AutoreTopic: Lettera di Beppe Grillo al Capo della Polizia  (Letto 10919 volte)


Offline soldato.blu

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« Risposta #50 il: 28 Luglio 2011, 10:10:15 »
Storiella di un moralizzatore......

Beppe Grillo imprenditore berlusconiano
di FOSCA BINCHER SUL suo blog e qua e là in più di uno spettacolo girovagante per le piazze di Italia e perfino oltre confine, è stato un cavallo di battaglia. Che lo facessero società come la Parmalat sotto il profilo fiscale o altri sotto l’aspetto ambientale, per Beppe Grillo il condono è sempre stato un vero tabù. Per il Beppe Grillo comico e tribuno di piazza, naturalmente. Non per i Grillo imprenditore e immobiliarista. Perché in quel caso passava in secondo piano l’opinione dei suoi blogger o qualche testo di piazza pronunciato con parole troppo avventate. E Giuseppe Grillo detto Beppe insieme al fratello Andrea quel condono, anzi l’articolo 9 della legge sul condono fiscale di Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti, proprio la norma sul condono tombale, l’hanno utilizzata con grande sapienza. Non una, ma due volte, perché mentre in parlamento impazzavano le polemiche sulla riapertura dei termini per prorogare a tutto il 2002 la grazia fiscale già concessa per il periodo 1997-2001, i Grillo risfruttavano la possibilità. Come? Nei bilanci 2002 e 2003 della propria immobiliare, la Gestimar srl con sede a Genova e casette in giro per l’Italia. Così scrive Andrea Grillo nel bilancio 2002, mettendo avanti le mani anche per conto del fratello Beppe (che ha il 99 per cento delle azioni): «In considerazione della possibilità concessa dalla legge finanziaria 2003 di definire la propria posizione fiscale con riferimento ai periodi di imposta dal 1997 al 2001, fermo restando il convincimento circa la correttezza e la liceità dell’operato sinora eseguito, si è rietnuto opportuno di avvalersi della fattispecie definitoria di cui all’articolo 9 della predetta legge (condono Tombale)». Piccola decisione un po’ nascosta in bilancio e fra mille scuse e inutili professioni di correttezza (applicare il vituperato condono fiscale berlusconiano non era infatti obbligatorio), di cui non si trova più traccia nel bilancio 2004 della Gestimar, che alla fine paga anche un sacco di tasse, più del 60 per cento sul piccolo utile realizzato. In questo caso ben diversamente dalle holding di Adriano Celentano e di Roberto Benigni, come raccontato in questi giorni da Il Tempo. Ma era stato proprio Beppe Grillo, non Celentano o Benigni a tuonare contro i condoni nel giugno 2004, in una vibrante lettera rivolta al direttore del quotidiano La Repubblica. Rivolto ai deputati della Casa delle Libertà, aveva sostenuto: «Mettiamo, per ipotesi, che costoro non abbiano mai rubato, evaso le tasse, corrotto un finanziere o un giudice, maneggiato fondi neri, società offshore, P2, tangenti e condoni...» . Già, i condoni come quello che il Grillo imprenditore aveva appena utilizzato... Per altro in buonissima compagnia. Perché altri indignati tuonanti come lui, dalla società editrice dell’Unità, al Caf del Lazio controllato dalla Cgil, fino a quasi tutte le società per azioni controllate dai democratici di sinistra, quel condono tombale l’avevano usato a man bassa e perfino per cifre ben più significative. Sarà piccolo, ma è il conflitto di interesse di tutti gli indignati speciali del centrosinistra italiano... La Gestimar dei fratelli Grillo è una società immobiliare con una decina di proprietà sparse fra Liguria e Sardegna. Il portafoglio al costo storico immobilizzato sfiora il milioncino di euro, ma il valore di mercato è probabilmente molto superiore. In bilancio figurano tre unità immobiliari a Marineledda, Golfo degli Aranci, e una casa a Porto Cervo. Due immobili commerciali ad uso ufficio sono controllati a Casella e a Genova Nervi, mentre altre proprietà ad uso civile e commerciale sono solo citate in un elenco indistinto. L’attività della società e i suoi stessi bilanci sono resi possibili da un finanziamento infruttifero da parte del socio Giuseppe Grillo, per un ammontare di 461 milioni di euro, riportato nello stato patrimoniale della società come debito.
fonte: il tempo.

questo è quello che Grillo non racconta.

Offline Shostakovic

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« Risposta #51 il: 28 Luglio 2011, 13:40:25 »
Però c'è un'anomalia: i tre poliziotti del caso Rasman sono stati sospesi, e la Cassazione sarà a dicembre.

