggi. Il potere autoritativo é attribuito per legge e per legge regolamentato. E' la prima cosa che insegnano in aula al Corso da Allievo Agente.
« Ultima modifica: 08 Settembre 2011, 23:54:10 da WebCop »
Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te. (F.Nietzsche)

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« Risposta #40 il: 08 Settembre 2011, 23:56:04 »
Certo che puoi identificare tutti ! Ma poi della tua attività ne devi rendere conto per iscritto ! Del perché hai proceduto e soprattutto quale importante motivo ti ha costretto ad intervenire fuori servizio .

Nella mia amministrazione non c'è nessuna norma o circolare che impone il rapporto di servizio, qualora negativo, nel caso per esempio di una identificazione.. Nella vostra c'è..??
Balle ! Perdona se sono così diretto e lapidario ma stai dicendo una fesseria enorme. Il che mi fa dubitare fortemente che tu sia una Fiamma Gialla.
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Offline WebCop

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« Risposta #41 il: 09 Settembre 2011, 00:10:40 »
..da buon poliziotto, non hai risposto alla mia domanda.. Tra l'altro, hai travisato, perchè la domanda base parlava di identificazione, non di documenti..

..comunque volevo intendere una questione dottrinale, il quesito è chiaramente normativo.. Infatti la norma non esiste (spero qualcuno mi dimostri il contrario), ma "il diritto comunemente inteso" certo attribuisce la facoltà di cui parliamo alle FFOO..

..ah, dimenticavo.. in effetti, non siamo proprio colleghi.. E credo che di aver capito anche il motivo per cui non mi ero iscritto fin'ora..

Buona Serata..!!
Ah, mi era sfuggita questa perla. Bravo, siccome non sei neanche un Finanziere, la prossima volta che ti iscrivi al Forum "tanto per" e sotto mentite spoglie, sii un pò più furbo. Il tuo account é CHIUSO.  [39]


P.S. Se poi, per qualche strano scherzo del destino davvero fai parte delle Fiamme Gialle, beh fai una cosa, prova ad aprire un sito e un forum Finanzieri.it  [39]
« Ultima modifica: 09 Settembre 2011, 00:12:25 da WebCop »
Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te. (F.Nietzsche)

Offline ATTILIO

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« Risposta #42 il: 15 Settembre 2011, 17:06:16 »
..da buon poliziotto, non hai risposto alla mia domanda.. Tra l'altro, hai travisato, perchè la domanda base parlava di identificazione, non di documenti..

..comunque volevo intendere una questione dottrinale, il quesito è chiaramente normativo.. Infatti la norma non esiste (spero qualcuno mi dimostri il contrario), ma "il diritto comunemente inteso" certo attribuisce la facoltà di cui parliamo alle FFOO..

..ah, dimenticavo.. in effetti, non siamo proprio colleghi.. E credo che di aver capito anche il motivo per cui non mi ero iscritto fin'ora..

Buona Serata..!!
Ah, mi era sfuggita questa perla. Bravo, siccome non sei neanche un Finanziere, la prossima volta che ti iscrivi al Forum "tanto per" e sotto mentite spoglie, sii un pò più furbo. Il tuo account é CHIUSO.  [39]


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sento odore di .....

Offline taxpayer

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« Risposta #43 il: 31 Ottobre 2011, 12:23:03 »
Mai avuto problemi a farmi identificare, anche se a essere sincero l'avenenimento appare un po' ritorsivo. che poi sia assolutamente atto dovuto non lo metto in dubbio, la ragazza poteva essere un attivista di qualche organizzazione e bisognava accertarlo. pero' penso che un politico debba prendersi qualche, non dico insulto, contestazione vivace senza correre da voi a piangere e invocare querele
Mi ricordo che quando ero ragazzino ( inizi anni '80) circolava la legenda urbana che è vietato andare in giro senza documento d'identità dopo i 14 anni, c'è qualche fondamento? nel dubbio me lo porto sempre appresso....
Andando un pò OT mi ricordo una sera d'estate di mooolti anni fà quando venni "pizzicato" dai vostri Cugini in atteggiamento diciamo "romantico ma non troppo"  con una ragazza.... molto imbarazzante. Non avevo i documenti con me ma, dopo avermi avvisato che il loro dovere sarebbe stato di portarmi alla stazione per l'identificazione [50], andarono via  con un sorrisetto...
Da  allora sono molto attento a poter fornire le mie generalità immediatamente , non si sà mai...  [06]   

