AutoreTopic: Lettera di Beppe Grillo al Capo della Polizia  (Letto 10910 volte)


Offline Cleanhead

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« il: 20 Luglio 2011, 16:42:08 »
Citazione
dal blog di Beppe Grillo

“Esimio, spettabile, gentile, caro, egregio dottor Manganelli? Non so come iniziare questa lettera, la seconda che le invio. La chiamerò perciò signor Manganelli e spero che non se ne dispiaccia. Le scrivo perché mi sento a disagio. Avverto una crescente separazionetra la Polizia e i cittadini che trovo insensata e che non appartiene alla cultura di questo Paese e tanto meno al corpo dello Stato che lei dirige e rappresenta. In Gran Bretagna, si sono dimessi Paul Stephenson capo di Scotland Yard e il suo vice, John Yates, per essere sospettati di aver ricevuto dei favori dal gruppo editoriale che fa capo a Rupert Murdoch. Si sono dimessi per sospetti, non per un giudizio di un tribunale del Regno. In quel Paese l’etica per i funzionari pubblici è più importante delle sentenze. In questi giorni si celebra il decennale del G8 di Genova e la “macelleria messicana” della scuola Diaz. Lei è al corrente che per quei fatti Spartaco Mortola fu condannato in appello a tre anni e otto mesi per i falsi dei verbali di arresto della scuola Diaz e a un anno e due mesi per l’induzione alla falsa testimonianza del questore di Genova. I cittadini italiani si sarebbero aspettati almeno una sospensione dal servizio, invece Mortola è statopromosso a questore di Genova. Non è il solo tra i condannati dai tribunali della Repubblica per il G8 ad aver fatto carriera. Alessandro Perugini che colpì con un calcio in faccia un ragazzo inerme a terra in una scena che fece il giro del mondo è oggi dirigente della polizia ad Alessandria. L’elenco è lungo e glielo risparmio.
Io non ritengo giusto, e credo con me moltissimi italiani, che chi è stato condannato (anche se non ancora in Cassazione) continui a rimanere in servizio e sia pure promosso. Migliaia di poliziotti rischiano ogni giorno la vita, e spesso la perdono, per proteggere i cittadini, non meritano di essere associati a chi ha macchiato la divisa e il corpo a cui appartengono durante il G8. Io, francamente, lo troverei intollerabile.
Il cittadino non deve avere il minimo dubbio verso chi è deputato a proteggerlo, anzi deve avere nei suoi confronti la massima fiducia e disponibilità. Le faccio due proposte, che spero vorrà sostenere. La prima è l’introduzione di un identificativo per ogni poliziotto, come avviene in molti altri Paesi come gli Stati Uniti. La seconda è una serie diincontri aperti ai cittadini con la Polizia nelle varie città nei quali ogni problema relativo alla sicurezza sia discusso e affrontato. La Polizia è dei cittadini, non del Potere, ed è con i cittadini che deve confrontarsi. Confido, come sempre, in una sua risposta. Distinti saluti.”

...la Polizia appartiene allo Stato e lo Stato ai cittadini, si chiama democrazia, la maggioranza degli elettori decide. Lei caro Grillo come comico era simpatico, come politico lascia molto a desiderare.
Sopra le nuvole c'è sempre il sole. Ciao Ale.
„Za wolność waszą i nasza”
Credo in un solo Dio.
Cleanhead 6969-06 (così è contento Manconi)

Offline kronos

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« Risposta #1 il: 20 Luglio 2011, 18:03:58 »
Come dice Clen una volta Grillo era da apprezzare. Ultimamente dice sicuramente anche delle verità; però fa delle cacciate stomachevoli.