Offline celeste

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« Risposta #52 il: 28 Luglio 2011, 13:51:49 »
Non lo sapevo, se è così allora non riesco a capire.
Ma dal tronde caro shos, sai quante anomalie ci sono in questo paese?

giacal

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« Risposta #53 il: 28 Luglio 2011, 14:01:18 »
Art, 9 D.P.R. 737/81 - Sospensione cautelare in pendenza di procedimento penale.
[omissis]
Fuori dei casi previsti nel comma precedente l'appartenente ai ruoli dell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza sottoposto a procedimento penale, quando la natura del reato sia particolarmente grave, PUO' essere sospeso dal servizio con provvedimento del Ministro su rapporto motivato del capo dell'ufficio da cui dipende.
[omissis]

Alcune considerazioni:
1) la natura della sospensione del servizio come disciplinata dal comma 2 dell'art. 9 sopra citato ha natura meramente facoltativa;
2) La sospensione cautelare dal servizio non ha carattere sanzionatorio, ma costituisce un provvedimento volto ad evitare il possibile pregiudizio per il servizio stesso e per il prestigio dell'ufficio, in dipendenza del permanere in attività del pubblico impiegato;
3) ultimo ma non ultimo.....alle volte basterebbe sapersi (o volersi) documentare con un po' di buona volontà prima di postare commenti nazional-popolari dall'esclusiva natura polemica.  :136: :136:

Offline Shostakovic

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« Risposta #54 il: 28 Luglio 2011, 14:07:37 »
Giacal sei sempre suscettibile. Non conoscevo questo articolo che rende facoltativa la sospensione.
Allora perché Manganelli nella risposta a Grillo non ne parla, e parla soltanto di incompatibilità tra procedimenti disciplinari interni e procedimenti penali esterni a carico di pubblici ufficiali? Sto solo cercando di capire meglio.

giacal

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« Risposta #55 il: 28 Luglio 2011, 14:15:52 »
Giacal sei sempre suscettibile. Non conoscevo questo articolo che rende facoltativa la sospensione.
Allora perché Manganelli nella risposta a Grillo non ne parla, e parla soltanto di incompatibilità tra procedimenti disciplinari interni e procedimenti penali esterni a carico di pubblici ufficiali? Sto solo cercando di capire meglio.

Eh, già...ho proprio un caratteraccio, me lo dice sempre anche mia moglie!!  [41]
Vuoi che Manganelli si metta a fare una lezione di giurisprudenza a chi come Grillo continua a mantenere una visione a senso unico della vita? Ma dai..... E poi per scoprire l'acqua calda esistono sempre i motori di ricerca...sai, quelle cose dove basta digitare... chessò... "sospensione cautelare agente di polizia".....
« Ultima modifica: 28 Luglio 2011, 14:18:01 da giacal »

Offline celeste

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« Risposta #56 il: 28 Luglio 2011, 14:22:03 »
Non era per far polemiche, era solo per capire. Mica possiamo conoscere tutte le leggi su certi argomenti.
Grazie del chiarimento.

Offline hermione

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« Risposta #57 il: 28 Luglio 2011, 14:51:59 »
Ora che sono arrivati i "grillini", dormirò sonni molto più tranquilli!!

Io invece no, Giacal..... tanto è vero che ho fatto la scorta di sonniferi......


.bè la sua situazione di certo ci guadagna..........p referivo "Cicciolina" in parlamento..era più "pura" ....

Quoto la prima parte. Sulla seconda aggiungo che almeno lavorava con quello che conosceva bene....

Non so quanto il Dott. Grillo meritasse una risposta dal capo ma per certi versi, al contrario di come fu De Gennaro troppo silenzioso, sono contento che gli abbia risposto.

Anch'io sono contenta della risposta. In fondo lo accontenta pure, visto che vuole questo dialogo con le FF.OO.
Per il resto..... calma, Post. Non esagerare.... dottore..... de che?
amare se stessi è l'inizio di un idilllio che dura tutta la vita.
Oscar Wilde

Nelle vostre amicizie e inimicizie cercate di mettere sempre un limite alla vostra fiducia e alle vostre versioni
Chesterfeld

postman78

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« Risposta #58 il: 28 Luglio 2011, 15:37:41 »


Anch'io sono contenta della risposta. In fondo lo accontenta pure, visto che vuole questo dialogo con le FF.OO.
Per il resto..... calma, Post. Non esagerare.... dottore..... de che?

Della risata...e qui mi fermo!  [39]

Offline Cleanhead

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« Risposta #59 il: 28 Luglio 2011, 17:27:48 »
ovviamente se alla fine del procedimento penale il dipendente viene giudicato non colpevole, l amministrazione dovra versare tutti gli stipendi arretrati non erogati !
Sopra le nuvole c'è sempre il sole. Ciao Ale.
„Za wolność waszą i nasza”
Credo in un solo Dio.
Cleanhead 6969-06 (così è contento Manconi)

Offline 016

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« Risposta #60 il: 29 Luglio 2011, 09:14:40 »
io non sono molto bravo nello scrivere xrò pensando a voce alta dico: Ma questi criminali di colleghi che Grillo accusa , non sono gli stessi che in primo grado sono stati assolti???? e poi in secondo grado condannati?? fatemi capire il giudice di primo grado era un corrotto e quello di secondo no??? .. Se ci sono due sentenze contrastanti chi si prende la responsabilità di sospendere qualcuno prima che non ci sia stata sentenza definitiva??? Cmq i soliti complimenti a michele per la padronanza letteraria.. [54] [54]
Se un giorno qualcuno dovesse mettervelo nel c**o, non agitatevi altrimenti fareste il suo gioco...