Offline folgore.45

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« Risposta #44 il: 01 Novembre 2011, 02:24:13 »
Ho letto tutto il trhed, ma non ho trovato una cosa. Allora se questa manifestante si e' rivolta con frasi ingiuriose nei confronti della Moratti, questa puo', come suo diritto, aver espresso ad un Uff.le o Ag.te di P.G. la volonta' di querelare la ragazza, posticipando, entro 90 giorni,come la norma prevede, la ratifica della querela. A quel punto l'operatore ha il dovere di identificare la giovane..... Punto il resto sono solo chiacchiere da bar.....
Noi pochi felici, Noi banda di Fratelli: Perche' chiunque ha versato il suo sangue insieme a me e' mio fratello.

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Offline pacotom

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« Risposta #45 il: 01 Novembre 2011, 15:33:36 »
http://www.personaedanno.it/cms/data/articoli/022141.aspx

06 ottobre 2011
Cass., sez.VI civ., 30 settembre 2011, n.35597/11, pres. Mannino, rel. Conti - “CARABINIERE IN SPIAGGIA FA' IL CASCAMORTO E, AL RIFIUTO, CHIEDE I DOCUMENTI” - Laura ANDRAO
ANDRAO Laura


Ritenuto in fatto

1. Con la sentenza in epigrafe, la Corte di appello di Catanzaro confermava la sentenza in data 11 marzo 2008 del Tribunale di Catanzaro, appellata da C. B., condannato, con le attenuanti generiche, alla pena di mesi quattro di reclusione, in quanto responsabile del reato di cui all'art. 323 cod. pen., per avere, esercitando le sue funzioni di Carabiniere della Compagnia S. M., imposto alle cittadine extracomunitarie L. M. R. e A. I. R. H. di esibire i documenti di soggiorno per finalità esclusivamente ritorsive e vessatorie e quindi estranee a ragioni di ufficio (in Montauro, il 25 maggio 2005).

2. Osservava la Corte di appello essere stato accertato che il B., trovandosi fuori del servizio nella locale spiaggia, aveva cercato di entrare in confidenza con due ragazze sudamericane da lui notate mentre prendevano delle foto a un cagnolino e con tale intento aveva chiesto loro di farle delle foto. Al rifiuto delle ragazze, che non intendevano entrare in confidenza con uno sconosciuto, vestito in jeans e maglietta, egli si era qualificato come carabiniere ingiungendo loro di scendere dalla macchina con la quale si stavano allontanando e di esibirgli i documenti di identificazione, costringendole ad attendere l'arrivo dì una pattuglia radiomobile contestualmente chiamata.
Era dunque integrato il reato contestato che ricorre anche quando l'atto del pubblico ufficiale sia posto in essere non per ragioni di ufficio ma da intenti inutilmente vessatori, con ciò realizzandosi una violazione di legge per sviamento di potere.
2.
Ricorre per cassazione l'imputato, a mezzo del difensore avv. L. F., che, con un unico motivo, denuncia la violazione dell'art. 323 cod. pen., osservando che quale militare dell'Arma dei Carabinieri il B., costantemente operativo, aveva il dovere di controllare la regolarità dei documenti delle due donne che apparivano chiaramente per le loro caratteristiche somatiche come extracomunitarie. Il rifiuto di esibire i documenti, da loro opposto, integrava di per sé un reato, e correttamente il B. aveva sollecitato l'arrivo di una pattuglia. 
A fronte di tali obiettive circostanze, la versione fornita dalle due circa una ripicca posta in essere dal B. per non essersi esse prestate a fare con lui amicizia, poteva ben essere considerata come un tentativo di evitare sanzioni per l'omessa esibizione di documenti.
In ogni caso, la condotta contestata non integrava alcuna violazione di legge e non si era inoltre causato alcun danno ingiusto alle persone offese, anche perché queste avevano atteso senza alcuna costrizione l'arrivo della pattuglia chiamata dal B..

Considerato in diritto
1. Il ricorso appare infondato.