Offline Jason

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« Risposta #2 il: 20 Luglio 2011, 19:38:40 »
....facile fare la mosca cocchiera caro Beppe!....ma vedi d'annà...... [01]
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Offline pacotom

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« Risposta #3 il: 20 Luglio 2011, 20:25:23 »
Citazione
dal blog di Beppe Grillo

“La seconda è una serie diincontri aperti ai cittadini con la Polizia nelle varie città nei quali ogni problema relativo alla sicurezza sia discusso e affrontato. ”
Cioè? Come quelli che facevo io, nell'89, 90, 91 ecc., andando a parlare nelle scuole? Come ne fanno, da sempre, a centinaia in ogni città, PS, CC e GdF, nel tentativo di riavvicinare i giovani alle istituzioni, spiegare, chiarire, delucidare? Se intende questo, vuol dire che dormiva. Se intende qualcos'altro, si spieghi meglio.
Ho visto cose che voi astemi non potete neanche immaginare! 

Offline celeste

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« Risposta #4 il: 20 Luglio 2011, 20:29:29 »
Grillo caro, non sprecare più fiato, tanto è tutto inutile! Io ormai mi sono rassegnata.

Offline Jason

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« Risposta #5 il: 20 Luglio 2011, 20:41:58 »
Grillo caro, non sprecare più fiato, tanto è tutto inutile! Io ormai mi sono rassegnata.


rassegnata a che? [34]
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Offline celeste

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« Risposta #6 il: 20 Luglio 2011, 20:45:30 »
Rassegnata a veder gente che invece di essere spedita viene promossa. E' esattamente questo che è accaduto.
Sai noi comuni cittadini ci inc...... un tantino.

Offline Jason

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« Risposta #7 il: 20 Luglio 2011, 20:51:00 »
Comune cittadino lo sono anch'io, ma non mi sento inc...., perchè dovrei esserlo?
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Offline celeste

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« Risposta #8 il: 20 Luglio 2011, 20:55:12 »
Perchè? Ma non ti fa arrabbiare neanche un po' che gente condannata da un Tribunale seppur non ancora con sentenza definitiva, sia stata promossa?
Solo in questo paese poteva capitare una cosa del genere.

Offline Dukestralis

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« Risposta #9 il: 20 Luglio 2011, 21:16:43 »
E' un modo di farsi pubblicità, e attirare l'attenzione per essere al centro della scena mediatica con il supporto della stampa a lui amica  [39] [39]

Prima di Natale ho assistito ad un suo spettacolo, divertentissimo per giunta. E durante lo spettacolo ha iniziato a parlare di caschi con numero e altre varie amenità rivolte verso le forse dell'ordine. Peccato che alla parte di applausi ricevuta dalla platea si sono sommati anche una selva di fischi e cori di disapprovazione, che lo hanno costretto a cambiare repentinamente argomento, per non perdere il feeling con il pubblico!
The eye in the sky looking at you

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Approssimazione Dilettantismo Improvvisazione.

Offline celeste

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« Risposta #10 il: 20 Luglio 2011, 21:43:28 »
Perchè è un'amenità il numero sul casco?

Offline Jason

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« Risposta #11 il: 20 Luglio 2011, 21:45:37 »
.....ma chi scaglia estintori contro le forze dell'ordine ha qualche numero stampato in fronte?
Meglio morire in piedi, che vivere una vita in ginocchio.

Offline celeste

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« Risposta #12 il: 20 Luglio 2011, 21:53:00 »
No, ovvio. Allora scusa, nei paesi dove i numeri sui caschi li hanno fatti mettere, sono tutti degli idioti?

Offline robin81

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« Risposta #13 il: 20 Luglio 2011, 21:53:16 »
.....ma chi scaglia estintori contro le forze dell'ordine ha qualche numero stampato in fronte?