Offline pacotom

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« Risposta #61 il: 29 Luglio 2011, 12:54:05 »
Giacal sei sempre suscettibile. Non conoscevo questo articolo che rende facoltativa la sospensione.
Allora perché Manganelli nella risposta a Grillo non ne parla, e parla soltanto di incompatibilità tra procedimenti disciplinari interni e procedimenti penali esterni a carico di pubblici ufficiali? Sto solo cercando di capire meglio.
Perchè sono due norme diverse, entrambe dello stesso DPR:

Art.11
Procedimento disciplinare connesso con procedimento penale
Quando l'appartenente ai ruoli dell'Amministrazione della pubblica sicurezza viene sottoposto, per gli stessi fatti, a procedimento penale, il primo deve essere sospeso fino alla definizione del procedimento penale con sentenza passata in giudicato.

questa è una norma di carattere procedurale e non prevede eccezioni: il procedimento disciplinare DEVE essere sospeso.
Il Capo risponde a Grillo che chiede perchè i poliziotti sono stati promossi e questa norma è sufficiente: non essendo condannati in via definitiva, non ci sono elementi per fermarne la carriera.

Art.9
Sospensione cautelare in pendenza di procedimento penale
L'appartenente ai ruoli dell'Amministrazione della pubblica sicurezza, colpito da ordine o mandato di cattura o che si trovi, comunque, in stato di carcerazione preventiva, deve essere sospeso dal servizio con provvedimento del capo dell'ufficio dal quale gerarchicamente dipende, che deve, altresì, riferire immediatamente alla direzione centrale del personale presso il dipartimento della pubblica sicurezza.
Fuori dei casi previsti dal comma precedente, quando la natura del reato stesso sia particolarmente grave, può essere sospeso con provvedimento del Ministro su rapporto motivato del capo dell'Ufficio dal quale dipende

Questa è una norma di natura sostanziale: la sospensione cautelare è obbligatoria se il dipendente è arrestato, è facoltativa negli altri casi. Evidentemente il ministero, in questo caso, non li ha voluti sospendere, in altri sì. Magari agli occhi del profano 2 episodi sono identici e di pari gravità, per il ministero no, è la legge che attribuisce questa facoltà di valutazione discrezionale.
Ho visto cose che voi astemi non potete neanche immaginare! 

Offline pacotom

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« Risposta #62 il: 29 Luglio 2011, 13:14:33 »
A proposito di sospensione cautelare, un po' di roba mia del 2001:

 Si paret condemna…

Prendendo spunto da una recente vicenda palermitana, mi chiedevo cosa spingesse due agenti, condannati in primo grado per peculato, ad improvvisare uno sciopero della fame, incatenati davanti al Palazzo di Giustizia, protestando con rabbia la propria innocenza e l’iniquità di una sospensione  comminata ex lege, otto anni dopo i fatti, ma ancor prima di una condanna definitiva. Si tratta di una squallida vicenda che ripropone il solito problema del poliziotto che, innocente o colpevole che sia, incappa nel tritacarne giudiziario. Lo Stato e la collettività, giustamente, pretendono che il tutore dell’ordine si esponga a gravissimi rischi personali (dalla coltellata all’artrosi cervicale, dal procedimento disciplinare a quello giudiziario), in cambio di una contropartita economica da “soglia di povertà” e senza alcuna specifica garanzia processuale, pur presente nel vecchio c.p.p. “La cosiddetta società vi affida il compito di frugare nelle fogne, ma non ammette che vi ci sporchiate… o meglio, che la sporcizia si veda”. Se abbiamo la sventura di presentarci in dibattimento, non nella solita veste di testimoni, ma come imputati, corriamo il rischio di doverci sottoporre ad un fardello probatorio aggiuntivo rispetto a qualsiasi altro cittadino, se non addirittura ad una sostanziale inversione dell’onere della prova. I testi dell’accusa sono tutti buoni, credibili, genuini D.O.C.. Quelli della difesa quasi sempre sono giudicati inattendibili: o vogliono favorirci, in riconoscenza di pregresse “coperture”, oppure sono comprensibilmente terrorizzati dalle nostre certe ritorsioni...  Quello che non si può accettare, in uno Stato democratico, è l’ingranaggio perverso per cui un tutore dell’ordine, particolarmente (e fisiologicamente) esposto ad “incidenti di percorso” del genere, non goda in concreto di alcuna maggiore e specifica tutela processuale, che pure era prevista dal vecchio c.p.p. Così, dopo l’informazione di garanzia (o, peggio, l’arresto), si imbocca a fari spenti un tenebroso tunnel che, comunque e quando finisce, lascia fisico e morale a pezzi, montagne di debiti, famiglie distrutte. L’Amministrazione certamente può e deve cautelarsi dalle malefatte, vere o presunte, dei dipendenti, adottando provvedimenti adeguati, comprese le sospensioni dal servizio per fatti gravi ed incompatibili con le funzioni rivestite, o le rimozioni coattive dall’ambiente “inquinato” o ancora lo spostamento a mansioni di altra e meno delicata natura. Deve poi, se necessario, disporre la destituzione, senza falsi pietismi ed interferenze di sorta: chi sbaglia deve pagare, e il cittadino poliziotto-carabiniere-finanziere deve pagare doppio: come reo e come “traditore” degli ideali del corpo e della divisa, per il fango gettato sull’Istituzione e sui suoi appartenenti.
Ma ogni appartenente (ancorché colpevole) ha pieno diritto a che l’accertamento processuale della verità sia improntato al massimo rigore logico e giuridico e preveda tutte le garanzie accordate anche ai delinquenti abituali. E, soprattutto, ciò avvenga in tempi rapidi o quantomeno ragionevoli, nell’interesse di tutti i soggetti coinvolti (imputati, testimoni, parti lese, pubblica accusa), dell’Amministrazione, della Magistratura e della Società civile.
Per chi sa di essere innocente, inoltre, il calvario del processo è un’insopportabile anticipazione di immeritate ed inique punizioni. Otto anni per una sentenza di primo grado (di cui cinque dall’arresto al rinvio a giudizio) sono decisamente troppi! E fra appello ed eventuale ricorso per Cassazione, magari con rinvio, quanti ne dovranno passare ancora? E nel frattempo, chi si preoccupa di tutelare, da indiscriminate campagne stampa (magari orchestrate ad arte) e da premature “condanne sommarie in piazza”, l’onorabilità di cittadini e servitori dello Stato che, secondo l’art.27 Cost., sono ancora da considerare “non colpevoli” fino al giudicato definitivo?  Ma, ancor prima, come ci si preoccupa della sopravvivenza delle loro famiglie? Con l’assegno alimentare? Sotto questi specifici aspetti, appare auspicabile il ripristino dei procedimenti speciali a carico di appartenenti alla P.G., non certo come privilegio, ma come strumento di doverosa perequazione nei confronti di “pubblici dipendenti” trattati (almeno economicamente) come gli altri, ma oggettivamente esposti a rischi ben diversi e ben più gravi. Logico corollario appare l’ammissione, in tutte le situazioni riconducibili al servizio, al gratuito patrocinio e alla difesa da parte dell’Avvocatura dello Stato (salvo rivalsa in caso di condanna definitiva), eventualità oggi quasi teoriche.
E poi, ha senso una sospensione (né cautelare, né disciplinare) ex lege e sine die, a distanza siderale dall’epoca dei fatti? Qui non c’è ricorso al T.A.R. con richiesta di sospensiva che tenga: si tratta di un “atto dovuto”, precluso alla discrezionalità della P.A. ed inattaccabile con gli ordinari mezzi di gravame. Purtroppo in alcuni casi la giustizia, già inesorabilmente lenta, dopo anni di indagini preliminari, rinvii, udienze a decine ecc. partorisce sentenze con “motivazioni” che tradiscono una scarsa conoscenza dell’attività di polizia e delle attribuzioni dei vari ruoli. A volte traspare anche una vera e propria avversione per le modalità operative normalmente adottate, per tecniche investigative appena fuori dai rigidi schemi formali, stigmatizzate con veemenza degna di miglior causa. Sintomo evidente che troppi magistrati non hanno una percezione esatta del “lavoro” dei poliziotti, della natura degli “antagonisti”, degli ambienti in cui tutti insieme operano e devono sopravvivere e dei metodi che, per vocazione o per forza, si è costretti ad adottare. Negli ultimi anni ho dovuto leggere centinaia di sentenze, nei confronti di delinquenti e mafiosi, nonché di poliziotti, restando a volte affascinato dall’estremo rigore logico e dalla profonda preparazione giuridica degli estensori, ma ancor più dall’enorme senso di responsabilità per la delicatissima funzione loro affidata: si capiva benissimo che pesavano e scrivevano ogni parola con la piena consapevolezza della delicatissima funzione loro affidata, del fatto che stavano decidendo del destino, della libertà e del patrimonio, morale, familiare e materiale, di esseri umani. Alla fine l’inciso “In nome del Popolo Italiano” risuonava in tutta la sua autorevolezza, in piena sintonia con quella dei Giudici che avevano deliberato.  Da qualche tempo, invece (ma spero che sia solo una mia impressione), la lettura di recenti sentenze m’infonde un’inquietante sensazione, come se il giudicante, già dalle prime udienze, si fosse frettolosamente convinto della colpevolezza o meno degli imputati e, nelle motivazioni, cercasse di suffragare ex post il proprio teorema con argomentazioni contrastanti coi precetti della logica, della coerenza e perfino del diritto positivo. Sicuramente l’enorme mole di lavoro che grava sui magistrati non facilita il loro compito e rischia di compromettere la serenità e l’accuratezza del loro lavoro... ma non dimentichiamoci la natura degli interessi in gioco.  Ciascuno di noi (facendo i debiti scongiuri) è pronto a ripetere il trito ritornello: “Ho piena fiducia nella Magistratura e confido nell’imminente accertamento della mia totale estraneità ai fatti contestatimi...”. Ma mi chiedo quanti ci credano veramente e non siano invece consapevoli di essere entrati in un’impastatrice che li distruggerà, fisicamente e moralmente, per lunghi anni.  Di fronte a certe “discutibili” iniziative, infine, è il caso di replicare con fermezza, anche a costo di essere strumentalmente accusati di voler creare attriti istituzionali. Oltre a rivendicare il diritto di replica, quali interlocutori qualificati nel contesto sociale e giuridico, è importante ed urgente intraprendere un fitto interscambio di pareri ed esperienze, non per rinfocolare polemiche (non se ne avverte proprio l’esigenza), ma per approfondire costruttivamente i termini del controverso rapporto P.G. - A.G. ed esaminare eventuali proposte, soluzioni e strategie. 
   Il Segretario Provinciale   