2. Non è qui in discussione il potere-dovere del carabiniere, che si trovi anche in una situazione nella quale egli non è impegnato da ragioni di servizio, di adottare ogni provvedimento inerenti alle sue funzioni di agente di polizia.
 Ciò che però rileva, ai fini della legittimità della sua condotta, è stabilire se l'atto di ufficio sia stato posto in essere per esigenze di servizio ovvero per scopi esclusivamente personali, poiché in tale ultimo caso sono violate le norme di legge che attribuiscono il relativo potere al pubblico ufficiale, potendosi configurare, ricorrendone gli estremi, il reato di abuso d'ufficio.
Va infatti ribadito che i poteri del pubblico ufficiale sono collegati a una funzione, e quindi sono esercitabili solo in vista del perseguimento di uno scopo pubblico, che del potere medesimo costituisce la condizione intrinseca di legalità; sicché si ha violazione di legge, rilevante a norma dell'art. 323 cod. pen., non solo quando la condotta sia svolta in contrasto con le forme, le procedure, i requisiti previsti dall'ordinamento, ma anche quando essa non sia conformata al presupposto da cui trae origine il potere, caratterizzato, a differenza dell'autonomia negoziale, dal vincolo di tipicità e di stretta legalità funzionale; derivandone che il potere esercitato per un fine diverso da quello stabilito dalla legge, e quindi per uno scopo personale od egoistico o comunque estraneo alla pubblica amministrazione, si pone fuori dello schema di legalità e rappresenta uno "sviamento" produttivo di una lesione dell'interesse tutelato dalla citata norma del codice penale (in questi termini, tra le tante, Sez. 6, n. 5820 del 09/02/1998, Mannucci, Rv. 211110; e, nello stesso ordine di idee, Sez.. 6, n.. 28389 del 19/05/2004, Vetrella, Rv. 229594; Sez. 6, n. 12196 dell'11/03/2005, Delle Monache, Rv. 231194; Sez. 6, n. 38965 del 18/10/2006, Fiori, Rv. 235277; Sez. 6, n. 41402 del 25/09/2009, D'Agostino, Rv. 245287; Sez. 5, n. 35501 del 16/06/2010, De Luca, Rv. 248496).

3. Nel caso di specie, i giudici di merito hanno accertato, con motivazione adeguata e coerente, che la richiesta di esibizione dei documenti e l'ingiunzione di attendere l'arrivo di una pattuglia dei carabinieri rivolto dall'imputato alle due ragazze non erano state determinate da esigenze di servizio, essendo state poste in essere per "ripicca" a fronte del rifiuto di quelle di farsi ritrarre in foto dal B. mentre le due si trovavano sulla spiaggia di Montemauro, ove, libero dal servizio, si trovava anche l'imputato.
Non è dubbio, poi, che tale comportamento (posto in essere in violazione di legge, per quello che si è sopra detto), abbia prodotto un danno ingiusto alle due ragazze, costrette ad attendere l'arrivo della pattuglia mentre esse stavano lasciando la spiaggia.
Risultano dunque integrati dunque tutti gli elementi considerati dal paradigma dell'art. 323 cod. pen.
4. Al rigetto del ricorso consegue ex art. 616 cod. proc. pen. la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
Ho visto cose che voi astemi non potete neanche immaginare! 

Offline atlas

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« Risposta #46 il: 10 Novembre 2011, 15:40:22 »
L'Italia è sempre stato un paese un po' troppo scosso (e ahimé insanguinato) politicamente per pensare di poter apostrofare per la strada un politico famoso e il cui operato non c'è piaciuto senza dover poi sottostare a richieste come quelle di cui parli (identificazione) ... Sarebbe (da cittadino) bello poterlo fare ma semplicemente non esistono certe condizioni, ti hanno già giustamente risposto in molti. Diverso il caso in cui si sente un politico trattare dei poliziotti o dei carabinieri come "servi", sentir dire da qualcuno che non sa niente di ordine pubblico frasi del tipo: "identificate quella persona!". Questo è troppo effettivamente ...

ma se lei viene "apostrofato/a" con epiteti ed aggettivi ingiurisiosi come si comporterebbe?
a prescindere da questo, le leggi della Repubblica Italiana prevedono il diritto per ogni citatdino (parlamentare,operaio,contadino ecc.) di vedere tutelata la propria immagine e di poter querelare chiunque lo offenda.
nella giungla il cittadino si fa giustizia da se.in Italia ringraziando il Signore il cittadino chiede alle forze dell'ordine l'identificazione della persona da cui si sente offeso, riservandosi il diritto di fare querela entro i termini di legge.

le forze dell'ordine non sono serve di nessuno e credo in particolare la polizia di stato lo abbia dimostrato una bella sera di maggio allorchè da un importante palazzo governativo è giunta una telefonata alla questura di milanodove si chiedeva l'immediata liberazione e la non denuncia e fotosegnalamento di una cittadina marocchina che a dire di questa importante personalità politica era la nipote di un presidente di stato africano.
uomini e donne della polizia di stato quella sera come sempre hanno fatto il proprio dovere incuranti delle pressioni ricevute assoggettati esclusivamente alla legge e all'autorità giudiziaria.