A me il numero sulla pettorina va bene. Facciamo però che prima della manifestazione CHIUNQUE viene identificato, così sai com'è, dovesse succedere qualcosa...
Oh scherzavo...già sentivo qualcuno urlare di "schedatura"....  [39]

postman78

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« Risposta #14 il: 20 Luglio 2011, 21:53:19 »
In un paese che manca di equità etica, morale e politica il numero sul casco sarebbe l'ennesimo colpo all'enorme incapacità del sistema di tutelare chi fa il proprio lavoro (il nostro), magari anche sbagliando, ma cerca di farlo spesso in condizioni limite come in quella del G8.
In altre sezioni, che tu celeste leggi e che da anni segui, assistiamo a racconti dove il collega, 20gg s.c di pronto soccorso a seguito di un intervento o di una resistenza attiva subita, vede il suo arrestato uscire dal tribunale il giorno dopo il quale si congeda salutandolo con il ghigno satanico: "ci vediamo alla prossima".
In democrazie vere, serie, che tutelano se stesse e che quando si parla di Stato si parla di gente che davvero vede nel sistema un perseguimento di obbiettivi comune il casco numerato è non solo giusto ma legittimo e sacrosanto, in Italia a queste condizioni no, non lo è!
Potrai non essere d'accordo come forse non lo è il signor Grillo ma sono stufo di scendere in strada tutti i giorni e oltre a non poter fornire al cittadino vere e  serie risposte sempre più spesso vengo solo considerato un buffone, per giunta violento anche se non torco mai un capello a nessuno, dalla maggioranza dei cittadini.

Offline Camaleonte

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« Risposta #15 il: 20 Luglio 2011, 21:57:33 »
No, ovvio. Allora scusa, nei paesi dove i numeri sui caschi li hanno fatti mettere, sono tutti degli idioti?

Assolutamente no, ma nella maggior parte di quei paesi, quando uno aggredisce un appartenente alle FFOO viene trattato diversamente dalla magistratura [58] [58] [58]

Offline Jason

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« Risposta #16 il: 20 Luglio 2011, 22:00:01 »
No, ovvio. Allora scusa, nei paesi dove i numeri sui caschi li hanno fatti mettere, sono tutti degli idioti?

No, certamente, ma il fatto di non averlo non è indice di idiozia.
Vedi, lo ripeto per l'ennesima volta, a me la polizia, i carabinieri, i finanzieri, i vigili, non hanno mai fatto nulla, ovvero non mi hanno mai toccato, mi son sempre comportato civilmente rispettando chi indossa una divisa, fosse anche quella di un tramviere.
....a buon intenditor.....
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Offline celeste

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« Risposta #17 il: 20 Luglio 2011, 22:19:54 »
 @ Postman Con tutto il rispetto per la tua opinione, tu sei giustamente stufo di essere generalizzato, ma mi pare che qui a volte siamo generalizzati noi. Ma dov'è tutta sta gente che considera uno un buffone o un violento solo perchè ha una divisa? Io non ne conosco. Certo gli idioti ci sono, è ovvio ma esiste anche tanta gente di buon senso. Un arrestato come dici tu viene subito rilasciato? E' una vergogna, hai ragione.
Al G8 c'erano condizioni limite. Ok, e quindi cosa dovrei fare, giustificare? Perchè devo giustificare tutto lo schifo che ho visto ?(da tutte le parti si intende).Non ci riesco proprio, non lo farò mai. Mi dispiace.

Offline celeste

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« Risposta #18 il: 20 Luglio 2011, 22:40:59 »
Jason, non è sempre per girare il dito nella piaga, ma neanche molti manifestanti al G8 avevano fatto qualcosa di male e si sono presi un sacco di mazzate da una parte (perchè non mi piace generalizzare) delle Forze dell'Ordine. Anch'io rispetto le divise e la Polizia non mi ha mai fatto niente, ma se mi fossi trovata lì in mezzo quel giorno, non so.....