e altra roba sulla sospensione disciplinare in tutto il pubblico impiego:

https://docs.google.com/document/d/1OzqYdIovvR9wzfB6Tu6KxR3M3WXP4kfLn0M-WeT6U4E/edit?hl=it
Ho visto cose che voi astemi non potete neanche immaginare! 

Offline pacotom

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« Risposta #63 il: 29 Luglio 2011, 13:35:15 »
Ho visto cose che voi astemi non potete neanche immaginare! 

Offline aubrey

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« Risposta #64 il: 30 Luglio 2011, 20:33:52 »
comprendo il sentimento di democrazia....ma perchè avete perso così tanto tempo e pazienza per rispondere a Grillo????? Ma ne valeva la pena???

Offline drago78

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« Risposta #65 il: 30 Luglio 2011, 21:49:08 »
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io non sono molto bravo nello scrivere xrò pensando a voce alta dico: Ma questi criminali di colleghi che Grillo accusa , non sono gli stessi che in primo grado sono stati assolti???? e poi in secondo grado condannati?? fatemi capire il giudice di primo grado era un corrotto e quello di secondo no??? .. Se ci sono due sentenze contrastanti chi si prende la responsabilità di sospendere qualcuno prima che non ci sia stata sentenza definitiva??? Cmq i soliti complimenti a michele per la padronanza letteraria.. [54] [54]

postman78

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« Risposta #66 il: 30 Luglio 2011, 22:56:33 »
comprendo il sentimento di democrazia....ma perchè avete perso così tanto tempo e pazienza per rispondere a Grillo????? Ma ne valeva la pena???

Forse hai ragione ma tra le pieghe del becero populismo, del giustizialismo a senso unico, si possono sempre subire le lame dell'ignoranza ? Come ad essere quasi sottoposti allo strapotere di certi personaggi che sfruttano la loro visibilità solo per farsi propaganda e di conseguenza danneggiarci ?
Si poteva tacere, hai ragione, ma siamo sicuri che siamo uomini che debbano rinunciare sempre e comunque alla loro dignità delegandone la tutela all'istituzione di cui fanno parte ??
Purtroppo di questo ultimo punto non sono più sicuro da troppo tempo....e di certo non ne sono ne orgoglioso ne felice   [02]
Non cedo di essere paranoico nel dire che siamo costantemente sotto attacco e credo giusto far sapere alla gente non solo le ragioni ma anche che sotto i caschi e gli scudi non ci sono soldatini ignoranti ma gente che ha un cervello e che, aldilà della professione, ha un opinione...e credimi in molti, e non certo nei vertici della polizia, vorrebbero ancora associarci ai figli contadini della Valle Giulia di Pasoliniana memoria (grezzi, ignoranti e stupidi)...ma i tempi sono cambiati, per tutti.
Nessuno vuole una rivoluzione....ma il rispetto, quello si...quello non lo si nega nemmeno ai cani!