 [54]

@pacotom

rispetto ovviamente una sentenza della Corte di Cassazione, ma mi consenta, nel merito, di non essere d' accordo
« Ultima modifica: 10 Novembre 2011, 15:46:45 da atlas »
USI OBBEDIR TACENDO E TACENDO MORIR

Offline casimiromondino

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« Risposta #47 il: 12 Dicembre 2012, 14:56:21 »
@ teknoz:

1) l'identificazione di un soggetto da parte di personale digos (e quindi nel corso di attività d'istituto che attiene la politica) o da parte di personale addetto alla scorta e tutela di un personaggio è attività ancora più delicata di una semplice identificazione per altri motivi. In questa sede non posso essere più preciso e spiegarne i dettagli per questione di segreto d'ufficio, tuttavia puoi credermi che l'identificazione non è avvenuta per ritorsione all'espressione di un semplice dissenso ma va inquadrata in un'attività info-investigativa di più ampio respiro;

2) la ripresa di agenti/ufficiali di p.g. nel corso dell'espletamento della loro attività operativa è disciplinata da apposite circolari ministeriali che ne sanciscono modalità e circostanze. Il rifiuto di farsi riprendere da telecamere da parte di personale delle Forze dell'Ordine (soprattutto se in abiti civili) rientra nelle normali disposizioni di autotutela al fine di evitare ritorsioni, soprattutto se si opera in ambito politico.

Credo sia importante a riguardo chiarire un punto fondamentale che concerne il diritto d'autore ed il diritto di ripresa, pur comprendendo il desiderio di riservatezza che le forze dell'ordine possono avere nell'espletamento delle loro attività professionali, va chiarito che tutto ciò che succede in luoghi pubblici può essere fotografato liberamente ed il tentativo di ostacolare tale azione non è supportato da alcuna norma di legge. In luoghi pubblici si possono effettuare liberamente riprese di cose e persone nei limiti del comportamento rispettoso, cosa diversa è la pubblicazione di tali immagini. Se si devono pubblicare per motivi di cronaca non serve la liberatoria, se si pubblicano nell'ambito di progetti artistici non serve la liberatoria, per tutti gli altri scopi è necessaria la liberatoria dei soggetti ripresi. In alcuni forum si cerca di distinguere tra luogo pubblico ed individuo specialmente per gli agenti, dichiarando che non sono ufficiali pubblici ma pubblici ufficiali. Ora il problema è molto semplice nei luoghi pubblici non si possono far valere le norme della privacy per la ripresa ma le si possono far valere per la pubblicazione. Quindi sono certo che aiuterà una convivenza più serena e rafforzerà la fiducia delle persone se i pubblici ufficiali accetteranno le regole che valgono per tutti. Ovvero se accetteranno di essere ripresi ma pretenderanno il rispetto delle regole sul diritto d'autore per quanto riguarda la pubblicazione.

Offline soldato.blu

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« Risposta #48 il: 12 Dicembre 2012, 15:45:07 »
Parafrasando: Quindi sono certo che aiuterà una convivenza più serena e rafforzerà la fiducia dei pubblici ufficiali se i fotografi per arte e cronaca accetteranno le regole che valgono per tutti. Ovvero se accetteranno di essere identificati, pretendendo il rispetto delle regole sul diritto d'autore per quanto riguarda la pubblicazione.

Offline Giulio

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« Risposta #49 il: 14 Dicembre 2012, 09:32:23 »
Buongiorno a tutti, ho letto l'articolo di legge di cui all'oggetto ma si può applicare solo se una persona si rifiuta a declinare le proprie generalità.
Non ho trovato una legge dove sta scritto che un agente di P.U. o chiunque altro ha giurisdizione sulla persona di cui all'oggetto, mi spiego, se uno dice: sarò ben lieto dire le mie generalità/seguirvi se mi dimostrate di avere giurisdizione su di me, cosa gli si potrà rispondere?