Offline Jason

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« Risposta #19 il: 20 Luglio 2011, 23:18:43 »
...se ci sono dei divieti da rispettare, rispettali e nessuno ti farà nulla.
Vivi in una società civile, in una democrazia, se non ti va bene vai a vivere nella giungla, la puoi confrontarti con tutti gli altri e vedere chi è il più forte
Non ti pare?
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Offline Poliziotti.it

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« Risposta #20 il: 20 Luglio 2011, 23:19:38 »
Gentilissimo Signor Grillo

…o preferisce Dottore ?
Uno come lei non può non essere un Dottore.
Di certo lo è della risata, per anni ci siamo scompisciati dalla platea dei suoi teatri sempre pieni applaudendola per le sue performance ironiche di tutto rispetto specie quando erano figlie della genuina voglia di far riflettere la gente.
Oggi che però si erge, gentilissimo Dottore, a Guru del nuovo modo di fare politica, oggi che attraverso tanto inutile populismo riesce, col suo piglio e la sua simpaticissima verve tutta genovese, ad accentrare su di se enorme interesse, forse, quelle risate, sono un po più amare e forse un pò troppo strumentali.
Leggevo la sua lettera aperta, così la definisce Dott. Grillo, al nostro Capo Dottor Antonio Manganelli, che, francamente, non credo perderà del tempo a risponderLe dato gli enormi impegni istituzionali e non solo che lo stesso avrà certamente in agenda. (magari mi sbaglio!)
Chi sono io ??
Io sono un cane da strada, uno di quelli che quando per errore (e spero sempre per errore) scatta l’allarme nella sua sontuosa villa genovese, arriva tutto trafelato lampeggianti e sirena accesa a sincerarsi che tutto sia in ordine, che nessuno abbia violato la sua serenità ne la sua bellissima dimora.
Sono uno di quelli che prende le botte per strada (che per carità a volte è costretto anche a darle per difendersi e tornare a casa tutto intero), uno di quelli che, come dice nella lettera aperta al nostro capo, potrebbe anche morire per tutelare quei pochi baluardi di democrazia che in Italia sono rimasti.
Sono uno di quelli che si è letteralmente scompisciato delle sue battute e per l’arte più antica del mondo che lei esercita…e non parlo della prostituzione, per carità, parlo della risata perché quella del giullare è tanto antica quanto quella del meretricio.
Leggo che spesso entra nel merito del rapporto tra polizia e cittadino e i richiami al G8 non di rado si intrecciano a sproposito con quel patto di fiducia che lei, giustamente, ritiene debba esserci tra la popolazione e la propria Polizia.
Non sono certamente fatti come quelli del G8 che vanno presi ad esempio. Non solo per la natura degli eventi in trattazione ma anche per la particolarità degli stessi che storicamente, a mio avviso, avrebbero bisogno di una chiave di lettura diversa e non solo a senso unico come ci si ostina a fare da anni.
Non è nemmeno con la responsabilizzazion e eccessiva del singolo operatore che si potranno cambiare le cose perché in un Paese dove ogni giorno viene messo in discussione qualsiasi tipo di intervento da parte delle forze dell’ordine, sarebbe un ulteriore accanimento nei confronti di chi ogni giorno è costretto a essere valvola di sfogo e cuscinetto tra il cittadino e un sistema giudiziario e statale che troppe volte non è in grado di dare vere e serie risposte alla popolazione.
Guardi, di principio io non sono contrario al numero sul casco o comunque alla possibilità di identificazione univoca dell’operatore di polizia in un contesto di piazza, sarei favorevole se il mestiere che ogni giorno svolgo fosse davvero tutelato e se rappresentassi uno Stato fatto di cittadini che davvero attraverso di esso perseguono un obiettivo comune.
Giusto e sacrosanto è ritenere la responsabilità penale personale estremizzandola così come si fa nei paesi esteri ma all’estero, il poliziotto, sa di essere tutelato dal sistema, sa che se un manifestante rende permanentemente inabile al servizio un mio collega finisce in carcere senza sconti, finchè non arriveremo a questo, mi permetta signor Grillo, io il numeretto come le mucche, in piazza, non me lo metto!
Poi sulle responsabilità dei vertici, sulle presunte o reali promozioni, possiamo anche essere d’accordo ma in un Paese fatto di parlamentari che troppo spesso passano, non solo occasionalmente, tra le maglie della magistratura e che non hanno mai il coraggio di dimettersi come può pretendere avvenga la stessa cosa per quelle cariche che della politica sono la diretta emanazione ?
Non crede di sbagliare soggetto ? Non crede di prendersela con il “vaso di coccio” del sistema ?
Non crede che in Italia, dopo 10 anni, al posto di alimentare lo scontro con quell’altra parte della barricata, le forze dell’ordine, sarebbe meglio ricominciare a leggere la storia in un'altra chiave ?
Non crede sarebbe meglio togliere un po di santità ai manifestanti e valutare quanto, ambo le parti, siano vittime di un gioco di quel potere di cui lei sembra voler ogni giorno di più far parte ?
Dott. Grillo, io sono Michele Rinelli, un Assistente della Polizia di Stato, uno che ogni giorno scende in strada a prestare la sua opera nel miglior modo possibile e che cerca di smorzare alla meglio certe contrapposizioni sociali e culturali…quelle che, persone come lei, signor Grillo, dovrebbero smettere di alimentare.