Offline aubrey

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« Risposta #67 il: 30 Luglio 2011, 23:32:19 »
avevo ben compreso le ragioni...ed altresì comprendo molto bene la necessità di far comprendere non già a Grillo ma alle persone la realtà delle cose ma a volte l'ignoranza ed il populismo becero ed a buon mercato di certi "capipopulo" mi ispirano del "razzismo culturale" se mi è permesso il termine....
mi rendo conto che quanto ho appena scritto si scontra frontalmente con i miei principi ispiratori di "volteriana" memoria ma certe dichiarazioni completamente fuori da ogni logica e realtà come quelle di Grillo mi fanno venire l'orticaria!!!!!
Comunque complimenti per le vostre risposte anche se temo che sia Grillo che suoi accoliti, non accetteranno mai il confronto dialettico per il semplice motivo che sono avezzi all'intolleranza culturale!!
 [47] 

postman78

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« Risposta #68 il: 03 Agosto 2011, 23:09:39 »
per la serie a volte ritornano  ci si è buttato in mezzo anche Agnoletto

La Polizia e l'eclisse della democrazia - Intervista a Vittorio Agnoletto

Bethlehem

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« Risposta #69 il: 04 Agosto 2011, 07:12:18 »
Ora, anche se Beppe Grillo è il massimo esponente del più becero giustizialismo populista e Vittorio Agnoletto intorno alle polemiche sui fatti di Genova 2001 si è biecamente inventato una professione, non tutto quello che dicono andrebbe considerato a priori sbagliato o contro gli interessi della Polizia.

Nel video di Agnoletto, alcuni temi delle sue “proposte per una Polizia migliore”  - da 10’30’’ in poi – ricorrono spesso anche nelle discussioni dei lavoratori delle Forze dell’Ordine.

Gli scatti di carriera su cui Grillo punta il dito sono oggetto di critiche non solo da parte della società civile. Peraltro, su questo punto, all’evasiva replica del Prefetto Manganelli – che ha colto il comico genovese, tanto per cambiare, impreparato – Agnoletto controbatte argomentando come si deve (nel video, da 00’55’’ a 05’49’’).

Ovviamente non va dimenticato che il Capo della Polizia risponde ancora oggi a un Governo che è lo stesso del 2001 e che, pur non essendosi mai assunto alcuna responsabilità istituzionale, è a monte di tutta la gestione dell’Ordine Pubblico durante il G8 (oltre alla responsabilità del Governo precedente – attuale opposizione - di aver scelto Genova come sede dell’evento).

Ad ogni modo, “per completezza d’informazione”, riporto qui di seguito alcune testimonianze (peraltro, in parte, già apparse in questo forum):


"Siamo sconcertati dalle dichiarazioni di alcuni esponenti del Governo che, di fatto, creano all'interno della Polizia una pericolosa spaccatura tra chi, solo perché rinviato a giudizio, e' sanzionato disciplinarmente e sospeso dal servizio e chi invece già giudicato riceve promozioni, impunità disciplinari e incondizionate assoluzioni politiche. […] Il SILP ribadisce piena fiducia nel lavoro della magistratura e nella professionalità dei poliziotti che nell'esercizio delle loro funzioni agiscono nel rispetto delle regole. Alla presenza di comportamenti contrari alla legge le assoluzioni televisive non aiutano l'immagine stessa della polizia e minano la fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato che deve assicurare il rispetto dei diritti di ogni singolo cittadino." (nota della segreteria provinciale del Silp Cgil Roma, 20/05/2010)
http://www.lunico.eu/2010052023043/cronaca/g8-silp-cgil-qsentenza-giudici-brutta-pagina-per-la-polizia-e-la-democrazia-italianaq.html

“Il danno oltre l’amara beffa: per una categoria come la nostra che per quei maledetti giorni del luglio 2001 sta pagando mediaticamente (e non solo) un prezzo altissimo! Da un lato, sentenze che infliggono un durissimo colpo a chi aveva responsabilità organizzative gestionali, dall’altro, la convivenza con un’Amministrazione che si dimentica della “truppa”;  non ricordando che la stessa, in quanto “truppa”, è stata e sempre sarà lo strumento di chi dirige che, invece viene seguito…”sino in fondo”. Una “truppa” che, in un contesto così difficile, si è dimostrata matura e pronta ad assumersi le PROPRIE responsabilità e che non merita di accollarsi quelle degli altri. Una truppa che in molti casi, solo per una responsabilità oggettiva, si trova a pagare centinaia di migliaia di euro tra spese legali e risarcimenti...su questo la nostra Amministrazione è silente...o meglio sfuggente…
Nel frattempo chi dirigeva la truppa…va avanti….!! C’è bisogno di coerenza….non è mai troppo tardi per ricordarselo..!!!!” (comunicato Silp Cgil Genova, 09/08/2010)
http://www.liguria.cgil.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1943%3Asentenza-diaz-qa-proposito-di-coerenzaq-comunicato-silp-cgil-genova&catid=44%3Anotizie-silp&show_article=true&Itemid=26)

“L'annuncio della nomina a 1° Dirigente Superiore (Questore) del dott. Mortola con decorrenza 1° Gennaio 2011, non aiuta chi, come il Silp per la Cgil, si batte ogni giorno per l'immagine e i valori democratici della Polizia di Stato.
Un anno fa (precisamente Agosto 2010) quando uscì la "velina" relativa alla nomina, il Viminale buttò acqua sul fuoco prendendo tempo, assicurando che la nomina non sarebbe stata imminente. Oggi siamo amareggiati e preoccupati, perché in un momento delicato e fondamentale per la nostra categoria e per tutto il Comparto Sicurezza, crediamo che il Dipartimento della P.S. abbia perso un occasione per dare un segnale di rottura. Con una base che chiede finalmente tutela per coloro che appartengono alla "truppa" e che per responsabilità oggettive sono stati abbandonati, parcheggiati in un "limbo" ammantato da una livida cappa a forma di "prescrizione" alla stessa stregua di chi di responsabilità, se non altro deontologiche,  ne ha, eccome, sarebbe stato importante attendere almeno l'esito della  sentenza della Corte di Cassazione, visto che il dott. Mortola è stato condannato anche in appello all'interdizione dai pubblici uffici.
Crediamo che la coerenza sia l'elemento indispensabile per raggiungere gli obiettivi sindacali che il Silp Cgil si è prefissato per valorizzare il Comparto Sicurezza. Ecco perché da tempo sollecitiamo la Questura a collaborare con la Procura della Repubblica a fare chiarezza sulle vicende che potrebbero infangare l'immagine della Polizia di Stato genovese. Nello stesso tempo però occorre che il Dipartimento della P.S. non si dimentichi che scelte come quella della nomina a questore del dott. Mortola, non aiutano ad alimentare il percorso che i colleghi con forza ci chiedono di seguire.
Non aiutano in particolare a Genova, una città dove il tempo per certi argomenti sembra non voler scorrere e  dove da tempo il Silp Cgil sta contribuendo con forza a prendere le distanze da chi non perde occasione per strumentalizzare e destabilizzare la piazza.” (dichiarazione di Roberto Traverso - Segretario Generale Provinciale Silp Cgil Genova, 02/06/2011)
http://www.liguria.cgil.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6827%3Apromozione-a-questore-di-mortola&catid=44%3Anotizie-silp&show_article=true&Itemid=26

“noi poliziotti non possiamo fare nulla per evitare che queste cose accadano, noi, siamo numeri e lassù non ci calcolano. Potessi avere voce in capitolo, chiunque, che all'interno della nostra amministrazione sia condannato, deve essere espulso e senza attenuanti. Io non capisco come un poliziotto poi possa essere comandato da un pregiudicato!! Colleghi e amici di fb facciamoci forza e andiamo avanti,vi chiediamo rispetto e se un giorno mi capiterà di incontrare questo tipo, la mia mano restera' in tasca!!” (admin pagina facebook Movimento Poliziotti, 03/06/2011)
“Se fosse stato un "semplice" poliziotto a quest'ora il doc era sospeso e se ne stava a casa, con l'assegno di mantenimento, in attesa della pronuncia della Cassazione, visto che è stato condannato in primo grado e in appello. Peccato, l'amministrazione dimostra ancora una volta che se ne fotte della "TRUPPA", vero motore trainante di questa Polizia!!” (fondatore della pagina facebook Noi Poliziotti, 03/06/2011)
http://www.facebook.com/note.php?note_id=149933865078680

“Un disastro sotto tutto i punti di vista. Che non fu mai seguito da una vera riflessione. Anzi: «Passò il messaggio che chi veniva condannato dalla magistratura non doveva essere toccato nella Polizia». I funzionari condannati per i fatti di Genova fecero carriera: Gilberto Caldarozzi, prima vicedirettore dello Sco, ne è divenuto direttore. Francesco Colucci, allora questore di Genova, è diventato prefetto. Gianni De Gennaro, nel 2001 capo della Polizia, è rimasto il capo della Polizia fino al 2007, oggi è il numero uno del Dis, l'ufficio coordina i rapporti tra governo e servizi segreti. Giovanni Luperi, allora vicedirettore dell'Ucigos, è capo del Dipartimento analisi dell'Aisi (il servizio segreto civile italiano). Solo per fare qualche esempio.” (Rita Parisi - segretaria provinciale Siulp Bologna, 09/07/2011)
http://www.vanityfair.it/news/italia/2011/07/09/g8-genova-rita-parisi

« Ultima modifica: 04 Agosto 2011, 07:17:55 da Bethlehem »

Offline Cleanhead

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« Risposta #70 il: 04 Agosto 2011, 09:05:08 »
Io purtroppo certi personaggi non riesco a vederli più di qualche secondo ! Si lo so saro limitato ma non ci posso fare niente . Di fatto le norme non può cambiarle la polizia quindi ciò che dice Grillo non ha senso . Per il resto ognuno tragga le sue considerazioni sulle responsabilità . Chi fa il nostro lavoro sa bene dove cercarle, ma al resto del mondo poco importa basta trovare un nemico comune che non possa neanche difendersi come dovrebbe . Il Capo Manganelli è un uomo solo che non ha nessuna copertura e che si espone per il bene della Polizia .
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Bethlehem