Un cordiale saluto




Offline marco14628

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« Risposta #21 il: 20 Luglio 2011, 23:45:14 »
Ma nel nostro caso il numeretto sul casco non ricorda la schedatura nazista? Ricordo una interessante polemica successa a roma fra venditori abusivi e p.l.?
(  Come mi sento provocatorio stasera :-))))  )
In ogni caso ogni discussione è totalmente inutile, tutto è strumentalizzato e tirato a convenienza.
È giusto avere il numeretto sul casco? E i 6 mesi con la condizionale e una pacca sulla alla spalla al mio aggressore? E gli "zero indagati" per i 200 delapidati della val susa? Tutto normale?
Allora Celeste facciamo così, io il numeretto me lo metto come il poliziotto inglese o americano, ma insieme mi prendo anche le loro giuste tutele, protezione legale, vera condanna per chi li aggredisce, proiettili di gomma, taser, spray al peperoncino, e magari anche la giurisdizione in responsabilità al procuratore capo per reati inerenti gli agenti.
Va bene? A me si, in caso contrario, non ti aspettare altro che inattività, giá chi mi aggredisce è una vittima o un eroe, figurati poi con un numeretto sulla schiena, me ne rimango proprio a guardare che è meglio.
Come i 200 dilapidato della val di susa.

La ns situazione non è quella inglese o americana, la storia del numeretto va inserita in un più ampio scenario di riforma del c.p.p, e di mezzi di autotutela.

Cmq non ti preoccupare di sta storia non ne sentirsi più parlare, troppo complessa, il decennale poi è servito soltanto a fare business, libri film docu; è come per l'armistio del '43, ogni anno l'8 settembre saltano fuori i libri sugli scaffali, 4 docu, 3 film, magari anche il finto scoop-link ad arte. Tutto sparisce il giorno dieci. Tutto rimandato a genova 2021.

È stato un bel circo. Ripeto, l'ultimo a cui ho partecipato.

Offline marco14628

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« Risposta #22 il: 20 Luglio 2011, 23:56:19 »
Michele,(mi permetto di darti del tu anche se non ci conosciamo), hai detto tutto, hai un'arte nello scrivere che a me manca.
Chiedo solo, l'intervento l'hai postato solo qua o anche sul blog del comico?

Offline celeste

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« Risposta #23 il: 21 Luglio 2011, 07:49:14 »
Dicevo, (ho sbagliato a inviare) che la gente non dimentica, soprattutto quelli che sono state vittime di quella violenza, in strada o in altri luoghi.

Offline Cleanhead

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« Risposta #24 il: 21 Luglio 2011, 07:57:20 »
Dicevo, (ho sbagliato a inviare) che la gente non dimentica, soprattutto quelli che sono state vittime di quella violenza, in strada o in altri luoghi.

..ma infatti non deve dimenticare, deve solo capire che è stata usata per altri scopi, cosi come sono stati usati i poliziotti......
Sopra le nuvole c'è sempre il sole. Ciao Ale.
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