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« Risposta #71 il: 04 Agosto 2011, 10:09:25 »
 [01]

Offline castoro

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« Risposta #72 il: 04 Agosto 2011, 10:14:54 »
avevo ben compreso le ragioni...ed altresì comprendo molto bene la necessità di far comprendere non già a Grillo ma alle persone la realtà delle cose ma a volte l'ignoranza ed il populismo becero ed a buon mercato di certi "capipopulo" mi ispirano del "razzismo culturale" se mi è permesso il termine....
mi rendo conto che quanto ho appena scritto si scontra frontalmente con i miei principi ispiratori di "volteriana" memoria ma certe dichiarazioni completamente fuori da ogni logica e realtà come quelle di Grillo mi fanno venire l'orticaria!!!!!
Comunque complimenti per le vostre risposte anche se temo che sia Grillo che suoi accoliti, non accetteranno mai il confronto dialettico per il semplice motivo che sono avezzi all'intolleranza culturale!!
 [47]  
il tuo punto penso sia giusto ma rischi che ti fai prendere anche tu dalla stessa "intolleranza culturale", si cade nella trappola per poco che nella foga (e anche io ho la tendenza) superi il livello di guardia ... La lettera di Grillo è infarcita di luoghi comuni, e quelle frasi in cui oppone poliziotti buoni a poliziotti cattivi non so quanti ci credono, sono forme di captatio benevolentiae, quelle vecchie abitudini degli avvocati di conquistare al proprio assistito il sentimento di simpatia dei giudici ... Come a dire: vedete, io sono con la polizia ... Io invece diffido sempre di chi urla,e Grillo è uno che urla un po' troppo ... Postman78 mi pare sollevi un' altra giusta questione quando dice che sono in molti a pensare che i poliziotti siano soldatini ignoranti senza cervello senza opinioni ... Quindi qui un problema di comunicazione con l'esterno esiste: e non basta una semplice difesa d'ufficio da parte dei vertici: bisogna che questa difesa (il capo della polizia, che è un poliziotto anche lui)  sia espressa con grande passione, secondo il carattere ovviamente personale, ma ripeto:con grande passione, che non significa urlare. Un poliziotto come ogni altra persona può compiere errori, non è un automa ben programmato, ma più di altri è esposto, più di altri rischia di perdere il lavoro, di finire sotto processo, di non avere tutele eccetera. Ma quanto di questo passa nei grandi mezzi di informazione? Purtroppo invece le captatio benevolentiae di Grillo passano alla grande ...
"tu non commetti troppi errori", diceva il vecchio maestro al valoroso guerriero, "ma ne commetti, quindi poso guidarti ..."

Offline Cleanhead

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« Risposta #73 il: 04 Agosto 2011, 12:16:54 »
...esatto ! da qui la necessita' di triplicare le pene per coloro che hanno maggior accesso ai mezzi di comunicazione qualora compiano reati di ingiurie e calunnia ! questo e' il senso della richiesta di Grillo, visto che chiede maggior fermezza per i poliziotti che sbagliano, io ritengo giusto triplicare la pena per i falsi oratori e predicatori infedeli.
io credo che ognuno veda il poliziotto un po' come gli fa comodo, e' sempre difficile calarsi nei panni di qualcun altro e non se ne ha mai voglia, tanto piu' quando si ritiene di essere sempre dalla parte giusta. Molti vengono qui su questo forum pensando di venire a predicare il vangelo poi si accorgono che il loro vangelo ha molte molte lacune, ultimo il nostro amico Shostakovic. Sarebbe indispensabile che le persone si formassero il proprio pensiero in modo individuale, accedendo a tutte le informazioni e cercando di capire invece che di ripetere. E su questa cosa credo che nessuno possa mettere in dubbio quello che poco piu' sopra e' stato evidenziato. Se esiste disinformazione e' proprio dall'altra parte della barricata, dove si tirano le pietre, perche' li dell'informazione poco importa.
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Bethlehem

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« Risposta #74 il: 04 Agosto 2011, 13:20:30 »
Se esiste disinformazione e' proprio dall'altra parte della barricata

Ancora???  :136:
Dispiace ma niente sta mai da una parte sola... ripeto: magari!
E' sempre tutto complicato e cercare di schematizzare, riassumere realtà estremamente sfaccettate in pochi passaggi di causa-effetto ricostruendone modelli semplificati più comodi da afferrare, che si riescono a contenere in un unico sguardo, conduce precisamente a quelle generalizzazioni che impediscono alle persone di formare "il proprio pensiero in modo individuale" per cui qualcuno si convince "di essere sempre dalla parte giusta" e perde l'interesse ad "accedere a tutte le informazioni e cercare di capire".
Il concetto stesso di "barricata" è frutto di questo tipo di generalizzazioni. E ci si cade di continuo...  [02]

Poi, per carità, viva le opinioni diverse - io, per quel che vale, ho scritto la mia.